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Da bene confiscato alla mafia a foresteria per archeologi: Castelseprio ottiene 180mila euro dalla Regione

Finanziato il progetto del Comune nell'ambito del bando regionale sui beni confiscati alla criminalità organizzata. La villa sarà trasformata in alloggi per ricercatori e studenti impegnati negli scavi del sito Unesco, mentre gli altri spazi saranno destinati a finalità sociali e alla Protezione civile

Scavi Castelseprio 2025

Un bene confiscato alla criminalità organizzata diventerà una risorsa per la ricerca scientifica, il sociale e la comunità. È il progetto del Comune di Castelseprio, tra i 14 enti lombardi ammessi al finanziamento del bando regionale “Beni confiscati 2026”, che mette a disposizione oltre 1,8 milioni di euro per recuperare e restituire ai cittadini immobili sottratti alle mafie.

Per Castelseprio la Regione Lombardia ha stanziato 179.996,29 euro, destinati al recupero di una villa che sarà trasformata in una struttura di accoglienza soprattutto a servizio del sito archeologico UNESCO di Castelseprio-Torba.

L’amministrazione comunale, entrata in possesso dell’immobile circa un anno fa, ha presentato la domanda di finanziamento nei mesi scorsi e ora potrà avviare la fase di progettazione. «Siamo entrati in possesso dell’immobile un anno fa e quest’anno abbiamo partecipato al bando – spiega il sindaco Silvano Martelozzo -. Si tratta di una villa situata in una zona residenziale del paese. L’idea è quella di destinare un piano a foresteria per archeologi, ricercatori e studenti che arrivano a Castelseprio per lavorare al sito archeologico».

Una scelta strettamente legata all’attività scientifica che negli ultimi anni ha interessato il Parco archeologico di Castelseprio, inserito dal 2011 nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO come parte del sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)”. Le campagne di scavo e di ricerca si sono infatti intensificate grazie alla collaborazione con università ed enti di ricerca italiani e stranieri, rendendo sempre più evidente la necessità di disporre di spazi dedicati all’ospitalità di studiosi e studenti.

«Le campagne di scavo sono sempre più frequenti e ci è sembrato importante poter offrire un punto di appoggio a chi arriva a Castelseprio per svolgere attività di ricerca durante tutto l’anno», aggiunge il primo cittadino.

Il progetto non si limiterà però all’ospitalità. Il secondo piano della villa sarà destinato a finalità sociali, anche se la destinazione definitiva dovrà essere definita attraverso una convenzione con le associazioni del territorio. I garage, invece, saranno messi a disposizione della Protezione civile e dei beni comunali.

Il contributo regionale rappresenta il primo passo verso la riqualificazione dell’immobile. «Dal prossimo anno prenderanno il via la progettazione e, successivamente, i lavori. Ci auguriamo di riuscire a realizzare questo intervento, che consentirà di restituire alla comunità un bene confiscato trasformandolo in uno spazio utile per il territorio».

Il progetto di Castelseprio rientra nel piano regionale per il recupero dei beni confiscati alla criminalità organizzata. In provincia di Varese sono stati finanziati due interventi: quello di Castelseprio e quello di Cardano al Campo, per un immobile destinato a impiego di pubblico interesse.

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Pubblicato il 02 Luglio 2026
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