L’ex parroco di Uboldo don Carlo Leo da Papa Francesco: “Commosso e riconoscente”

C’è commozione e riconoscimento nelle parole di don Carlo Leo, ex parroco di Uboldo, dopo che giovedì 9 gennaio a Roma a Casa Santa Marta ha concelebrato l’Eucarestia con il Santo Padre Francesco

Generico 2018

Testi e foto dalla pagina Facebook della Unità Pastorale Lambrugo – Lurago d’Erba

C’è commozione e riconoscimento nelle parole di don Carlo Leo dopo che giovedì 9 gennaio a Roma a Casa Santa Marta ha concelebrato l’Eucarestia con il Santo Padre Francesco.

L’ex parrocco di Uboldo don Carlo Leo dirà Messa con Papa Francesco

Originario di Beverate di Brivio, don Carlo è stato parroco per tanti anni, dal 1994 al 2008, a Uboldo. Don Leo è ora prevosto e parroco di Lurago e Lambrugo, nel Comasco, e a giugno ha festeggiato il suo 25° anno da sacerdote.

Non possiamo “essere cristiani” se siamo “seminatori di guerra” in famiglia, nel nostro quartiere, sul posto di lavoro: “Che il Signore ci dia lo Spirito Santo per rimanere in Lui e ci insegni ad amare, semplicemente, senza fare la guerra agli altri”. È questa la preghiera del Papa nella Messa di domenica 9 gennaio a Casa Santa Marta, cui ha partecipato anche don Carlo.

Ecco che don Carlo ha raccontato la sua esperienza romana ai propri fedeli:

Alba molto raccolta e silenziosa in Santa Marta.
Un numero discreto di fedeli di una parrocchia romana, con i loro sacerdoti, 10 Sacerdoti a concelebrare, di cui 3 ambrosiani, presenti nella Cappella di Casa Santa Marta in Vaticano.

Con lieve anticipo sulle 7, il Santo Padre entra in Cappella da solo dalla Sacrestia, pronto per la Messa. Con voce sommessa dà inizio all’Eucarestia. Il silenzio e il raccoglimento accompagnano tutta la liturgia, molto semplice, quotidiana, tesa all’ascolto della Parola di Dio e al momento eucaristico. Nell’omelia il Papa invoca dallo Spirito Santo il dono della pace del cuore, che nasce dal dimorare con Gesù, e che è fondamento anche della necessaria pace mondiale, in questi giorni invocata. Ma… – chiede il Papa- “io sono seminatore di pace, senza giudicare, parlare male dei fratelli o sporcarli con parole cattive?”. La pace nasce da un cuore pacificato e silenzioso.

Dopo l’Eucarestia e il tempo del ringraziamento in cui il Santo Padre prende posto in cappella accanto ai fedeli, all’esterno, presso il Presepe allestito avviene il breve, intenso contatto personale: parlo al Papa, da solo, presentando brevemente le nostre parrocchie, le intenzioni di preghiera più care. Insieme ad un mio scritto, consegno alcune lettere nelle sue mani, tra cui una lettera dei bambini di Lambrugo e uno scritto del Sindaco di Comune di Lurago d’Erba. Accompagna un dono tipico di Lurago, un vassoio intrecciato in vimini: simbolo della storia del paese, ma anche degli intrecci di storie, volti, persone, vicende, che costituiscono la nostra comunità nel tempo e lo sforzo di comunione.

Ho lasciato al Papa una offerta per la carità che Egli utilizzerà secondo i bisogni più urgenti e gli ho presentato tante medaglie della Beata Vergine, e alcune spille con le colombe dello Spirito Santo, che Egli ha benedetto. Sono per i malati, i fedeli, i ragazzi della Cresima… li porto a casa come segno di benedizione.

Una volta di più questa esperienza mi ha commosso per il bene che ha fatto a me e a tutta la mia cara gente: ho sentito una vicinanza, un affetto, una preghiera corale che porteranno tanto bene a tutti noi. Grazie ancora perché siamo popolo di Dio che cammina dando speranza e futuro.

Testi e foto dalla pagina Facebook della Unità Pastorale Lambrugo – Lurago d’Erba

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 Gennaio 2020
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