Dal Cile al Teatro Grassi: Chiara Mazzucchelli racconta la battaglia per salvare i cieli di Paranal
Lunedì 25 maggio al Cine Grassi di Tradate il nuovo incontro del Gruppo Astronomico Tradatese. Al centro della serata la tutela dei cieli del deserto di Atacama, minacciati dall’inquinamento luminoso e dai grandi progetti industriali vicino agli osservatori astronomici più avanzati del mondo
Nuovo appuntamento ‘trans-oceanico’ quello organizzato dal GAT, Gruppo Astronomico Tradatese per Lunedì 25 Maggio h21 al Cine GRASSI di Tradate (come sempre ingresso libero e gratuito).
Sarà ospite degli astrofili tradatesi in diretta online dal Cile, la dottoressa Chiara Mazzucchelli su un tema di recente grande attualità: COME PRESERVARE IL CIELO INCANTATO DI
PARANAL. Chiara Mazzucchelli è professoressa all’ Instituto de Estudios Astrofísicos, Universidad Diego Portales, a Santiago de Chile, e presidentessa della Societá Cilena di Astronomia. Dopo essersi laureata in Astrofisica e Fisica dello Spazio all’Universitá di Milano-Bicocca, ha conseguito il dottorato di ricerca in astronomia alla Universitá di Heidelberg, Germania, lavorando presso il Max Planck Institute for Astronomy. Ha ricoperto il ruolo di ricercatrice presso l’ESO (European Southern Observatory), e supportato le operazioni dell’Osservatorio Paranal (sede dei 4 telescopi da 8,2 metri dell’ ESO), tra il 2018 e il 2022.
Le caratteristiche geo-climatiche del deserto di Atacama rendono i cieli del Nord del Cile i piú oscuri e trasparenti al mondo. Di conseguenza, il Cile ospita un gran numero di osservatori internazionali, tra i piú avanzati al mondo. Ulteriori Osservatori di ultima generazione, sono l’Extremely Large Telescope (ELT) da 40 metri dell’ ESO vicino a Paranal e il Giant Magellan Telescope (GMT) di Las Campanas. E si stima che per il 2030, il Cile ospiterà più del 60% della capacità astronomica mondiale. Nonostante ciò, un sempre maggior numero di progetti industriali tentano di stabilirsi nel deserto di Atacama, con un potenziale aumento significativo dell’inquinamento luminoso in zone (più o meno) limitrofe ai grandi osservatori.
Il caso più clamoroso e fastidioso è stato il cosiddetto progetto INNA con il quale la compagnia statunitense AES Andes, voleva produrre idrogeno ‘verde’ e ammoniaca a pochi chilometri da Paranal. Fortunatamente, dopo più di un anno di discussioni tecniche, dibattiti pubblici e controversie normative, AES Andes ha deciso di sospendere a tempo indeterminato il suo megaprogetto INNA.
All’ inizio del 2025 uno studio dell’ ESO (European Southern Observatory) e di altri 30 Istituti mondiali, aveva inviato al Governo cileno una lettera in cui si evidenziavano effetti catastrofici per gli Osservatori di Paranal della presenza di questo insediamento industriale. L’inquinamento luminoso sarebbe aumentato del 35% e le vibrazioni delle pale solari (che dovevano alimentare INNA) avrebbero compromesso il perfetto inseguimento dei telescopi ed avrebbero anche interferito sulla turbolenza atmosferica letta e corretta della ottiche adattive. Grande è stata anche la mobilitazione della Società Astronomica Cilena, guidata da Chiara Muzzucchelli.
Con il passare dell’anno, la questione è passata in ambito politico e legislativo. Nell’ottobre 2025, i parlamentari del governo di allora hanno presentato un disegno di legge per proteggere i cieli astronomici settentrionali, compresa la creazione di zone di esclusione di 70 chilometri intorno a Paranal e Armazones (sede del gigante ELT da 39 metri). Una misura di tale portata non lasciava praticamente spazio per la collocazione di INNA nella sua posizione originale. Chiara Mazzucchelli parlerà Lunedì sera al Grassi dei cieli meravigliosi del deserto cileno di Atacama e di come la comunità scientifica cilena e mondiale è riuscita a preservarli per la ricerca astronomica ma anche per tutti coloro che amano il cielo stellato, la cosa più bella e preziosa che la Natura ha regalato agli esseri umani.
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