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Sabato 20 febbraio presidio per l’ospedale di Saronno

La Società della Cura saronnese e il Comitato per la difesa della Salute del Varesotto organizzano un presidio davanti all’ospedale di Saronno per sabato 20 febbraio: obiettivo evidenziare la situazione di difficoltà della struttura di piazza Borella e proporre soluzioni condivise per superare la crisi

Saronno, il personale si riunisce davanti all'Ospedale e alza la voce
La Società della Cura saronnese e il
Comitato per la difesa della Salute del Varesotto organizzano un presidio davanti all’ospedale di Saronno per sabato 20 febbraio: obiettivo evidenziare la situazione di difficoltà della struttura di piazza Borella e proporre soluzioni condivise per superare la crisi
Salute pubblica, gratuita, preventiva, di prossimità: salviamo l’ospedale di Saronno e apriamo Case della Salute!
Un anno dopo la scoperta del “paziente uno” della disastrosa epidemia di Covid in Italia, tutto ci saremmo aspettati tranne che l’ospedale di Saronno avesse solo qualche settimana di vita davanti a sé.
Lo riferiscono, unanimi, le lavoratrici e i lavoratori che ancora resistono nella struttura, mentre la Regione, come l’orchestra del Titanic, continua colpevolmente a suonare mentre la nave affonda.
La situazione dell’ospedale di Saronno oggi, come il tentativo (per ora stoppato) di accorpare in un nuovo plesso gli ospedali di Busto Arsizio e Gallarate, sono il simbolo della disgregazione del sistema sanitario regionale, messo in ginocchio da più di vent’anni di scelte politiche scellerate compiute da Formigoni, Maroni e Fontana e dai loro alleati di governo.
La chiusura o la privatizzazione dei presidi pubblici territoriali, introdotti dalle preziosa riforma sanitaria del 1978, sono state pianificate in Regione per fare l’interesse del comparto privato, e avevano prostrato tutte le strutture ospedaliere già prima della pandemia, che ne ha definitivamente scoperchiato il vaso.
Le cittadine e i cittadini che in tutta Italia lavorano per una Società della Cura, per superare l’economia del profitto, scendono oggi in piazza a Saronno, davanti all’ospedale, per chiedere non solo che questo presidio venga rilanciato anziché chiuso, ma anche che ciò avvenga in un progetto complessivo di ricostruzione dei servizi sociali, sanitari e sociosanitari del territorio.
Cambiare si può! Lo dimostrano, al netto dei loro limiti, le esperienze delle Case della Salute in Emilia Romagna, mai realizzate in Lombardia e oggi previste addirittura – con il nome di Case della Comunità – nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
I cittadini e le cittadine del Saronnese, quasi 200mila utenti delle strutture sanitarie di questa città chiedono con forza alla Regione Lombardia di intervenire immediatamente con provvedimenti che impediscano la chiusura o il declassamento dell’ospedale e di riunire nelle forme previste dalla legge gli enti locali coinvolti, a partire dal Comune di Saronno, per iniziare il percorso di riorganizzazione dei servizi sopra indicato.
Noi cittadini per la difesa del diritto alla salute e per la Società della Cura, che abbiamo organizzato il presidio di oggi insieme al Comitato Difesa Salute del Varesotto, invitiamo il Comune di Saronno a far partire al più presto i preannunciati tavoli di partecipazione sulla salute del territorio.
Aderiamo inoltre alla giornata di lotta indetta oggi dalla campagna nazionale “Dico 32” per il diritto alla salute, unendoci alle cittadine e ai cittadini che in più di venti città lombarde e sotto il palazzo di Regione Lombardia stanno chiedendo a chi ci governa di ribaltare la fallimentare legge sanitaria vigente.
Perché la salute non è una merce e la sanità non è un’azienda!
LA SOCIETÀ DELLA CURA DEL SARONNESE
COMITATO PER LA DIFESA DELLA SALUTE DEL VARESOTTO

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 Febbraio 2021
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