Il centrodestra: “A Rescaldina pre e post scuola costano quasi quattro volte più che nei Comuni limitrofi”
Dopo aver analizzato i costi del servizio in paese e in alcuni Comuni limitrofi, il centrodestra chiede risposte all'amministrazione comunale
«A Rescaldina il pre e post scuola costa quasi quattro volte più che nei Comuni limitrofi». La “denuncia” arriva dal centrodestra, che – dati del Regolamento Pre e Post Scuola 2026/2027 del Comune di Rescaldina e avvisi e delibere tariffarie pubblicati da alcuni Comuni vicini alla mano – ha calcolato i costi annui del servizio in paese «rapportando la tariffa settimanale prevista dal regolamento alle settimane di servizio dell’anno scolastico», e ora chiede risposte all’amministrazione comunale.
«Ci sono numeri che non hanno bisogno di commenti – sottolinea il capogruppo di Cambia Rescaldina Luca Perotta -. Per il servizio di post scuola, quello che tiene i bambini a scuola nel pomeriggio, fino alle 18.30, una famiglia di Rescaldina spende oltre mille euro all’anno, e con ogni probabilità intorno ai 1.100–1.200 euro. Nei Comuni a pochi chilometri da noi, lo stesso servizio ne costa una frazione: a Novate Milanese il servizio costa circa 350 euro l’anno, ad Arese, con tariffe approvate da regolari delibere comunali, si va da poco più di 170 euro per le famiglie a reddito più basso fino a un massimo di circa 530 euro per il servizio più lungo, il tutto modulato per fascia ISEE. A Rescaldina, invece, si superano abbondantemente i mille euro. Per lo stesso servizio, nello stesso pezzo di provincia milanese, una famiglia rescaldinese paga fino a quasi quattro volte ciò che paga una famiglia dei Comuni vicini».
«E c’è un aggravante – aggiunge Perotta -. A Rescaldina quella cifra è uguale per tutti: non esistono fasce di reddito, non esiste l’ISEE, non esistono esenzioni. La paga identica la famiglia benestante e quella che fatica ad arrivare a fine mese. Altrove chi ha meno paga meno, e i nuclei più fragili possono essere addirittura esentati. Da noi no: si paga tutti allo stesso modo la tariffa piena, e per giunta la più alta della zona. Come se non bastasse, il regolamento non prevede alcun rimborso in caso di assenza o ridotta frequenza: la presenza di un solo giorno nel mese obbliga a pagare l’intera mensilità e l’eventuale credito caricato sull’app di pagamento, se non speso entro l’anno, non viene restituito.
«Di fronte a numeri simili, verrebbe quasi da chiedersi in quale Comune viviamo – continua il capogruppo del centrodestra -. Non mettiamo in dubbio, sia chiaro, il valore del lavoro degli educatori, né ignoriamo che i modelli organizzativi possano differire da un Comune all’altro. Ma una differenza di questa portata non è un dettaglio tecnico: sono centinaia di euro all’anno sottratti al bilancio di ogni famiglia, e a pagarne il prezzo più alto sono proprio le famiglie con i redditi più bassi, che qui non godono di alcuna tutela. Chiediamo perciò all’amministrazione, con la chiarezza che i cittadini meritano».
«Perché a Rescaldina il pre e post scuola costa quasi quattro volte più che nei Comuni limitrofi – si chiede Perotta -? Perché non è previsto alcun sistema di tariffe legato all’ISEE, che altrove consente alle famiglie a basso reddito di pagare molto meno o di essere esentate? L’amministrazione ha mai confrontato il costo del proprio servizio con quello dei Comuni vicini? E, trattandosi di un servizio comunale affidato a un gestore esterno, chi stabilisce e chi controlla le tariffe applicate alle famiglie: il Comune, con un proprio atto, o il gestore? Non cerchiamo lo scontro: cerchiamo risposte, e le cerchiamo per le famiglie di Rescaldina, che su questi numeri hanno tutto il diritto di sapere. Restiamo, come sempre, a disposizione dell’amministrazione qualora voglia fornire pubblicamente questi chiarimenti».
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