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Edoardo Raimondi si racconta a Porta Tre Dischi, dall’incidente quando era bambino ai trionfi coi Mastini

Una puntata dedicata alla persona prima ancora che all’atleta: Edoardo Raimondi racconta le paure superate, la scelta di diventare allenatore a Lugano e l’equilibrio trovato accanto alla compagna Sara

La straordinaria partita d\'addio all\'hockey di Edoardo Raimondi


Tre canzoni per raccontare una vita dentro e fuori dal ghiaccio. Nella nuova puntata di “Porta tre dischi”, la trasmissione di Radio Materia condotta da Marco Giannatiempo, ospite è Edoardo Raimondi, ex giocatore dei Mastini Varese, che ripercorre alcuni dei passaggi più importanti della propria storia personale e sportiva.

Dall’infanzia trascorsa in una famiglia dove l’hockey era una presenza costante fino alla scelta di lasciare l’Italia per iniziare una nuova avventura professionale in Svizzera, Raimondi si racconta attraverso ricordi, paure superate e momenti che hanno segnato il suo carattere.

L’hockey in famiglia e un’infanzia segnata da un grave incidente

Il legame con l’hockey nasce molto presto. In casa Raimondi lo sport sul ghiaccio è una passione condivisa con i fratelli e con il padre, e diventa presto una parte importante della vita quotidiana. Nel racconto emerge però anche un episodio molto più doloroso: da bambino Raimondi viene attaccato da un cane e riporta ferite che gli lasceranno segni permanenti. Un’esperienza difficile, che nel tempo contribuirà anche a costruire quel carattere deciso che lo accompagnerà nelle scelte successive. L’infanzia e la famiglia diventano così il primo capitolo di un percorso in cui sport e vita personale continuano a intrecciarsi.

Dal lavoro in famiglia alla scelta di Lugano

Dopo gli anni da giocatore, Raimondi affronta anche il passaggio verso una nuova dimensione professionale. Per un periodo lavora nell’azienda di famiglia, prima di scegliere di cambiare strada e trasferirsi in Svizzera. Una decisione non semplice, arrivata dopo aver fatto i conti anche con dubbi e insicurezze personali. A Lugano intraprende il percorso da allenatore, aprendo una nuova fase della propria vita legata ancora una volta all’hockey, ma vissuto da una prospettiva diversa.

La scelta di partire rappresenta uno dei momenti centrali della puntata: non soltanto un trasferimento geografico, ma anche il tentativo di trovare un proprio spazio e una nuova identità dopo gli anni trascorsi da atleta.

L’equilibrio trovato accanto a Sara

Accanto alla dimensione sportiva e professionale c’è anche quella sentimentale. Nel corso dell’intervista Raimondi parla del rapporto con la compagna Sara e dell’equilibrio trovato grazie alla loro relazione. Un punto di riferimento importante in una fase della vita caratterizzata da cambiamenti e nuove responsabilità.

Il racconto di “Porta tre dischi” si allontana così volutamente dalle sole statistiche sportive per mettere al centro la persona, le fragilità e le relazioni che hanno accompagnato il percorso dell’ex giocatore dei Mastini.

Le vittorie con Varese e il legame con i Mastini

I ricordi tornano inevitabilmente anche sul ghiaccio di Varese.Tra i momenti più importanti della carriera di Raimondi ci sono la vittoria della Coppa Italia e quella del campionato con i Mastini, successi vissuti insieme ai compagni e condivisi con la famiglia.

Traguardi sportivi che nel racconto assumono un valore più ampio, perché rappresentano il punto d’incontro tra una passione nata da bambino, il rapporto con le persone più vicine e il senso di appartenenza alla squadra.

Anche per questo il legame con Varese resta una parte fondamentale della sua storia. Nella puntata di “Porta tre dischi” le vittorie diventano così non soltanto ricordi agonistici, ma tappe di un percorso personale fatto di famiglia, scelte difficili, cambiamenti e nuovi inizi.

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Pubblicato il 28 Ottobre 2026
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