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Saronno, il sindaco Airoldi: “Numeri che spaventano, servono buon senso e attenzione”

Il primo cittadino saronnese parla dei numeri diffusi da Regione Lombardia: "Finchè potremo proseguiamo sulla strada dell'informazione e del rispetto delle regole per provare ad arginare la diffusione del contagio"

Augusto Airoldi

«Sono dati che spaventano, non c’è dubbio, ma proseguiamo sulla strada dell’informazione e del rispetto delle norme».

Commenta così il sindaco di Saronno Augusto Airoldi, eletto da poche settimane, che si trova di fronte ad un aumento esponenziale dei numeri del contagio da coronavirus anche nella città degli amaretti, in linea con i dati che crescono in tutto il Varesotto.

«Mettiamo in campo le azioni che possiamo per tentare di arginare l’aumento della diffusione del virus – spiega -. Abbiamo promosso la campagna #saronnosiprotegge sia social che “fisica”, con cartelloni in giro per Saronno, per illustrare le regole da rispettare e spiegare le varie procedure. Oggi al mercato con l’assessore Mazzoldi e il capo della polizia locale Sala abbiamo riscontrato un buon rispetto delle prescrizioni, la stragrande maggioranza dei cittadini aveva la mascherina, gli ambulanti hanno organizzato le loro bancarelle per evitare assembramenti e garantire il distanziamento. Chi ancora non lo ha fatto, è stato invitato a provvedere. Verificheremo che lo facciano».

I numeri in effetti fanno impressione, anche se il sistema di comunicazione ha parecchie falle e solleva diverse perplessità. L’aumento a Saronno in un giorno è di 121 casi, che porta il totale da inizio pandemia a 693 contagiati: «I dati che ho io sono in ritardo di 24 ore e parlano di 294 attualmente positivi, 221 guariti e 61 deceduti, numero che fortunatamente non sta aumentando – conclude Airoldi-. Domani gli attualmente positivi supereranno i 300 e temo di molto alla luce dei numeri che ha diffuso Regione Lombardia. Abbiamo attivato l’Unità di Crisi e stiamo predisponendo la distribuzione di medicinali e spesa a chi è anziano e solo o impossibilitato a muoversi, con l’aiuto di Croce Rossa e Protezione Civile. Serve buon senso e attenzione per scongiurare un’azione di forza che nessuno vorrebbe, ma che se i numeri continuano a crescere è difficile immaginare che non ci sarà. Noi proviamo a fare il nostro, con la speranza che il trend si possa invertire».

di tommaso.guidotti@varesenews.it
Pubblicato il 28 Ottobre 2020
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