Giorgetti: “Fertilizzanti bloccati, rischio disastro umanitario in Africa. E dall’Europa serve più flessibilità”
Il ministro dell’Economia a Varese per l’assemblea di Confagricoltura: dal blocco delle forniture agricole globali alle frizioni con Bruxelles sui vincoli di bilancio
Sicurezza alimentare globale e vincoli europei che stringono i margini di manovra dell’Italia: Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia e delle Finanze, ha scelto l’assemblea annuale di Confagricoltura Varese — svoltasi questa mattina alle Ville Ponti — per tracciare un quadro a tinte fosche della situazione internazionale e delle difficoltà che Roma incontra nel difendere i propri settori produttivi in sede europea.
Giorgetti, varesino, è intervenuto nella tavola rotonda insieme al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, al presidente della Provincia di Varese Marco Magrini e alla deputata Maria Chiara Gadda.
Il nodo dei fertilizzanti e il rischio Africa
Il ministro ha aperto il suo ragionamento con un passaggio che, a suo dire, lo ha colpito durante i lavori della settimana scorsa a Washington, al Fondo Monetario Internazionale, nell’ambito del G7 e del G20. «Abbiamo parlato per il 99% del tema del petrolio, dell’energia e quant’altro», ha ricordato. «Poi a un certo punto è entrato un tema prepotentemente, secondo me, e a me ha fatto impressione: un punto delicatissimo di quello che sta accadendo, evocato dai paesi africani, dall’Unione africana».
Il tema, ha spiegato, è quello dei fertilizzanti. «Non passa più gas, non passa più petrolio, ma soprattutto non passano più fertilizzanti — ha avvertito —. E il rischio è il disastro umanitario: interi paesi, mezzo continente, in particolare africano, non in grado di produrre. Non i sovrabbondanti raccolti magari poi da buttar via, ma per la sussistenza di centinaia di milioni di persone. Questo è il vero rischio».
Una situazione, ha precisato Giorgetti, immediatamente raccolta dal Segretario di Stato americano: «Dobbiamo creare le condizioni diplomatiche affinché i fertilizzanti passino. Questa cosa provoca disastri economici e lo vediamo bene anche a casa nostra, ma rischia di provocare qualcosa di assai ben più grave».
La globalizzazione e le sue fragilità
Da lì il ministro ha allargato la riflessione alle fragilità strutturali del modello globalizzato. «La globalizzazione e l’interconnessione di tutti i mercati hanno creato, in situazioni di normalità, la tranquillità che si potesse avere tutto al prezzo più conveniente», ha osservato. Ma c’è un altro lato della medaglia: «A un certo punto si può scoprire che quello che viene dato per scontato, che si può comprare sul mercato, improvvisamente per motivazione di carattere politico-geopolitico non si può più fare. Ed è quello che stiamo sperimentando in tante catene di fornitura — le cosiddette supply chain — che vale e rischia di valere anche in agricoltura».
Una dimensione, ha concluso su questo punto, «ampiamente sottovalutata, data per scontata nel mondo globalizzato, che sembrava inesorabile e che oggi torna prepotentemente di attualità».
Con una battuta, Giorgetti ha aggiunto: «Se si potessero ancora tenere le galline e non ci fossero quelli che te lo impediscono, ti garantirebbero una discreta tranquillità. Se le nostre normative ci consentissero di vivere una realtà più normale come quella del contadino del 1947, forse vivremmo anche meglio».
Le frizioni con l’Europa sui vincoli di bilancio
Il secondo intervento del ministro si è concentrato sulle difficoltà nei rapporti con Bruxelles. Giorgetti ha ricordato la sospensione totale del Patto di stabilità durante il Covid — «sostanzialmente non esistevano regole europee» — e ha spiegato che l’Italia sta chiedendo all’Europa una deroga temporanea analoga, in attesa che il conflitto si esaurisca.
«La risposta dell’Europa fino ad ora non è stata positiva — ha detto senza giri di parole —. Non semplicemente perché non ci ha detto di sì: secondo me sbagliano, è un’impostazione profondamente sbagliata». La proposta della Commissione introduce un temporary framework, un quadro temporaneo di deroga sugli aiuti di Stato per trasporti, agricoltura e pesca. Ma il problema, ha spiegato Giorgetti, è che questa deroga vale solo per chi ha margine fiscale: «L’Europa ti dice sì, le nazioni possono aiutare questi settori, però lo devono fare all’interno delle regole di bilancio. E questo crea un doppio svantaggio per il nostro paese: ci sono paesi che hanno spazio fiscale e possono aiutare i loro agricoltori. A noi danno il diritto di farlo, ma non lo possiamo fare perché siamo arrivati al livello massimo della nostra traiettoria di spesa».
L’Italia ha quindi chiesto coerenza: «Se c’è una logica per cui l’Europa ritiene che per agricoltura, pesca e trasporto si possono derogare gli aiuti di Stato, devono logicamente garantire anche la possibilità che i singoli paesi possano intervenire». Insieme ai colleghi tedesco, spagnolo e portoghese — «di estrazioni politiche anche molto diverse», ha sottolineato — Giorgetti ha proposto anche «la strada di una tassazione straordinaria per le grandi compagnie petrolifere ed energetiche per finanziare questi tipi di interventi». Anche su questo, il no di Bruxelles è stato netto.
Il ministro ha detto di non voler alimentare polemiche, ma ha tenuto a chiarire la situazione: «Se devo spiegarvi perché in questo momento noi siamo bloccati, ve l’ho spiegata». Nei prossimi giorni è previsto un Eurogruppo — Giorgetti ha citato le date del 4, 5 e 6 maggio — dove la partita potrebbe riaprirsi. «Non siamo soli: diversi paesi hanno questo tipo di problema e hanno avanzato la richiesta di una valutazione che consenta questo tipo di interventi. È una questione che evolve di giorno in giorno».
La chiusura è affidata a un auspicio: «Spero che la consapevolezza e il realismo prevalgano rispetto a una ottusa visione che non è neppure ideologica, ma freddamente burocratica».
TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
lenny54 su Entrano in vigore le nuove tariffe "metropolitane", Saronnese e Busto più vicine a Milano
Felice su Fucile d'assalto e mitragliette nella casa dell'ex ispettore di Malpensa
lenny54 su In vendita casa Bossi, villa simbolo della "Lega di una volta"
lauralaura su Ospedali troppo caldi: la Regione comprerà i condizionatori
gcbiakmw su Lo spinello fa male
Rita Campiotti su Torna IceOut, qual è la vostra gelateria preferita?










Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.