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Odori molesti tra Saronno e Caronno Pertusella: 288 segnalazioni raccolte ad aprile con il “Puzzometro”

Raccolti dati da 94 cittadini in 151 punti diversi. Preoccupazione per il ritardo del sistema MOLF e attenzione anche sul tema dei terreni provenienti dai cantieri di Pedemontana

Saronno - Comitato puzze

Un mese di raccolta dati, quasi trecento segnalazioni e una richiesta chiara alle amministrazioni: avviare il prima possibile il monitoraggio ufficiale delle molestie olfattive.

È questa la sintesi di quanto emerso dall’ultima riunione del Comitato Aria Pulita impegnato sul tema degli odori molesti nella zona tra Saronno sud e Caronno Pertusella, che ha fatto il punto sul lavoro svolto finora e sulle prossime azioni da mettere in campo.

Al centro dell’incontro i risultati del cosiddetto “Puzzometro”, il sistema di monitoraggio partecipato creato per raccogliere segnalazioni dei cittadini in modo strutturato e georeferenziato.

Il “Puzzometro” funziona

I numeri del primo mese di attività delineano un fenomeno che il comitato considera ormai misurabile: 288 segnalazioni registrate nel solo mese di aprile 2026, provenienti da 94 segnalatori unici e distribuite in 151 localizzazioni differenti. L’intensità media percepita è risultata pari a 3,93 su 5, mentre oltre il 70% delle segnalazioni è stato classificato come episodio “forte” o “insopportabile”.

Tra gli elementi evidenziati anche una netta prevalenza delle segnalazioni nei giorni feriali rispetto al fine settimana, con un rapporto di 11,5 a 1, dato che secondo il comitato attesta una correlazione significativa con le attività produttive dell’area.

Particolarmente rilevante il dato del 28 aprile, individuato come giornata eccezionale con 53 segnalazioni concentrate in poche ore.

Secondo il gruppo, il lavoro svolto finora ha permesso di trasformare percezioni individuali in una base di dati organizzata, utile per sostenere richieste di approfondimento e confronto con gli enti.

Il nodo del monitoraggio MOLF: «Non si perda l’estate»

Accanto ai dati raccolti dai cittadini resta però aperta la questione del monitoraggio ufficiale MOLF (l’applicativo ufficiale di ARPA Lombardia per il monitoraggio e la quantificazione delle molestie olfattive sul territorio), annunciato dai Comuni ma non ancora attivato.

L’ultima comunicazione disponibile, ricordata durante la riunione, farebbe riferimento a una procedura di affidamento congiunto tra le amministrazioni coinvolte, senza ulteriori aggiornamenti successivi.

La preoccupazione espressa dal comitato riguarda soprattutto i tempi: il rischio evidenziato è che il ritardo faccia perdere il periodo estivo, considerato il più favorevole per registrare gli episodi odorigeni.

Da qui la richiesta di una data certa di avvio e di un aggiornamento pubblico sullo stato della procedura.

Il rapporto ARPA: nessuna irregolarità, ma restano le segnalazioni

Durante l’incontro è stata analizzata anche la relazione ispettiva ARPA relativa al 2025.

Dal documento non emergerebbero violazioni autorizzative né inottemperanze formali da parte dell’azienda coinvolta. Restano però richiamate le numerose segnalazioni di molestie olfattive raccolte nel tempo. Un disagio che con la stagione estiva incide in modo ancora più pesante sulla qualità della vita di chi abita nelle zone interessate.

Tra le indicazioni riportate figurano il miglioramento della gestione degli automezzi, la riduzione delle soste dei camion, una revisione delle soglie di allarme del sistema di monitoraggio e una procedura più dettagliata per la gestione del combustore termico rigenerativo.

Per il comitato il tema centrale resta il divario tra conformità amministrativa e percezione del disagio da parte dei residenti.

Salute e diossina: richieste di approfondimento, ma senza conclusioni anticipate

Tra i temi affrontati anche quello sanitario.

Diversi partecipanti hanno evidenziato la necessità di un coinvolgimento più diretto di ATS, chiedendo una valutazione ufficiale sugli effetti dell’esposizione prolungata alle molestie olfattive e la possibilità di approfondimenti epidemiologici.

Un ulteriore capitolo ha riguardato i circa 7.900 tonnellate di terreni provenienti dalle bonifiche Pedemontana e conferiti presso Ribeco/Viter.

La posizione condivisa emersa dalla riunione è prudente: allo stato attuale non sarebbero presenti elementi per affermare rischi sanitari, dispersioni di diossina o irregolarità nella gestione del materiale. Restano però aperte domande sulla destinazione finale dei terreni, sulle operazioni effettuate e sui controlli eseguiti.

Le prossime mosse

Il comitato ha definito una linea operativa chiara: continuare la raccolta dati con il Puzzometro, sollecitare l’avvio del MOLF, avviare richieste di accesso agli atti e mantenere alta la partecipazione dei cittadini.

L’obiettivo dichiarato è evitare che il tema perda attenzione nel tempo e ottenere risposte concrete prima che i tempi amministrativi rallentino il percorso avviato.

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Pubblicato il 09 Giugno 2026
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