A Materia l’arte interroga la guerra: «Giù le armi», una serata tra memoria e responsabilità
Martedì 1 settembre alle 21 Enzo Laforgia incontra gli artisti Claudio Benzoni e Fausto Bianchi. Dopo la mostra di Villa Mirabello, il progetto diventa occasione di confronto sul presente: dalla Costituzione all’assuefazione alle immagini dei conflitti
Le immagini della guerra sono ormai parte del nostro quotidiano. Arrivano sugli schermi in tempo reale, scorrono tra una notizia e l’altra e mostrano città distrutte, vittime, famiglie in fuga. Ma proprio la loro continua presenza porta con sé un rischio: quello di abituarsi. Di guardare senza vedere davvero.
Da questa domanda prende le mosse “Giù le armi. Arte, memoria e responsabilità”, l’incontro in programma martedì 1 settembre alle 21 a Materia di Castronno, con Enzo Laforgia, Claudio Benzoni e Fausto Bianchi. Una serata per parlare di pace senza fermarsi alla dichiarazione di principio, mettendo in dialogo storia, arte e Costituzione e interrogandosi sulla responsabilità individuale e collettiva di fronte ai conflitti contemporanei.
L’appuntamento raccoglie e porta oltre l’esperienza di “Giù le armi”, la mostra ospitata dal 25 luglio al 30 agosto ai Musei Civici di Villa Mirabello a Varese, dove le opere di Benzoni e Bianchi hanno affrontato la guerra scegliendo di non rappresentarla direttamente. Niente immagini spettacolari di bombardamenti o distruzioni: sono invece simboli, materiali, parole e metafore a raccontarne le ferite e a chiedere allo spettatore di fermarsi e riflettere.
È una scelta che nasce proprio dal rapporto che abbiamo sviluppato con le immagini dei conflitti. La loro disponibilità continua rischia infatti di produrre assuefazione e di rendere più difficile percepire la dimensione umana della sofferenza. “Giù le armi” prova a percorrere la strada opposta: sottrarre la guerra al rumore incessante dell’attualità per restituirla alla coscienza di chi guarda.
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Nel lavoro di Claudio Benzoni questo interrogativo passa anche attraverso i libri e le parole. A Villa Mirabello l’artista ha presentato un’installazione composta da libri trafitti da punte d’acciaio e simbolicamente dissanguati, insieme a volumi trasparenti contenenti residui bellici ormai privati della loro funzione originaria. Particolarmente significativo è il confronto con la Costituzione italiana: alcune opere ne presentano le parole mutilate, chiedendo idealmente allo spettatore di ricomporle e, con esse, di restituire integrità ai principi che rappresentano.
Il riferimento alla Carta costituzionale sposta così la riflessione dal terreno artistico a quello civile. La pace non è soltanto un auspicio, ma una questione che riguarda le fondamenta stesse della convivenza democratica e il modo in cui una società decide di ricordare la propria storia.
Diverso il linguaggio di Fausto Bianchi, che affida il proprio messaggio a illustrazioni visionarie nelle quali realtà e immaginazione si sovrappongono. Le sue immagini costruiscono racconti aperti, popolati di simboli, e attraversano temi come la fragilità dell’esistenza, la violenza, la speranza e la possibilità della pace. Non consegnano allo spettatore una risposta già pronta: lo invitano piuttosto a prendere posizione attraverso il proprio sguardo.
A Materia, le opere e le riflessioni nate dalla mostra diventeranno il punto di partenza di un confronto con Enzo Laforgia, per allargare lo sguardo al rapporto tra memoria storica, cultura e responsabilità civile.
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Perché la guerra contemporanea non riguarda soltanto i territori nei quali si combatte. Le sue conseguenze attraversano confini e società, incidono sugli equilibri economici e sociali e modificano il nostro modo di percepire il mondo. E di fronte a tutto questo anche la cultura è chiamata a interrogarsi sul proprio ruolo.
La domanda che accompagnerà la serata del primo settembre è allora più ampia del titolo stesso dell’incontro: che cosa significa parlare di pace mentre la guerra torna a essere una presenza quotidiana? E, soprattutto, quale responsabilità abbiamo quando il dolore degli altri rischia di trasformarsi nell’ennesima immagine davanti alla quale scorrere oltre?
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Materia si trova in Via Confalonieri 5 sant’Alessandro Castronno.
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