Il sindacato USB attacca Electrolux: «Una dichiarazione di guerra al lavoro industriale»
USB parla di una crisi più ampia del modello industriale europeo e chiede il ritiro degli esuberi previsti negli stabilimenti italiani. Attesa per il tavolo convocato al Ministero delle Imprese il 25 maggio
Dopo lo sciopero proclamato dai sindacati metalmeccanici anche allo stabilimento Electrolux di Solaro, sulla vertenza interviene anche USB, che attacca duramente il piano di ristrutturazione annunciato dal gruppo e parla di «dichiarazione di guerra al lavoro industriale».
Il sindacato di base punta il dito contro i circa 1.700 esuberi previsti in Italia, la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi e il ridimensionamento produttivo degli altri siti italiani, compreso quello di Solaro coinvolto nelle mobilitazioni di questi giorni.
«Si scarica sui lavoratori il costo della crisi»
Nel comunicato diffuso questa mattina, USB accusa l’azienda di voler far pagare ai lavoratori la crisi del settore europeo degli elettrodomestici.
«Dietro la retorica della “riorganizzazione” e della “competitività” si nasconde una scelta precisa: scaricare sui lavoratori il costo della crisi del modello industriale europeo, salvaguardando margini, dividendi e interessi finanziari» scrive il sindacato.
Secondo USB, il piano non avrebbe effetti solo sui dipendenti diretti ma anche sull’intero indotto collegato agli stabilimenti Electrolux, tra aziende appaltatrici, fornitori e servizi collegati.
Il caso Solaro e la mobilitazione
Anche lo stabilimento di Solaro è interessato dallo stato di agitazione proclamato nei giorni scorsi da Fim, Fiom e Uilm, con otto ore di sciopero nazionale contro il piano presentato dal gruppo. Electrolux, dal canto suo, ha parlato di una riorganizzazione necessaria per rendere l’azienda «più agile e competitiva» in un mercato europeo giudicato sempre più difficile.
USB contesta però questa impostazione e sostiene che la vertenza Electrolux rappresenti un problema più ampio legato al futuro dell’industria italiana ed europea.
«La questione Electrolux non riguarda soltanto un’azienda. Dentro questa vertenza c’è la crisi generale del modello produttivo europeo e italiano» si legge nella nota.
Il tavolo al Mimit
Il sindacato guarda ora al tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per il prossimo 25 maggio. USB chiede il ritiro del piano degli esuberi, la salvaguardia dei posti di lavoro e il mantenimento delle produzioni in Italia.
«Non accetteremo un tavolo costruito per accompagnare il ridimensionamento o per gestire socialmente gli esuberi» afferma il sindacato, che ha proclamato un primo pacchetto di otto ore di sciopero.
USB invita inoltre i lavoratori a partecipare alla manifestazione nazionale operaia prevista il 23 maggio a Roma, collegando la vertenza Electrolux ad altre crisi industriali aperte nel Paese.
Tagli alla Electrolux, sciopero anche a Solaro dopo il piano dell’azienda che annuncia 1.700 esuberi
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