Saronno celebra i cento anni di Turandot con una mostra tra fiaba, storia e musica
In Sala Nevera una mostra ricostruisce il viaggio di Turandot e il legame con la provincia di Varese. In programma anche tre appuntamenti tra musica e approfondimento
Prima di diventare l’ultima, incompiuta opera di Giacomo Puccini, Turandot ha attraversato secoli, paesi e tradizioni teatrali. Un lungo viaggio che passa dalla Persia alla Cina immaginata dagli autori europei, attraversa le scene di Carlo Gozzi e arriva fino alla prima alla Scala del 1926.
A cento anni da quel debutto, Saronno ripercorre questa storia con “Turandot. Dalla fiaba al mito”, mostra in programma dal 30 ottobre all’8 novembre in Sala Nevera, a Casa Morandi.
L’esposizione è organizzata dalla Pro loco Saronno, con il patrocinio della Città di Saronno e della Provincia di Varese, e nasce dal progetto di ricerca e raccolta “Simoni/Turandot”, promosso da Officine Musicali e Amici dei Musei Viggiutesi insieme al Comune di Viggiù. Al centro ci sono le origini dell’opera, la figura di Renato Simoni e il legame tra la sua vicenda artistica e il territorio varesino.
Libri, foto e testimonianze
Libri, documenti, fotografie, programmi teatrali e testimonianze accompagneranno i visitatori alla scoperta delle diverse tappe che hanno portato alla nascita del capolavoro pucciniano. La storia comincia dalla tradizione persiana e dall’arrivo della vicenda di Calaf e della principessa cinese nell’immaginario europeo, grazie a François Pétis de la Croix. Nel 1762 Carlo Gozzi ne offre una versione teatrale destinata a conquistare i palcoscenici d’Europa. Seguono le riletture di Friedrich Schiller, Johann Wolfgang von Goethe e Carl Maria von Weber, il ritorno in Italia con Andrea Maffei e la prima apparizione alla Scala nel 1867, con Turanda di Antonio Bazzini.
All’inizio del Novecento anche Ferruccio Busoni riprende la fiaba di Gozzi, prima con una suite orchestrale e poi con un’opera rappresentata a Zurigo nel 1917. Su questa lunga tradizione si innesta, dal 1920, il lavoro di Puccini, che sceglie di confrontarsi con una storia già ricca di interpretazioni.
Simoni e Viggiù
Un ruolo fondamentale nella costruzione dell’opera è quello di Renato Simoni, critico del Corriere della Sera, scrittore, autore e uomo di teatro. Fu lui, insieme a Giuseppe Adami, a proporre il soggetto a Puccini e a partecipare per quattro anni alla stesura del libretto, in un intenso confronto fatto di incontri, lettere e riscritture.
La mostra dedica spazio anche al legame di Simoni con Viggiù, dove trascorse lunghi periodi della sua vita. Il Roccolo e Villa Rezzara, alle pendici del Monte Orsa, furono luoghi di lavoro e di incontro per intellettuali e artisti, frequentati anche da Adami e dallo stesso Puccini. È attraverso questa rete di relazioni che la storia di Turandot si intreccia con quella del territorio varesino.
Il percorso arriva infine agli anni decisivi: la morte di Puccini nel 1924, la partitura rimasta incompleta, il completamento affidato a Franco Alfano e la prima scaligera del 25 aprile 1926, diretta da Arturo Toscanini. Da quel momento Turandot ha continuato a vivere sulle scene, attraversando epoche e interpretazioni.
La mostra è realizzata in collaborazione con l’Archivio Storico Ricordi, il Museo Teatrale alla Scala, gli Amici della Lirica di Saronno e il Teatro Giuditta Pasta. The Circle e IlSaronno sono partner tecnici.
Il programma degli appuntamenti
L’inaugurazione è prevista per venerdì 30 ottobre alle 17, con una visita guidata, un’anteprima del recital pucciniano in programma il 1° novembre e la presentazione del volume “Turandot 100. Voci e documenti intorno alla prima del 1926”.
Domenica 1° novembre alle 16.30 gli Amici della Lirica proporranno un recital dedicato a Puccini, con pagine tratte da La Bohème, Edgar, Madama Butterfly, Tosca, Gianni Schicchi, La fanciulla del West e Turandot. Si esibiranno Eleonora Colaci, soprano; Demetrio Colaci, baritono; Leonardo Moretti al violino ed Elisa De Luigi al pianoforte.
Giovedì 5 novembre alle 21 Carlo Lanfossi, collaboratore scientifico dell’Archivio Storico Ricordi, approfondirà la storia della casa editrice e del suo archivio nell’incontro L’editore di Puccini. La storia di Casa Ricordi e del suo Archivio.
La rassegna si concluderà domenica 8 novembre alle 16.30 con “Puccini e gli altri. Amici, rivali e compagni di strada”, un racconto tra parole e musica affidato a Dario Monticelli, alla narrazione, e Claudio Zampetti, al pianoforte.
La mostra sarà visitabile dal martedì alla domenica, dalle 14.30 alle 18.30, in Sala Nevera a Casa Morandi, in viale Santuario 2. L’ingresso è libero.
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