Niente doppi turni all’istituto Zappa di Saronno: almeno fino a dicembre
Riunione in Provincia tra Magrini, Iametti, la dirigente scolastica, la sindaca di Saronno e il direttore dell'Ufficio scolastico Carcano. Assenti i politici che nei giorni scorsi avevano preso posizione sul caso
Riunione produttiva, nel pomeriggio di giovedì 3 settembre, sul futuro dell’Istituto Zappa di Saronno e dei suoi 1300 studenti. Nella sede della Provincia di Varese, il presidente Marco Magrini e il vicepresidente Giacomo Iametti si sono confrontati con la dirigente dell’istituto Angelica De Angelis, la sindaca di Saronno Ilaria Pagani e il direttore dell’Ufficio scolastico territoriale, Giuseppe Carcano.
Le assenze
Nonostante l’invito, nessuno dei politici che nei giorni scorsi si erano espressi pubblicamente sulla vicenda si è presentato all’incontro. Assente anche l’ex presidente del Consiglio di Istituto che si era espresso in modo molto polemico contro l’ipotesi delle lezioni al pomeriggio.
Una soluzione provvisoria
Al termine del confronto è stata individuata una soluzione provvisoria, che consente di rinviare la decisione sull’organizzazione didatica legata all’importante cantiere edilizio avviato lo scorso mese: un intervento da 6 milioni di euro.
I lavori sono previsti in tre fasi, su tre blocchi differenti dell’istituto. Si parte dal blocco più piccolo, che ospita 13 aule: gli studenti “sfrattati” dai lavori troveranno accoglienza in sei aule del liceo Grassi e in altre quattro recuperate in due ulteriori strutture.
«Almeno fino a dicembre possiamo assicurare che sono scongiurati i doppi turni – spiega il presidente Marco Magrini – È chiaro che questa organizzazione non è gradita: anche il recente collegio docenti si è espresso contro l’ipotesi. Oggi però, diversamente da quanto sembrava a luglio, pare che ci possano essere nuove soluzioni a disposizione della dirigente e cercheremo di approfondire ogni possibile via».
Le fasi più complesse
Le altre due fasi del cantiere saranno molto più complicate da gestire: in uno dei blocchi si trovano 18 aule e 7 laboratori, mentre nel terzo si contano 23 classi.
«Abbiamo messo sul piatto anche l’idea di allestire dei moduli prefabbricati – commenta ancora Magrini –. Ma per ospitare almeno 20 classi il costo preventivato è di 300.000 euro: una cifra insostenibile per la Provincia. Se il Ministero potesse sostenere finanziariamente alternative valide, si potrebbe ragionare in modo più ampio».
Una tregua fino a fine anno
Una riunione giudicata positiva, dunque, che scongiura il rischio doppi turni. Almeno fino alla fine dell’anno.
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