Morto in cantiere, Origgio Democratica: “La sicurezza deve essere una condizione reale”
Il gruppo di opposizione esprime cordoglio e invita a una riflessione: "Sulle cause e sulle eventuali responsabilità dovranno pronunciarsi gli organi competenti. Ma di fronte a una tragedia come questa tutto il sistema deve interrogarsi"
«Di fronte a una tragedia come questa vengono prima di tutto il rispetto, il cordoglio e la vicinanza alla famiglia, ai colleghi e a tutte le persone coinvolte». È questo il punto di partenza della riflessione di Origgio Democratica dopo la morte di Alessandro Vezzoli, il 55enne operaio edile residente a Castelcovati, nel Bresciano, deceduto lunedì 31 agosto in un cantiere di via don Giovanni Minzoni a Origgio.
Vezzoli è morto dopo essere rimasto schiacciato dal cedimento di una struttura mentre stava lavorando. La dinamica dell’incidente è ancora al vaglio degli organi competenti e saranno gli accertamenti a chiarire con precisione quanto accaduto e le eventuali responsabilità.
“Serve una riflessione sulla sicurezza del lavoro”
Origgio Democratica, nel commentare la tragedia, sottolinea proprio la necessità di evitare conclusioni premature. «Sulle cause e sulle eventuali responsabilità dovranno pronunciarsi gli organi competenti. Non spetta alla politica anticipare conclusioni», si legge nella dichiarazione diffusa dal gruppo.
Ma, aggiunge Origgio Democratica, la tragedia impone comunque una riflessione più ampia sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. Il gruppo fa proprie le parole espresse nei giorni scorsi da Fenealuil Alta Lombardia e Filca CISL dei Laghi, secondo cui «ogni volta che un operaio muore sul lavoro, tutto il sistema deve interrogarsi sulle proprie responsabilità. La sicurezza deve essere una condizione reale».
I numeri degli infortuni mortali
A rendere ancora più urgente la riflessione sono i dati relativi agli infortuni mortali sul lavoro. Secondo i numeri INAIL aggiornati al 30 giugno 2026, rielaborati da UIL Lombardia e dall’Osservatorio Vega, nei primi sei mesi dell’anno in Lombardia sono state registrate 75 denunce di infortunio con esito mortale, 53 delle quali avvenute in occasione di lavoro.
In provincia di Varese, nello stesso periodo, i casi sono stati 7, contro i 2 registrati nei primi sei mesi del 2025.
Numeri che, per Origgio Democratica, non possono essere considerati soltanto statistiche, soprattutto quando una delle vittime ha perso la vita mentre svolgeva il proprio lavoro.
La riflessione del gruppo si chiude con una frase che sintetizza il senso dell’intervento: «Perché il lavoro deve servire a costruire una vita, non a perderla».
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