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Dall’Austria a Bodio Lomnago, la missione di Dorothea e di Save Lake Varese per salvare il lago

Clean-up dei fondali, podcast scientifici e progetti come “Lago Lab” portano cittadini e studenti a conoscere più da vicino un ecosistema che l’associazione vuole rendere centrale nella vita della comunità

dorothea dietz save lake varese


Tutela ambientale, ricerca scientifica, tecnologia e coinvolgimento dei cittadini. Sono questi i pilastri del lavoro di Save Lake Varese, l’associazione fondata da Dorothea Dietz e protagonista di una puntata di “Soci All Time”, la trasmissione di Radio Materia realizzata in collaborazione con CSV Insubria.

Al centro dell’intervista c’è il futuro del lago di Varese, un ecosistema fragile che negli anni ha dovuto fare i conti con eutrofizzazione, inquinamento e problemi legati alla rete fognaria. Per Dietz, però, la strada per il recupero esiste e passa da conoscenza, investimenti e collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini.

Dall’Austria a Bodio, l’incontro con il lago di Varese

Originaria dell’Austria, Dorothea Dietz si è trasferita a Bodio e ha sviluppato fin da subito un forte legame con il lago di Varese e con il paesaggio che lo circonda. Una bellezza che, però, le è apparsa in contrasto con le condizioni del bacino e con quella che considera una valorizzazione ancora insufficiente. Da qui, tra il 2018 e il 2019, è nata la decisione di impegnarsi direttamente e di fondare Save Lake Varese.

Un ruolo importante nella sua scelta lo ha avuto anche l’esperienza del suo Paese d’origine, dove diversi laghi un tempo fortemente inquinati sono stati recuperati grazie a interventi strutturali e investimenti mirati.

“Per salvare il lago bisogna prima conoscerlo”

Alla base dell’attività dell’associazione c’è un approccio fortemente legato alla scienza. Dietz ha approfondito negli anni la limnologia e le dinamiche che regolano la vita di un lago, concentrandosi in particolare sull’eutrofizzazione, sull’eccessiva presenza di nutrienti nelle acque, sulla carenza di ossigeno nei fondali e sull’impatto degli scarichi.

Per Save Lake Varese le buone intenzioni, da sole, non bastano. Servono dati, monitoraggi, competenze tecniche e soprattutto interventi sulle infrastrutture. «Per affrontare un problema complesso è necessario conoscerlo fino in fondo e utilizzare gli strumenti migliori a disposizione – Dorothea Dietz, fondatrice di Save Lake Varese -».

Da qui l’attenzione per lo stato dei depuratori, della rete fognaria e più in generale per tutte quelle infrastrutture che possono incidere direttamente sulla qualità delle acque.

Tecnologia e investimenti per il risanamento

L’associazione guarda con interesse alle esperienze di altri bacini europei, dove interventi tecnologici e opere di bonifica hanno permesso di ottenere risultati importanti. La convinzione è che anche il lago di Varese possa beneficiare di una strategia di lungo periodo, sostenuta da investimenti adeguati e da un monitoraggio costante. L’obiettivo non è soltanto migliorare la qualità dell’acqua, ma restituire al lago un ruolo centrale nella vita del territorio, dal punto di vista ambientale, sociale e culturale.

Clean-up, podcast e divulgazione

Accanto al lavoro di approfondimento scientifico, Save Lake Varese porta avanti anche iniziative concrete di sensibilizzazione. Tra queste ci sono i clean-up dei fondali e delle sponde, realizzati insieme a volontari, subacquei e altre associazioni del territorio. Momenti che hanno una funzione pratica, ma anche educativa, perché permettono di mostrare in modo diretto gli effetti dei comportamenti quotidiani sull’ambiente.

Per rendere accessibili anche i temi più complessi, Dietz ha inoltre ideato il podcast “In Sintesi, Beyond Lake Varese: quello che avresti sempre voluto sapere”, coinvolgendo scienziati, professori ed esperti. L’obiettivo è spiegare con parole comprensibili come funziona un ecosistema lacustre e quali sono le cause dei problemi che lo interessano.

Il lago entra nelle scuole

Un altro fronte centrale è quello dell’educazione ambientale. Save Lake Varese collabora con le scuole primarie attraverso “Lago Lab”, progetto realizzato insieme a realtà come Legambiente, Lipu e Plastic Free. Le attività accompagnano i bambini alla scoperta dell’origine glaciale del lago, della fauna, delle palafitte e dell’ecosistema locale.

Con gli studenti delle scuole secondarie, invece, sono stati organizzati concorsi, uscite didattiche e iniziative di approfondimento. Tra le collaborazioni citate c’è quella con l’ISIS Newton, che ha coinvolto i ragazzi anche in esperienze e viaggi di studio, come una visita premio a Vienna. Per Dietz, lavorare con i giovani significa anche rafforzare il senso di appartenenza al territorio.

Un patrimonio da conoscere per poterlo difendere

Il messaggio che emerge dall’intervista è che la tutela del lago non può essere delegata soltanto agli addetti ai lavori. La salvaguardia passa anche dalla consapevolezza dei cittadini, dalla capacità di comprendere il valore dell’ambiente che li circonda e dalla volontà di chiedere interventi concreti e duraturi.

Per Save Lake Varese il futuro del bacino dipenderà proprio dalla capacità di tenere insieme scienza, tecnologia, investimenti e partecipazione. Un percorso che parte dalla conoscenza e punta a restituire al lago un ruolo sempre più centrale nella vita della comunità.

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Pubblicato il 03 Novembre 2026
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