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Jrc di Ispra e assistenza sanitaria: Regione Lombardia spinge per il diritto alle cure dei dipendenti Ue

In Consiglio regionale la risposta alla questione sollevata da Emanuele Monti (Lega): «Migliaia di lavoratori e pensionati europei sul nostro territorio hanno diritto a regole certe»

jrc ispra

La garanzia del diritto all’assistenza sanitaria per le migliaia di dipendenti, ex dipendenti e pensionati delle istituzioni europee residenti sul territorio lombardo fa un passo avanti in Consiglio regionale. Nel corso della seduta di martedì 9 giugno 2026, la Giunta ha risposto ufficialmente a un’interrogazione sul tema presentata dal consigliere regionale varesino Emanuele Monti (Lega), confermando che l’accesso al Servizio Sanitario Regionale (SSR) per questa specifica categoria resta una priorità istituzionale per la Lombardia.

La questione tocca da vicino il tessuto sociale ed economico della provincia di Varese, dove ha sede il Joint Research Centre (JRC) di Ispra, uno dei centri di ricerca della Commissione Europea più importanti del continente, attorno al quale orbita una vasta comunità di scienziati, funzionari e personale amministrativo internazionale, molti dei quali hanno scelto di rimanere a vivere nel Varesotto anche dopo la fine del servizio.

Il nodo giuridico: l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale

L’atto ispettivo presentato da Monti – che per primo in Italia aveva sollevato formalmente il caso nei palazzi regionali – chiedeva di fare chiarezza sulle procedure di iscrizione alla sanità pubblica alla luce delle recenti sentenze della magistratura amministrativa. Negli ultimi mesi, infatti, diversi orientamenti giurisprudenziali hanno riconosciuto, in presenza di specifici requisiti, il pieno diritto dei lavoratori comunitari residenti a essere iscritti al sistema sanitario nazionale.

Dalla risposta fornita dalla Giunta in aula è emerso che il dossier è attualmente al centro di un tavolo di confronto bilaterale tra il Ministero della Salute e la Commissione Europea, istituito con l’obiettivo di redigere un quadro normativo e applicativo che sia uniforme su tutto il territorio italiano. Regione Lombardia, dal canto suo, ha ribadito la propria posizione favorevole all’apertura del servizio, forte anche dei pronunciamenti dei tribunali amministrativi.

Monti: «Soluzione rapida per dare continuità assistenziale»

Soddisfatto per l’esito del dibattito il consigliere della Lega, che ha sottolineato l’importanza di chiudere la partita burocratica in tempi brevi:

«Questa risposta conferma che Regione Lombardia continuerà a essere protagonista nella ricerca di una soluzione definitiva – ha commentato Emanuele Monti –. Parliamo di migliaia di professionisti e pensionati delle istituzioni europee che vivono stabilmente sul nostro territorio, integrati nelle nostre comunità, che contribuiscono alla loro crescita e che hanno diritto a regole chiare. Continueremo a monitorare la vicenda affinché si giunga rapidamente a un quadro condiviso che garantisca certezza del diritto, continuità assistenziale e uniformità di trattamento».

L’impegno preso da Palazzo Lombardia sarà quello di stimolare i ministeri romani competenti per accelerare la firma dell’accordo con Bruxelles, sanando un vuoto normativo che da tempo penalizza il personale del polo scientifico di Ispra e delle altre agenzie europee dislocate in Italia.

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Pubblicato il 09 Giugno 2026
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