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“Un’Europa dal basso”: il ruolo delle regioni nel podcast con Matteo Bianchi

Seconda parte del dialogo tra Massimo Gaudina e Vincenzo Salvatore con il vicepresidente del Comitato europeo delle regioni Matteo Bianchi. Come rendere l'Europa più efficace?

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Nella puntata del podcast “Giù le mani dall’Europa”, il funzionario europeo Massimo Gaudina, il professore dell’Università dell’Insubria Vincenzo Salvatore e il vicepresidente del Comitato delle Regioni Matteo Bianchi approfondiscono il ruolo delle politiche di coesione e il peso delle autonomie locali nelle decisioni europee. Un confronto che mette in evidenza come le scelte di Bruxelles incidano direttamente sui territori e sulla vita quotidiana dei cittadini.

Europa, due modelli a confronto

Al centro del dibattito emerge la distinzione tra un’Europa “top-down” e una “bottom-up”. Nel primo caso, le decisioni partono dalle istituzioni centrali con l’obiettivo di uniformare i territori. Nel secondo, invece, il processo si costruisce dal basso, valorizzando le specificità locali.

«Serve un approccio sussidiario che parta dai territori» – Matteo Bianchi, vicepresidente Comitato delle Regioni – sottolinea, evidenziando la necessità di superare una visione eccessivamente centralista. In questa prospettiva, regioni e comuni diventano protagonisti nel portare a Bruxelles bisogni e priorità.

Il ruolo dei fondi di coesione

Ampio spazio è dedicato alle politiche di coesione, considerate uno degli strumenti principali dell’Unione Europea per ridurre le disuguaglianze economiche e sociali. I fondi strutturali finanziano infrastrutture, sostengono l’occupazione e accompagnano i territori nei processi di sviluppo.

Per l’Italia si tratta di risorse rilevanti, che in alcune regioni incidono in modo significativo sui bilanci pubblici. Non semplici trasferimenti economici, ma leve strategiche per riequilibrare le differenze tra aree più e meno sviluppate.

La governance dal basso

Il modello descritto dai relatori è quello di una governance partecipativa. Le regioni negoziano direttamente con la Commissione Europea e contribuiscono alla definizione delle politiche attraverso il Comitato delle Regioni, organo consultivo che esprime pareri sulle normative che impattano sui territori.

«La legislazione europea riguarda in gran parte la vita delle comunità locali» – Vincenzo Salvatore, professore Università dell’Insubria –, un aspetto che rende fondamentale il coinvolgimento delle autonomie.

Le difficoltà nella spesa dei fondi

Non mancano le criticità. Tra queste, la capacità di programmare e soprattutto di spendere le risorse. La cosiddetta “messa a terra” dei fondi resta uno dei nodi principali, con differenze marcate tra le regioni italiane.

Un limite che apre anche al dibattito su possibili semplificazioni, ma con il rischio – sottolineato nel confronto – di ridurre il ruolo dei territori a favore di una gestione più centralizzata.

Il valore della solidarietà europea

In chiusura, i relatori richiamano il principio solidaristico dell’Unione Europea. Un meccanismo che non può essere letto solo in termini di saldo tra quanto uno Stato versa e quanto riceve, ma come investimento comune per garantire stabilità e sviluppo nel lungo periodo.

Qui trovate la prima parte del dialogo con Matteo Bianchi

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Pubblicato il 28 Aprile 2026
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