Non passa in Consiglio il Piano per l’ambiente di Saronno Civica. La maggioranza: “Indirizzi condivisibili, ma il Comune ha già dati e progetti”
Airoldi ha presentato un piano da 10-15 milioni in dieci anni, da finanziare con fondi esterni sul modello della scuola Rodari, ma per gli assessori Rufini e Guastamacchia a fare la differenza sarà il nuovo Pgt
Il Pitec, “Piano integrato per la transizione ecologica e climatica”, proposto da Saronno Civica ha aperto il Consiglio comunale di Saronno di lunedì 12 ottobre.
A presentarlo all’assemblea è stato il consigliere Augusto Airoldi, che ha motivato la proposta delibera con i dati sul riscaldamento globale: il superamento della soglia di 1,5 gradi, che secondo l’ultimo rapporto Onu è ormai inevitabile, le oltre 4.500 vittime attribuite al caldo estremo nell’estate dello scorso anno in Italia, per l’85% over 65, e i danni economici superiori ai 145 miliardi di euro, con una stima di calo del Pil fino al 6% entro metà secolo.
«Si tratta – ha spiegato Airoldi – di una delibera di indirizzo politico strategico: il Consiglio non è chiamato ad approvare alcuna spesa, ma a definire la rotta per i prossimi dieci anni e a dare mandato alla Giunta. Il costo del piano è stimato tra i 10 e i 15 milioni di euro e può essere coperto senza pesare sui cittadini, come è avvenuto per la nuova scuola Rodari, opera da quasi 12 milioni finanziata per quasi 10 con fondi statali e regionali. Il Pitec, come la Rodari, può essere la chiave di accesso per intercettare finanziamenti europei, fondi regionali, bandi di Fondazione Cariplo e incentivi del Gse, anche attraverso il contratto territoriale “Smartland Saronnese”, che può muovere fino a 160 milioni di investimenti in nove anni».
“Quattro obiettivi per difendere la città”
Il piano si articola in quattro obiettivi. Il primo, ha spiegato l’ex sindaco, è proteggere le persone, con un’anagrafe della fragilità e rifugi climatici urbani climatizzati. Il secondo è rigenerare la città secondo il modello della città spugna. Il terzo riguarda energia e mobilità e il quarto è la partecipazione: assemblea cittadina per il clima, programma Onu “Youth for Climate” per i giovani dai 18 ai 29 anni, consulta permanente con associazioni e terzo settore, sportello energia, clima e sostenibilità e un’app comunale che premia con sconti sulle tariffe i comportamenti virtuosi. «Stasera siamo chiamati a scegliere se essere spettatori passivi dell’emergenza o architetti della sicurezza e del futuro della nostra comunità», ha concluso Airoldi, ricordando che il piano potrà essere recepito dalla variante generale del Pgt in corso.
“Indirizzi condivisibili, ma serve concretezza”
Nella replica l’assessora alla Transizione ecologica Francesca Rufini ha riconosciuto la bontà dell’impostazione: «Il documento contiene indirizzi assolutamente condivisibili, spunti suggestivi e principi di sensibilità ambientale che questa amministrazione comprende e fa già propri. Ma gli indirizzi politici astratti non cambiano la città se non sono supportati da dati reali e se non si traducono negli strumenti cogenti e prescrittivi dell’ente, in primo luogo il nuovo Pgt». Il Comune, ha spiegato, è già in fase di revisione del Pgt e delle sue linee di indirizzo, che conterranno molti degli spunti del Pitec.
Sul tema è intervenuto anche l’assessore alla Rigenerazione urbana e Mobilità Emilio Guastamacchia, che ha anticipato i contenuti delle linee guida del nuovo Pgt, in via di completamento e che dovrebbero essere approvate nelle prossime settimane. «Il Pgt è l’unico strumento cogente e mette in relazione gli interessi complessivi della città e gli interessi legittimi dei proprietari delle aree» ha detto l’assessore, sottolineando che il Pitec propone linee di indirizzo e non uno strumento di pianificazione.
Le linee guida si articolano su cinque temi: uno sviluppo insediativo mirato ed equilibrato, con una regia pubblica delle trasformazioni: la “riammagliatura” della città attraverso il recupero degli spazi pubblici e una densificazione qualificata solo dove necessaria, con limiti a densità e altezze; ciclabilità, mobilità e sosta, con il rafforzamento della mobilità lenta; qualità urbana e architettonica, a partire dal centro storico; e un “Pgt del verde” dedicato a ambiente, clima e consumo di suolo.
Sono previsti anche la verifica della dotazione di verde a scala di quartiere, interventi di deimpermeabilizzazione, drenaggio urbano sostenibile e forestazione urbana: «È arrivato il momento che anche alla scala locale questo tema inizi a mettere in campo azioni che vadano nella direzione della riduzione della temperatura».
Per l’amministrazione, dunque, il Pitec è un insieme di auspici e indirizzi condivisibili che arriva dopo il lavoro già svolto dal Comune e con un livello di approfondimento inferiore agli strumenti conoscitivi già in possesso degli uffici. La proposta di delibera firmata da Saronno Civica è stata così respinta con 14 voti contrari, 4 favorevoli e 4 astensioni.
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