Università dell’Insubria, come cambia la laurea in Scienze biologiche tra nutrizione e Big Data
La coordinatrice Viviana Orlandi illustra le novità del percorso di studi, tra sbocchi professionali, ambiente e lotta alle fake news
La società cambia e anche l’università si trasforma. Il corso di laurea in Scienze biologiche dell’Università dell’Insubria (Dipartimento di Biotecnologie e Scienze della Vita) è in continuo aggiornamento per rispondere al meglio alle ambizioni degli studenti e alle necessità del mondo del lavoro.
L’obiettivo dei coordinatori è quello di unire una formazione scientifica dalle basi solide a un’attenzione specifica agli ambiti di maggiore attualità come la nutrizione e la sostenibilità ambientale.
Nutrizione, «Percorsi studiati per preparare chi punta alla specializzazione»
L’impatto dell’alimentazione sulla salute è tra le discipline che sta riscuotendo maggiore attenzione tra gli studenti negli ultimi anni. Per questo motivo, il corso ha integrato insegnamenti specifici mirati ad approfondire la materia fin dal percorso triennale, preparando gli studenti alle successive scelte magistrali e professionali.
Una decisione che, come spiega Viviana Orlandi, presidente e coordinatrice del Corso di laurea in Scienze biologiche, risponde a una necessità reale. «La figura del nutrizionista – specifica la professoressa – è sicuramente destinata a ricoprire un ruolo sempre più centrale nella tutela della salute».

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Dalle basi alla scelta del proprio futuro
Oltre alla nutrizione, il percorso di studi triennale offre una preparazione molto ampia. Nella prima parte del corso, gli studenti affrontano le materie fondamentali (matematica, fisica, chimica…) accompagnate dalle attività pratiche di laboratorio. Successivamente, gli studenti possono scegliere se approfondire l’ambito biomedico o quello ambientale.
La sostenibilità è un campo prioritario per il corso. La professoressa Orlandi, infatti, sottolinea come enti pubblici e aziende manifestino un bisogno crescente di professionisti formati per valutare l’impatto ambientale delle loro attività e supportare i la transizione ecologica.
«C’è ancora lavoro da fare – afferma Orlandi – per promuovere tra ragazzi e ragazze del nostro corso un interesse maggiore nei confronti del tema ambientale in ottica “One Health”: vale a dire quell’approccio che prende in considerazione la stretta connessione tra salute dell’uomo, dell’animale e degli ecosistemi».
L’attenzione verso le nuove tecnologie
L’evoluzione del corso passa anche attraverso l’integrazione di competenze digitali, come l’analisi delle grandi moli di dati e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, affiancate da nozioni economiche per rendere più facile l’ingresso nelle aziende o dare agli studenti più ambiziosi gli strumenti utili per avviare la propria attività.
Il valore della comunicazione
Il corso di Scienze biologiche ha inoltre coinvolto gli studenti in attività dedicate alla comunicazione scientifica e al contrasto alla disinformazione. Attraverso collaborazioni con enti di ricerca come Airc (la Fondazione per la Ricerca sul Cancro), gli studenti hanno realizzato dei contenuti video divulgativi rivolti al pubblico.
«Il progetto – racconta la presidente del corso – ha riguardato 110 studenti organizzati in gruppi, che hanno realizzato una ventina di video per sfatare notizie falsi e miti in ambito sanitario e scientifico: dalle sigarette elettroniche alle padelle antiaderenti. I video sono stati valutati da una commissione di giornalisti ed esperti. I migliori sono stati condivisi sui canali ufficiali di Airc e del corso di laurea».
L’ambizione del corso in Scienze biologiche dell’Università dell’Insubria, quindi, è quella di confermarsi come una facoltà versatile e di ampio respiro, ma in grado di avviare gli studenti verso i percorsi magistrali con già delle competenze utili specifiche per il loro ambito di interesse.
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