Pavimenti piezoelettrici e l’app EcoMove: terzo posto al concorso “Impronta futura” per il progetto green dell’Ipsia Parma di Saronno
Il progetto presentato dagli studenti punta a ridurre consumi ed emissioni attraverso interventi sull’edificio e nuove tecnologie per energia e mobilità sostenibile
Ci sono pavimenti capaci di trasformare il peso dei passi in energia elettrica, un’applicazione per organizzare gli spostamenti condivisi tra casa e scuola e un piano complessivo per ridurre consumi e sprechi dell’edificio. È la scuola del futuro immaginata dagli studenti di prima dell’Ipsia Antonio Parma di Saronno, che con queste idee e un progetto di efficientamento energetico dell’istituto si sono classificato al terzo posto nell’ambito di “Impronta Futura. Piccoli passi, grande impatto“, iniziativa promossa da Fondazione Ambienta, Spaggiari e La Fabbrica Società Benefit.
Il riconoscimento valorizza un lavoro che parte dai problemi concreti dell’edificio scolastico per individuare possibili soluzioni, combinando interventi strutturali, tecnologie innovative e una maggiore attenzione agli spostamenti quotidiani di studenti e famiglie.
Pavimenti piezoelettrici e l’app EcoMove
Le due proposte più originali riguardano la produzione di energia e la mobilità. La prima prevede l’installazione nei corridoi di pavimenti piezoelettrici, capaci di convertire la pressione esercitata dai passi in energia elettrica. L’elettricità prodotta potrebbe essere utilizzata per alimentare l’illuminazione degli spazi comuni, trasformando il passaggio quotidiano degli studenti in una piccola fonte di energia.
La seconda idea si chiama EcoMove ed è un’app pensata per ridurre l’impatto ambientale del tragitto casa-scuola. Il progetto immagina una piattaforma a disposizione della comunità scolastica che integri il car pooling tra genitori, con la possibilità di individuare persone che percorrono itinerari simili, e un servizio di bike sharing scolastico, con biciclette disponibili nell’istituto e accessibili attraverso una password personale.
L’applicazione dovrebbe inoltre comprendere una dashboard per visualizzare le emissioni di anidride carbonica risparmiate e le statistiche di utilizzo. L’obiettivo è favorire modalità di trasporto alternative all’auto privata, riducendo traffico ed emissioni e coinvolgendo direttamente le famiglie.
Un piano per ridurre consumi e sprechi dell’edificio
Il progetto presentato dall’Ipsia Parma, illustrato nel documento “Verso un edificio scolastico sostenibile”, non si limita alle due innovazioni tecnologiche, ma propone una trasformazione complessiva dell’istituto per avvicinarlo al modello di edificio a energia quasi zero, il cosiddetto Nearly Zero Energy Building.
L’analisi contenuta nel progetto individua diverse criticità: dispersioni termiche attraverso pareti, coperture e infissi, impianti di riscaldamento datati, illuminazione poco efficiente e un cortile utilizzato principalmente come parcheggio, senza sistemi di produzione energetica.
Secondo le stime riportate nel documento, la bolletta energetica annuale della scuola oscilla tra 50mila e 150mila euro. Le dispersioni dell’involucro edilizio rappresenterebbero il 40-50% degli sprechi individuati, mentre agli impianti obsoleti viene attribuito un ulteriore 30%.
Per affrontare queste criticità, gli studenti hanno delineato un piano che comprende cappotto termico, sostituzione degli infissi, isolamento delle coperture, installazione di pannelli fotovoltaici e impianti solari termici, utilizzo di pompe di calore e ventilazione meccanica controllata. Sul fronte dell’illuminazione sono previsti sistemi a Led e sensori per regolare l’accensione in base alla presenza delle persone e alla luce naturale.
La proposta indica come obiettivo una riduzione della spesa energetica compresa tra il 30 e il 50%.
Dalla diagnosi energetica al coinvolgimento della comunità scolastica
Il documento organizza la trasformazione in cinque fasi: analisi e progettazione, interventi strutturali sull’edificio, installazione dei nuovi impianti, introduzione delle tecnologie innovative e coinvolgimento di studenti e famiglie attraverso attività formative dedicate alla sostenibilità.
La prospettiva è quella di utilizzare la scuola stessa come laboratorio didattico, nel quale le tecnologie ambientali non siano soltanto oggetto di studio, ma strumenti da osservare e comprendere nella vita quotidiana.
Tra gli sviluppi futuri ipotizzati figurano anche pensiline fotovoltaiche nei parcheggi, colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici e sistemi digitali per monitorare e ottimizzare i consumi energetici dell’edificio.
Il premio conseguito dall’Ipsia Parma rappresenta un importante riconoscimento alla capacità progettuale degli studenti, che hanno affrontato il tema della sostenibilità non soltanto come questione ambientale, ma anche come opportunità per ripensare gli spazi scolastici, contenere i costi e migliorare la qualità della vita della comunità.
Una nuova edizione di Impronta Futura
Impronta Futura, che invita gli studenti delle scuole superiori a misurare l’impatto ambientale del proprio istituto, analizzare i dati e proporre soluzioni concrete prosegue anche nell’anno scolastico 2026-2027, con partecipazione gratuita e la possibilità di certificare 15 ore di Formazione Scuola-Lavoro, che diventano 30 con la realizzazione di un project work.
Le classi potranno candidare i propri elaborati al concorso nazionale entro l’11 maggio 2027. Qui il link al sito del progetto Impronta Futura
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