Sciopero di otto ore e presidio alla Barco di Saronno: “A rischio 71 posti di lavoro”
Le rappresentanze sindacali unitarie proclamano per lunedì 2 novembre una giornata di mobilitazione con otto ore di stop e un presidio aperto a tutta la cittadinanza a Saronno
Otto ore di sciopero e un presidio davanti ai cancelli dello stabilimento Barco a Saronno sono stati proclamati per lunedì 2 novembre 2026 dalle Rsu insieme a Fim Cisl dei Laghi, Fiom Cgil Varese e Uilm Uil Varese. La mobilitazione arriva in seguito all’apertura di una procedura di licenziamento collettivo e al mancato rinnovo dei contratti per i lavoratori in somministrazione, una situazione che colpisce duramente il tessuto produttivo locale.
La mobilitazione alla Barco di Saronno
La protesta sindacale prenderà il via lunedì 2 novembre con otto ore complessive di stop per le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento di Saronno. Il programma della mattinata prevede alle ore 10:00 l’assemblea sindacale aperta a tutto il personale, alla quale farà seguito una conferenza stampa organizzata direttamente davanti ai cancelli dell’azienda.
La decisione unitaria delle sigle sindacali risponde a numeri pesanti per il futuro occupazionale del territorio. L’operazione aziendale prevede infatti venticinque lavoratori in somministrazione lasciati senza rinnovo contrattuale e quarantasei esuberi legati all’apertura della procedura per il personale a tempo indeterminato, per un totale di settantuno famiglie coinvolte.
La denuncia delle organizzazioni sindacali
Le Rsu e le categorie territoriali di Fim, Fiom e Uilm denunciano con forza la gravità delle scelte aziendali, sottolineando come logiche economiche di breve periodo rischino di cancellare un secolo di storia industriale e di competenze radicate nella zona.
«Le decisioni irresponsabili e una vera e propria predazione industriale – l’appello diffuso dalle Rsu, Fim Cisl dei Laghi, Fiom Cgil Varese e Uilm Uil Varese – ricadono per l’ennesima volta sulle spalle delle persone: venticinque lavoratrici e lavoratori in somministrazione senza rinnovo del contratto e quarantasei licenziamenti annunciati con l’apertura della procedura per il personale a tempo indeterminato».
L’appello alla cittadinanza e alle istituzioni
Di fronte alla prospettiva dei tagli e alla perdita di un presidio manifatturiero storico, il sindacato ha scelto di estendere la mobilitazione oltre i confini della fabbrica, chiamando a raccolta enti locali, forze sociali e cittadini.
«Non possiamo permettere che ciniche logiche di bilancio cancellino un secolo di storia, professionalità e sacrifici – sottolineano i rappresentanti dei lavoratori –. Invitiamo la cittadinanza, le forze sociali e tutte le realtà del territorio a unirsi al nostro fianco». L’obiettivo della protesta è mantenere alta l’attenzione sulla vertenza e chiedere tutele concrete per la continuità occupazionale a Saronno.
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