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Fse, Fesr, Pnrr, Horizon. Che fine fanno i fondi dell’Unione Europea?

Spesso ci si chiede che fine facciano i fondi europei. In questa puntata Massimo Gaudina e Vincenzo Salvatore approfondiscono il tema definendo opere ed enti che li gestiscono, a volte bene e a volte male

massimo gaudina vincenzo salvatore


Come funzionano davvero i fondi europei e perché incidono così tanto sulla vita quotidiana dei cittadini? È il tema al centro della nuova puntata del podcast “Giù le mani dall’Europa”, condotto da Massimo Gaudina insieme al professor Vincenzo Salvatore. Un approfondimento dedicato al sistema dei finanziamenti dell’Unione Europea, con uno sguardo particolare alla Lombardia e alle opportunità offerte a enti, imprese, università e territori.

Una differenziazione importante ma poco conosciuta: fondi diretti e fondi indiretti

Nel corso della puntata viene chiarita innanzitutto la distinzione tra fondi a gestione diretta e fondi a gestione indiretta, una differenza spesso poco conosciuta ma fondamentale per comprendere il funzionamento delle risorse europee.

I fondi a gestione diretta sono amministrati direttamente dalla Commissione Europea. In questo caso chi presenta un progetto deve interfacciarsi con Bruxelles e normalmente garantire una quota di cofinanziamento. Tra gli strumenti più noti rientrano i programmi Horizon dedicati alla ricerca e all’innovazione.

Diverso il caso dei fondi a gestione indiretta, che rappresentano circa l’80% delle risorse europee disponibili. Questi finanziamenti vengono assegnati alle Regioni, che pubblicano bandi rivolti a imprese, associazioni, enti locali e cittadini. In Lombardia i bandi vengono pubblicati attraverso i canali regionali dedicati allo sviluppo economico, alla formazione, all’ambiente e all’innovazione.

Dalle grandi opere alle piste ciclabili

Gli ospiti del podcast portano diversi esempi concreti di interventi realizzati grazie ai fondi europei. Tra le opere più importanti figurano la riqualificazione della Reggia di Venaria Reale, gli interventi sulla Villa Reale di Monza, il sostegno alla metropolitana di Napoli e i progetti di valorizzazione di siti come Pompei e Venezia. A livello locale si citano gli interventi per il centro di Busto Arsizio, Villa Toeplitz, interventi nelle scuole Carducci o all’Isis Newton di Varese, piste ciclabili e molto altro.

Accanto alle grandi opere, però, i fondi europei finanziano anche interventi molto vicini alla vita quotidiana dei cittadini. Tra questi la realizzazione di piste ciclabili, l’acquisto di autobus elettrici, la creazione di musei e numerose infrastrutture locali sostenute attraverso il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR).

Ricerca, formazione e transizione ecologica

Una parte significativa delle risorse europee è destinata anche al capitale umano. Il Fondo Sociale Europeo sostiene corsi di formazione e riqualificazione professionale, soprattutto per lavoratori coinvolti in crisi industriali o cambiamenti produttivi.

Grande attenzione viene riservata anche alla ricerca universitaria. Attraverso i programmi europei e il PNRR vengono finanziati progetti su intelligenza artificiale, digitalizzazione, materiali ecocompatibili e transizione energetica, oltre al reclutamento di nuovi ricercatori.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza viene descritto come uno strumento straordinario nato dopo la pandemia all’interno del programma europeo Next Generation EU. Rispetto ai tradizionali fondi strutturali, il PNRR ha una natura emergenziale e tempi di attuazione più rapidi, con investimenti mirati alla modernizzazione del Paese.

Il ruolo della Lombardia e l’accesso ai bandi

Nel podcast emerge anche un tema cruciale: la capacità progettuale. Secondo Gaudina e Salvatore, molte opportunità rischiano infatti di andare perse per difficoltà burocratiche o mancanza di informazioni.

Per questo diventa essenziale conoscere i canali attraverso cui vengono pubblicati i bandi regionali e sviluppare competenze nella progettazione europea, sia per gli enti pubblici sia per il mondo delle imprese.

“Non solo contributi ma vantaggi sistemici”

Nella parte finale della puntata gli ospiti invitano a superare una lettura puramente economica del rapporto tra Italia e Unione Europea. Oggi, spiegano, grazie anche alle risorse del PNRR l’Italia riceve complessivamente più fondi di quanti ne versi al bilancio europeo. Ma il beneficio dell’appartenenza all’Unione non si misura soltanto nei trasferimenti economici. «Far parte del mercato unico significa condividere standard, tutele e opportunità che incidono sulla qualità della vita e sulla competitività del sistema economico» spiegano i relatori nel corso del podcast.

APPUNTAMENTO LIVE IL 12 MAGGIO, FESTA DELL’EUROPA

Martedì alle 21 Massimo Gaudina e Vincenzo Salvatore saranno sul palco di Materia (via Confalonieri 5, Castronno) per raccontare, nel giorno della festa dell’Europa, a cosa serve l’UE. Per partecipare è possibile prenotare un posto a questo link.

Qui trovi le altre puntate del podcast

Via Confalonieri, 5

Castronno

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Orlando Mastrillo
orlando.mastrillo@varesenews.it
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Pubblicato il 06 Maggio 2026
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