Da Cocquio Trevisago al Botswana: la scuola nel deserto del Kalahari che offre un futuro a oltre cento bambini
Manuela Manfredi e Matteo Locatelli raccontano a Soci All Time come è cresciuto negli anni il progetto dell'associazione che ha sede a Cocquio Trevisago, grazie alla forza di mamma Cecilia
Una scuola materna nel deserto del Kalahari, oltre cento bambini accolti ogni giorno, pasti garantiti e un progetto che da più di vent’anni costruisce opportunità attraverso l’istruzione. È la storia di Mosaico Euroafricano, associazione con sede a Cocquio Trevisago raccontata nella puntata del podcast Soci All Time di Radio Materia attraverso le voci del presidente Matteo Locatelli e della vicepresidente Manuela Manfredi.
La forza di Cecilia
L’associazione nasce dall’esperienza e dalla determinazione della fondatrice Cecilia Lachat, infermiera svizzera che ha dedicato una parte importante della propria vita all’Africa. Da una piccola iniziativa avviata alla fine degli anni Novanta è nato un progetto che oggi rappresenta un punto di riferimento per la comunità locale in Botswana.
Una storia che parte dall’Africa
Le radici dell’associazione affondano in una vicenda personale che intreccia volontariato, incontri e relazioni umane. Cecilia Laà arrivò per la prima volta in Africa come volontaria in Zambia, dove conobbe un giovane medico italiano che sarebbe poi diventato suo marito. Dopo anni trascorsi nel continente africano, la vita la riportò in Europa.
Successivamente un nuovo legame affettivo la avvicinò al Botswana. Fu proprio in quel Paese che maturò l’idea di realizzare un progetto sociale destinato ai bambini del territorio. Su un piccolo appezzamento di terreno prese forma quello che inizialmente era stato pensato come un orfanotrofio e che nel tempo si è trasformato nell’attuale “Casa dei Bambini”.
La scuola che accoglie oltre cento bambini
Oggi il cuore dell’attività di Mosaico Euroafricano è una preschool che ospita quotidianamente più di cento bambini tra i due e i sette anni. L’obiettivo è preparare i più piccoli all’ingresso nella scuola dell’obbligo, promuovendo fin dai primi anni l’importanza dell’istruzione. Nella struttura vengono insegnate le basi della scrittura e del calcolo, ma soprattutto si cerca di trasmettere ai bambini la consapevolezza che lo studio possa rappresentare uno strumento di crescita personale e sociale. «L’obiettivo è offrire ai bambini un luogo sicuro dove crescere, imparare e costruire il proprio futuro» – spiega Matteo Locatelli, presidente di Mosaico Euroafricano.
Educazione, pasti e sostegno alla comunità
Accanto all’attività educativa, la scuola garantisce due o tre pasti al giorno ai bambini che la frequentano. La nutrizione rappresenta infatti una componente essenziale del progetto, insieme all’accoglienza e alla creazione di un ambiente sereno e protetto. La struttura impiega inoltre 18 lavoratori locali tra insegnanti, personale ausiliario e addetti alla cucina, contribuendo così anche allo sviluppo economico della comunità. Tra le iniziative promosse vi è anche un orto comunitario che favorisce la sostenibilità e rafforza il legame tra la scuola e il territorio.
Il sostegno dall’Italia
L’associazione continua a operare grazie al supporto di volontari e sostenitori italiani. Periodicamente vengono organizzate raccolte fondi e spedizioni di container contenenti beni di prima necessità, vestiti, materiali scolastici e attrezzature tecnologiche. Particolare attenzione è rivolta anche ai progetti di alfabetizzazione digitale, con la raccolta di computer e strumenti informatici destinati ai bambini della scuola. «Vogliamo costruire una rete di cooperazione concreta che permetta ai bambini di avere opportunità reali attraverso l’istruzione» – racconta Manuela Manfredi, vicepresidente di Mosaico Euroafricano. L’obiettivo finale resta quello che ha accompagnato il progetto fin dalle sue origini: offrire ai minori un ambiente sicuro e gli strumenti necessari per immaginare e costruire un futuro migliore.
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