Export in corsa, credito in frenata: il nodo delle piccole imprese
Il report di Confartigianato Imprese Varese fotografa un'economia che continua a crescere, ma con un doppio squilibrio: le esportazioni trainano il territorio, mentre il credito alle piccole imprese si restringe
Un territorio che esporta sempre di più, ma che fatica ad accedere al credito. È questa l’immagine che emerge dal Report Congiunturale del secondo trimestre 2026 elaborato dal Centro Studi Imprese Territorio di Confartigianato Imprese Varese, che individua nella divergenza tra dinamica dell’export e finanziamenti bancari il principale elemento di attenzione per il sistema produttivo locale.
QUADRO MACROECONOMICO
Il quadro macroeconomico nazionale resta improntato a una crescita moderata. Nel secondo trimestre il Pil italiano aumenta dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti e dell’1% su base annua, mentre la crescita già acquisita per il 2026 sale allo 0,8%. A sostenere l’economia sono soprattutto i servizi e la domanda interna, mentre il valore aggiunto dell’industria arretra. L’inflazione rallenta al 3%, con quella di fondo che scende all’1,6%, e la Banca centrale europea mantiene invariato il tasso sui depositi al 2,25%, senza però indicare un percorso preciso per i prossimi mesi.
LAVORO E CREDITO
Anche il mercato del lavoro richiede una lettura più articolata. Il tasso di disoccupazione risale al 5,7%, ma l’occupazione rimane stabile e diminuiscono gli inattivi, un andamento che il report interpreta come compatibile con il ritorno di molte persone alla ricerca attiva di un impiego piuttosto che con una perdita di posti di lavoro. La vera criticità riguarda però il credito. In Lombardia, nel primo trimestre dell’anno, i prestiti complessivi alle imprese crescono dell’1,3%, ma il dato nasconde una netta differenza dimensionale: quelli destinati alle imprese medio-grandi aumentano dell’1,9%, mentre i finanziamenti alle piccole imprese diminuiscono del 4%. A queste ultime è destinato appena il 9% dei prestiti netti regionali. Anche il costo del denaro conferma questa disparità: i nuovi finanziamenti fino a un milione di euro hanno un tasso medio del 4,34%, contro il 3,25% applicato alle operazioni di importo superiore. Alla differenza dimensionale si aggiunge quella territoriale. Tra le province lombarde crescono solo Milano, Cremona e Bergamo, mentre Varese registra un calo del credito del 2,9% e Como del 6%. Secondo il report, l’incremento regionale è sostenuto in larga misura dal peso di Milano, che concentra oltre 112 miliardi di euro di prestiti netti, rendendo il dato complessivo poco rappresentativo della situazione delle altre province.
IL PARADOSSO VARESINO
Ed è proprio qui che emerge il paradosso varesino. Sul fronte commerciale la provincia continua infatti a distinguersi: nel 2025 l’export è cresciuto del 21,7%, mentre il dato del primo trimestre 2026 segna un ulteriore incremento del 23,2%. A trainare sono soprattutto il comparto metalmeccanico (+22,8%), i mezzi di trasporto (+32,7%) e il tessile-abbigliamento-pelletteria (+25,6%), mentre le esportazioni verso gli Stati Uniti aumentano del 46,9%. Un risultato che colloca Varese ben al di sopra della crescita registrata da Lombardia e Italia.
L’INCERTEZZA DEI DAZI
Il report invita tuttavia alla prudenza sul fronte del commercio internazionale. L’accordo tariffario statunitense non introduce infatti un’aliquota uniforme del 15%, ma un tetto massimo con numerose esclusioni. Per alcuni comparti strategici del territorio, in particolare la filiera metalmeccanica e aeronautica, è quindi necessario verificare caso per caso il regime applicabile ai singoli codici di prodotto, anche perché acciaio, alluminio e rame restano soggetti a regole specifiche e ad aliquote più elevate.
LA SFIDA DELLE PMI
Per Confartigianato il dato più significativo resta quindi la distanza crescente tra la capacità delle imprese di competere sui mercati internazionali e quella di reperire le risorse finanziarie necessarie per sostenere gli investimenti. Una criticità che interessa in particolare le aziende di minori dimensioni e i territori manifatturieri come Varese, dove la crescita dell’export non trova un corrispondente sostegno nell’accesso al credito.
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