Strade dissestate e asfalti da rifare. La viabilità intorno al centro commerciale “scalda” il consiglio a Rescaldina
Il centrodestra ha presentato una mozione per rivedere la convenzione con la proprietà del centro commerciale e chiedere la realizzazione delle asfaltature in tempi più brevi
Strade dissestate e asfalti da rifare nella zona del centro commerciale ancora al centro del dibattito politico a Rescaldina. Nei giorni scorsi è infatti approdata tra i banchi del consiglio comunale una mozione del centrodestra incentrata proprio sulla situazione di via Marco Polo, viale Kennedy e via Saronnese, che aveva già fatto discutere nei mesi scorsi, quando il Comune aveva istituito in via Marco Polo il divieto permanente di transito per moto e motorini a causa delle «gravi condizioni manutentive» della strada.
Il nodo nevralgico discusso in consiglio comunale è quello che lega il rifacimento delle strade agli interventi dalla convenzione per l’ampliamento del centro commerciale, ed è proprio sui tempi per la realizzazione delle opere che il centrodestra ha voluto riaccendere i riflettori tra i banchi del parlamentino, con una mozione che chiedeva di «intraprendere un’azione volta a rivedere la convenzione in essere» almeno per quanto concerne le asfaltature, «chiedendo all’operatore di realizzarle in tempi più consoni o prevedendo almeno che possano essere anticipate dall’amministrazione e rimborsate in un secondo momento dall’operatore stesso».
Opzioni di fatto scartate dall’amministrazione comunale, che ha bocciato la mozione – con l’astensione del presidente del consiglio Massimo Gasparri, ancora una volta al centro delle critiche dell’opposizione -, richiamando il «dialogo aperto» con l’operatore e le due scadenze imminenti che per Piazza Chiesa possono rappresentare una leva importante, ovvero quella dell’autorizzazione commerciale, prevista per giugno 2027, e quella del decreto regionale di non assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale, fissata a settembre dello stesso anno. «Queste due scadenze – ha sottolineato Ielo – ci vengono in soccorso per far leva sul un senso di responsabilità dell’operatore di andare ad effettuare, come richiesto nella mozione, le asfaltature in tempi consoni».
Impercorribile, invece, per la maggioranza, l’ipotesi che sia il Comune a farsi carico direttamente dei lavori per poi farsi rimborsare. «Ci sono una serie di componenti di rischio per l’ente altissime», ha ribadito Ielo, citando sia il rischio di incappare nell’ipotesi di danno erariale, sia di dover far fronte a costi più elevati di quelli stimati per il privato dalla convenzione, per i quali sarebbe anche necessario accendere un mutuo. «Sono elementi di rischio che non ci sentiamo di addossare all’amministrazione», ha concluso il sindaco, trovando poi sponda nelle parole dell’assessore al Bilancio Gianluca Crugnola.
Obiezioni che però non hanno convinto Cambia Rescaldina. «Se si fosse stati un po’ più lungimiranti, si sarebbe potuto imporre come onere all’atto della sottoscrizione della convenzione almeno l’asfaltatura di questi due tratti di strada», ha ribattuto Magistrali, che a valle della seduta consiliare ha parlato di «spauracchio» per il rischio di danno erariale paventato dalla maggioranza, definendo «scelta politica» la decisione di «non intervenire». Sulla stessa linea il capogruppo Luca Perotta, che ha ribadito come dai 650 operatori impiegati al centro commerciale all’apertura nel 2004 sia sia passati oggi a poco più di 300 dipendenti e ha richiamato la concorrenza di altri centri commerciali nel Milanese, sottolineando le incertezze sui tempi di realizzazione delle opere.
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