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Mollo tutto per una tela e una manciata di sogni, la storia di Morena e Cristina che hanno scelto di “Vivere con Arte”

La storia di due donne che hanno lasciato certezze e lavoro tradizionale per inseguire un sogno. Dal loro atelier di Castiglione Olona, Morena e Cristina raccontano le storie di rinascita di chi sceglie l’arteterapia

A Castiglione Olona, vicino al Castello di Monteruzzo, dove un tempo trovava spazio una vecchia tabaccheria, da qualche anno campeggia un’insegna colorata “Vivere con Arte”.
Tanti, incuriositi, spiano dentro le due vetrine: dentro, qua e là ci sono pennelli, pastelli, argilla da modellare, feltro e cera, e c’è spesso un bel via vai di gente.

Qui, in via Giusti 1, di persone ne entrano tante e tutte diverse fra loro. Eppure, qualcosa le accomuna: escono tutti dall’atelier con un gran sorriso sul volto.

Il merito è di due donne, Morena Colli e Cristina Zaccaria, che qualche anno fa hanno fatto una scelta di vita radicale: lasciare la certezza dell’impiego tradizionale per avviare un’attività lavorativa che meglio rispondesse alla loro natura.

Non è certamente facile, scegliere di cambiare. Soprattutto se non si hanno più vent’anni e l’età adulta ha portato con sé responsabilità e impegni familiari. La vita è una, però, e la felicità spesso arriva quando si ha il coraggio di rischiare, come raccontano le protagoniste di questa storia.

Vivere con arte Castiglione Olona

L’arte che cambia la vita

«Mi chiamo Morena, ho lavorato per ventun’anni in multinazionali, dove mi occupavo di sviluppo prodotto nel marketing. Facevamo giocattoli per bambini da 0 o 6 anni: era un lavoro creativo che ho sempre apprezzato, ma a un certo punto ho avuto una grossa crisi. Intanto, con le mie figlie avevo iniziato a frequentare la scuola Steiner e a conoscere l’antroposofia e l’antroposofia mi ha dato la possibilità di cambiare vita”.

«L’antroposofia è una via della conoscenza che vorrebbe condurre lo spirituale che è nell’uomo allo spirituale che è nell’universo. Sorge nell’uomo come un bisogno del cuore e del sentimento. Deve trovare la sua giustificazione nel fatto che essa è in grado di offrire a questo bisogno un soddisfacimento. Può riconoscere l’antroposofia solo chi trova in essa quel che deve cercare per una sua esigenza interiore» – Rudolf Steiner –

Ed è proprio questo l’approccio che le  permise di fare un passo in avanti.

«Io e Cristina decidemmo di iscriverci a un corso di arteterapia. Non avevamo nessun requisito per iniziare ma abbiamo comunque iniziato».

Mentre Morena parla, Cristina le si avvicina e annuisce con un sorriso. La sua storia è differente: nasce da scelte professionali lontane dalla sua natura e dal richiamo dell’arte in un momento difficile.

«Io in realtà ho fatto tutto un percorso di studi diverso da quello che avrei voluto. Adesso mi dico che nella vita non c’è niente di sbagliato e tutto serve. Ma l’arte mi è sempre piaciuta, nonostante l’avessi dovuta lasciare da parte. Poi attraversai delle difficoltà a causa della mia salute e fu in quel momento, quando il quotidiano mi stava mettendo alla prova, che ritrovai quella passione. Fu veramente magico».

Una sensazione di appagamento che le sarebbe tornata in mente quando il destino l’avrebbe messa di fronte alla necessità di cambiare: «Di professione ero un chimico industriale ma, inaspettatamente, l’azienda in cui lavoravo chiuse. All’inizio tutto mi sembrò un’ingiustizia, ma poi capii che si trattava di una occasione. Iniziai a frequentare un corso di coaching e, successivamente, quello di arteterapia. Fu durante quel corso che io e Morena iniziammo a camminare insieme, sempre più unite».

Vivere con arte Castiglione Olona

Le due donne fanno una pausa dall’intervista, guardano quel piccolo atelier sorto qualche anno fa a Castiglione Olona. Su alcuni cavalletti ci sono delle tele dipinte da poco che stano asciugando, i pennelli sono ancora sul tavolo perché un gruppo di amiche è appena andato via dopo aver dipinto insieme, sotto la guida delle due socie.

«Tante cose ci accomunavano: l’amicizia -in primis – poi questa passione per l’antroposofia e il desiderio di voler aiutare gli altri attraverso l’arteterapia. Ad un tratto ci siamo sentite pronte per avviare un’attività nostra, i nostri maestri ci hanno dato l’ok e siamo partite – raccontano Morena e Cristina, ripercorrendo i passi che le hanno condotte verso queste pareti – Sicuramente il fatto di fare questa cosa insieme ha dato tanto valore al percorso: lo ha proprio raddoppiato. È proprio vero che quando non si è soli, è come se fosse presente un terzo soggetto, perché c’è anche lo spirito di gruppo e noi non ci sentiamo in due ma si in tre».

Chi entrava per le sigarette e chi per sporcarsi di colore

Arrivare a Castiglione e avviare un’attività tanto particolare ha incontrato le sue criticità.

Vivere con arte Castiglione Olona

«Iniziare in un paese non grandissimo e non abituato a una simile proposta non è stato facile. Per diverso tempo, poi, c’era chi entrava per chiedere sigarette e giornali, visto che qua storicamente si trovava un tabacchino. Questa cosa a volte ci faceva ridere, ma spesso ci dispiaceva perché ci illudevamo che stesse arrivando qualcuno per noi, ma non era così. Poi, una alla volta, le persone hanno iniziato ad arrivare veramente e c’è stato anche chi, semplicemente attirato dalla vetrina, è entrato per caso, per curiosità ed è diventato un cliente abituale da anni» confessa Cristina.

Vivere con arte Castiglione Olona

«A far la differenza è stato il passaparola: chi sceglieva di ritagliarsi qualche ora per l’arteterapia andava via entusiasta e ne parlava a parenti e amici. Il tempo e la pazienza ci hanno premiato, siamo davvero contente di ciò che stiamo realizzando – continua Morena, raccontando anche con il luccichio degli occhi questo capitolo di “Vivere con arte” – con le persone vediamo storie incredibili, di trasformazione, bellezza e rinascita. Di ricollegamento a sé. Attraverso l’arte spesso si riescono ad ottenere risultati che con altre terapie cognitive risultano più difficili. Dipingendo c’è chi, letteralmente, “risorge”. Oltre ai team building per le aziende, agli incontri fra chi si vuole bene per “pitturate condivise” (ad esempio il gruppo di amiche appena andato via, che hanno regalato ad una neopensionata due ore insieme fra pennelli e colori), facciamo anche arte sociale, abbiamo collaborato con il Molina e gli anziani, siamo state negli ospedali. Non ci fermeremmo mai insomma» conclude una delle due anime dell’atelier castiglionese, scoppiando a ridere seguita dalla socia e amica.

Una risata che stempera l’emozione di due donne che, in mezzo a quelle tempere e a quella creta da modellare, hanno poggiato parte della loro anima, investendo le energie in un progetto che ha cambiato e continua a cambiare tante vite.

Vivere con arte Castiglione Olona

Le loro – in primis – che hanno scelto di reinventarsi da adulte e credere in un nuovo percorso professionale e umano, ma anche tutte le persone che entrando fra queste pareti colorate, ritrovano un pezzo di sé.

Per tutte le informazioni sull’attività di “Vivere con Arte” cliccare qui.

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Pubblicato il 12 Settembre 2026
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