Dai pettini alle borracce, i favolosi settant’anni di Andriolo Srl tra tradizione e innovazione
Da Castiglione Olona ai mercati europei: la storia di un'impresa di famiglia raccontata da Anna Andriolo a Materia d'Impresa
C’è un dettaglio che racconta più di ogni bilancio la storia di Andriolo Srl: la nonna che dipingeva a mano i fiorellini sui pettini, prima che arrivasse la tampografia a industrializzare tutto. È da lì, da Castiglione Olona e dagli anni Cinquanta, che parte la storia di un’azienda arrivata oggi alla terza generazione, guidata da Anna Andriolo insieme alla sorella Simona.
Ospite della puntata del 30 luglio di Materia d’Impresa, l’ultima prima dello stop estivo, Anna Andriolo ha ripercorso una vicenda imprenditoriale che intreccia tre generazioni e altrettanti materiali: dalla celluloide alla plastica di oggi. Tutto comincia con il nonno, che lavorava alla Mazzucchelli e da lì porta in famiglia il know-how sulla materia prima per produrre pettini e mollette, venduti anche – a dozzine, perchè allora si usava così – fino a Napoli. Con l’arrivo del padre e della zia, negli anni Ottanta, l’azienda cambia passo: già nel 1981 in ditta arriva un computer, segno di una propensione all’innovazione che caratterizzerà tutta la storia successiva.
La svolta decisiva arriva dalla passione del padre per il ciclismo. Un caro amico protagonista di quel mondo lo spinge a porsi una domanda semplice quanto rivoluzionaria: “cosa si potrebbe fare, con la tecnologia della plastica, per il ciclismo?” La risposta sono le borracce, un oggetto solo apparentemente semplice ma, spiega Anna Andriolo, ricco di complessità tecniche: dal materiale a contatto con gli alimenti, alla morbidezza necessaria per bere velocemente durante la performance sportiva, fino al diametro standard richiesto dai portaborraccia.
Da lì l’azienda si struttura su due macro-mondi: quello sportivo e quello urban, per la scuola e l’ufficio, dove prevalgono materiali più rigidi e trasparenti, simili al vetro. Un passaggio, quello dai pettini alle borracce, avvenuto senza fretta: «C’era una lentezza che adesso forse alle nuove generazioni è anche difficile spiegare», racconta Anna Andriolo, ricordando un tempo in cui non esisteva nemmeno il fax e tutto si consolidava via lettera.
Oggi Andriolo Srl conta una ventina di dipendenti e una produzione che parte dai due milioni di pezzi, con l’Europa come mercato di riferimento: il prodotto, leggero ma voluminoso, mal si presta a viaggiare su lunghe distanze, una caratteristica che negli anni Novanta ha protetto l’azienda dalla concorrenza asiatica. Non senza una punta di ironia, Anna Andriolo ricorda le parole del padre sul mercato europeo: «Eravamo i cinesi dell’epoca», quando il Nord Europa smise per primo di produrre e si rivolse ai paesi mediterranei.
Guidare l’impresa insieme alla sorella e avere in azienda del tutto operativi anche i suoi genitori, significa per Anna Andriolo avere un punto fermo nei momenti di incertezza: «I miei genitori, per esempio, sono un riferimento di serenità: quando c’è un problema, hanno sempre questa calma, mi dicono “non ti preoccupare, l’abbiamo già vissuto”». Certo, in famiglia non mancano i confronti accesi, «poi però il giorno dopo è finita», racconta, «e magari ci si dice: ci ho pensato, hai ragione».
Sul fronte della sostenibilità, tema che accompagna da anni il settore, Anna Andriolo rivendica un primato spesso trascurato: la plastica richiede molta meno energia per essere prodotta rispetto a vetro o metalli, ed è stata tra i primi materiali ad avere un circuito di riciclo strutturato. «Bisogna capire insieme come misurare cosa è davvero sostenibile», osserva, «in questo momento non è cosi facile, c’è un po’ di confusione».
Tra i tanti modelli realizzati negli anni, il cuore di Anna Andriolo resta legato alla borraccia da mezzo litro per ciclisti, quella con cui tutto è cominciato. E tra i ricordi più cari, c’è quello di una bambina vista salire le scale di casa negli Stati Uniti, abbracciando una borraccia Andriolo con il suo personaggio preferito stampato sopra.
Guardando al futuro, la quarta generazione non è ancora all’orizzonte, ma Anna Andriolo non si dice preoccupata: «Siamo strapronti. Cioè, pronti non lo so, però siamo ben allertati», anche di fronte a sfide come l’intelligenza artificiale e un mondo in rapido cambiamento.
Materia d’impresa si ferma per il mese di Agosto: l’appuntamento è a settembre.
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