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Il futuro di Saronno e l’Accademia di Brera, l’ex Isotta Fraschini rinasce con l’arte

L’arrivo di un “museo innovativo” patrocinato da Brera negli spazi della ex Isotta Fraschini è una vera e propria bomba: per gli amanti dell’arte contemporanea, per gli appassionati di architettura e per tutti i saronnesi

Vivaio Saronno, pronto il nuovo sito internet

È arrivata quasi all’improvviso, ma è un’altra di quelle iniziative che possono cambiare la sorte, oltre che l’aspetto, di una città per i prossimi decenni. 

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Nuovi murales all’ex Isotta Fraschini di Saronno 4 di 5

L’arrivo, nel prossimo futuro, di un “museo innovativo” patrocinato dall’Accademia di Belle Arti di Brera negli spazi della ex Isotta Fraschini di Saronno è una vera e propria bomba: per gli amanti dell’arte contemporanea, per gli appassionati di architettura e per tutti i saronnesi. 

L’annuncio è stato dato alla presentazione dell’anno accademico dell’ateneo pubblico, nato nel 1776, in una fase di pieno sviluppo e apertura alla città e al territorio circostante: la presidente dell’Accademia Livia Pomodoro ha infatti parlato anche del progetto del Campus Universitario allo scalo Farini e dei nuovi spazi a Cascina Ovi a Segrate. In questo quadro si inserisce anche una parte del futuro di Saronno, cioè quello che riguarda l’ex Isotta Fraschini dove, nel giro di 3/5 anni, almeno nei progetti dei proprietari dell’area e di chi si sta occupando del progetto complessivo (siamo nella fase preliminare della manifestazione di interesse), arriverà uno spazio di cultura aperto all’innovazione. 

Alla presentazione del piano ha partecipato, da remoto, l’architetto Cino Zucchi, autore del masterplan sull’enorme area dismessa acquistata da Beppe Gorla per farne un “Bene Comune”: «La rigenerazione si basa sulla presa di coscienza della fragilità del territorio e sulla mixitè funzionale dove si mescolino produzione culturale, esposizioni, diffusione della cultura, didattica, residenza e lavoro devono trovare in una dimensione allargata la complessità e l’interdipendenza che rendeva magnifici di centri storici italiani nel passato. Saronno è collegata, rende europea e globale la sua posizione. Dentro l’Isotta Fraschini si è creato un ambiente naturale unico, con alberi più alti di quelli di Parco Sempione. Un luogo che può diventare un modello». 

 

Ai microfoni di Rai Tre, hanno parlato anche il proprietario dell’area, dove si sta sviluppando il progetto di Vivaio Saronno e il suo stretto collaboratore Angelo Proserpio, presidente della Società Storica Saronnese.

Giuseppe Gorla ha spiegato che «non sarà un museo tradizionale, ma uno spazio pensato per essere utilizzato da chi l’arte la coltiva», mentre Proserpio ha rimarcato il concetto di “Bene Comune” che guida sin dall’inizio i progetti di Vivaio Saronno: «Vogliamo rigenerare conservando». 

Chiaramente soddisfatto il sindaco di Saronno Augusto Airoldi, chiamato a gestire un’ulteriore trasformazione di una parte della città, dopo quella avviata per gli spazi intorno alla ferrovia: «È un contributo straordinario per il rilancio di tutta la città. Questo progetto porterà studenti e docenti da tutto il mondo, visitatori, lavoro e cultura – ha detto Airoldi -. Questo è un primo passo di una svolta epocale e quantomai necessaria, proprio in questo momento storico, per la nostra Saronno. Una svolta che influirà molto positivamente sull’economia e sulla qualità della vita dei nostri figli e dei nostri nipoti. Il risultato raggiunto ci stimola, nella corretta distinzione di ruoli tra pubblica amministrazione e privati, a lavorare ancora più intensamente con Giuseppe Gorla, proprietario dell’area ex-Isotta Fraschini e con Angelo Proserpio, suo alleato in questa impresa. Come amministrazione vogliamo che la rigenerazione urbana possibile nell’area Isotta Fraschini diventi paradigma di un diverso modo di recuperare le aree dimesse per farne il luogo delle nuove opportunità per la nostra città. Oggi una delle parole chiave del mio programma elettorale, che disegnava Saronno come “città sconfinata”, trova la sua prima concreta realizzazione».

Ora non resta che aspettare di conoscere nei dettagli il progetto ed i suoi sviluppi futuri, con la speranza che i sogni possano davvero concretizzarsi ed essere condivisi con tutta la popolazione. 

di tommaso.guidotti@varesenews.it
Pubblicato il 01 Marzo 2021
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