Si è conclusa la vendemmia nella vigna di San Vitale a Gorla Maggiore: “Tanta fatica ma che soddisfazione!”
La raccolta dell’uva si è conclusa ieri con la partecipazione di una ventina di persone ma nei filari accanto alla chiesetta continua il progetto nato per recuperare una pagina della storia gorlese
Si è conclusa in anticipo, complice il gran caldo di questa estate, la vendemmia nella vigna del Colle di San Vitale a Gorla Maggiore. Un appuntamento che, anno dopo anno, continua a tenere insieme cura del territorio, memoria e tradizioni locali, grazie al lavoro dell’associazione che ha riportato in vita la storica vigna accanto alla chiesetta di San Vitale.
Quella che molti gorlesi conoscono ancora come “la vigna del Nando” è tornata infatti a essere un piccolo punto di riferimento per la comunità. Dopo anni di abbandono, il recupero avviato dall’associazione La vigna del Colle di San Vitale ha restituito vita ai filari e a una storia che affonda le radici nel secolo scorso.utto, di continuare a custodire un piccolo pezzo della storia di Gorla Maggiore.
La vendemmia che ripaga passione e impegno
Per il gruppo che da anni si prende cura dei filari accanto alla chiesetta, il raccolto non è soltanto il punto di arrivo di una stagione agricola: è il momento in cui mesi di lavoro, difficoltà e imprevisti trovano finalmente un senso.
«La resilienza è una parola che negli ultimi anni abbiamo sentito e usato così tante volte da rischiare di svuotarla del suo significato. Eppure, quando penso alla Vigna, credo che non ci sia aggettivo più azzeccato», dice uno dei responsabili dell’associazione La Vigna del Colle di San Vitale.
Ogni annata è una sfida diversa
La stagione appena conclusa ha confermato quanto sia delicato il lavoro attorno a un piccolo vigneto come quello di San Vitale: «Ogni annata è una sfida nuova. Il meteo, sempre più imprevedibile e spesso avverso, mette alla prova le piante; malattie e insetti nocivi sono sempre in agguato; la fauna trova nei nostri grappoli un banchetto irresistibile», spiegano i responsabili del progetto.
A queste difficoltà si aggiunge anche una particolarità del terreno: per circa tre mesi la vigna si ritrova circondata e in parte nascosta dal mais, che crea un microclima particolare e rende ancora più complessa la gestione delle piante.
Quest’anno il gran caldo che ha accelerato la maturazione dell’uva è diventato un’altra variabile da affrontare, in un lavoro che richiede attenzione continua e una buona dose di pazienza.
“Anno dopo anno, la Vigna resiste”
È proprio nella capacità di arrivare comunque alla raccolta che il gruppo riconosce il significato più profondo del proprio impegno.
«Eppure, anno dopo anno, la Vigna resiste, e noi con lei».
Dietro ogni cassetta raccolta, spiegano i volontari, ci sono ore di lavoro, fatica, preoccupazioni e imprevisti, ma anche una passione che continua a tenere insieme il gruppo: «Arrivare al giorno della vendemmia, guardare quei grappoli e finalmente raccogliere il frutto di mesi di lavoro è una soddisfazione difficile da raccontare. È la soddisfazione di tutto il gruppo, perché dietro ogni cassetta ci sono ore di lavoro, fatica, preoccupazioni, imprevisti e tanta passione».
Il momento in cui la fatica viene ripagata
La vendemmia diventa così il punto in cui tutto il lavoro accumulato durante l’anno assume un significato diverso: «Poi arriva quel momento in cui tutto sembra avere un senso. La Vigna riesce ancora una volta a regalarci qualcosa di prezioso: la consapevolezza che, nonostante tutto, ce l’abbiamo fatta».
E per qualche istante, raccontano, anche la fatica passa in secondo piano: «Forse è proprio questa la sua più grande forza: cadere sotto il peso delle difficoltà, rialzarsi, resistere e, alla fine, continuare a regalarci soddisfazioni».
Un piccolo vigneto che continua a sorprendere
La Vigna del Colle di San Vitale è nata come progetto di recupero di uno spazio storico di Gorla Maggiore, ma negli anni è diventata soprattutto un luogo attorno al quale si è raccolto un gruppo di persone legate dalla voglia di prendersi cura del territorio.
Anche quest’anno, nonostante le difficoltà della stagione e una vendemmia anticipata, il raccolto è arrivato. E per chi lavora tra quei filari, il significato sta tutto nella capacità di continuare. «Questa è la nostra Vigna. Resiliente, testarda e, soprattutto, capace ogni anno di sorprenderci».
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