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La lettera: “La stazione di Saronno fa paura”. La sindaca risponde: “La questione è complessa”

La sicurezza nella stazione di Saronno resta uno dei temi sensibili al centro del dibattito cittadino. Una lettera pubblica e la risposta della sindaca mostrano quanto la situazione sia percepita come urgente, tanto dai saronnesi quanto dall'Amministrazione

Generica 2020

Nei giorni scorsi una lettera pubblicata anche sul gruppo Facebook “Sei di Saronno se…”, indirizzata alla sindaca Ilaria Pagani, sollevava ancora una volta il problema delle sicurezza nella stazione di Saronno. Una denuncia pubblica a cui la sindaca ha risposto oggi spiegando la complessità del problema e come il Comune sta affrontando uno dei temi sensibili della città.

“Manca la prevenzione”

Ecco il testo della lettera firmata da Nadia Maria Montrasio:

Sindaca,
scrivo questa lettera con profondo sdegno e con una crescente esasperazione per quanto accaduto al mio compagno presso la stazione ferroviaria di Saronno, teatro ormai abituale di episodi che definire spiacevoli sarebbe persino riduttivo.

In data odierna, 25 maggio 2026, alle ore 15:05 circa, il mio compagno si stava recando al binario 3 per prendere un treno diretto a Milano. Mentre percorreva la scala mobile del sottopassaggio — completamente solo in quel momento — la stessa si è improvvisamente arrestata dopo pochi gradini di salita. Insospettito dall’accaduto, ha fatto un paio di passi in avanti e si è voltato per capire cosa fosse successo. Alle sue spalle, a una distanza irrisoria di pochi centimetri, si trovava un individuo nordafricano, presumibilmente marocchino o tunisino, che immediatamente ha assunto un atteggiamento intimidatorio e aggressivo, rivolgendogli frasi provocatorie e minacciose del tipo: “Cosa c’è zio? Cosa vuoi fare?”.

Il mio compagno, comprendendo immediatamente la potenziale pericolosità della situazione e intuendo verosimilmente un tentativo di aggressione o di borseggio organizzato, ha reagito verbalmente in modo acceso, attirando l’attenzione e costringendo quell’individuo a desistere. Lo stesso, vistosi scoperto e intimorito dalla reazione immediata, feroce e apertamente minacciosa ricevuta dal mio compagno — che non ha avuto alcuna esitazione nel fronteggiarlo verbalmente con estrema durezza e determinazione — si è allontanato precipitosamente correndo verso il piano inferiore, dove altri due soggetti lo stavano attendendo.

Ora, al di là del singolo episodio — che già di per sé è gravissimo — ciò che lascia sinceramente interdetti è l’assoluta assenza di prevenzione concreta in uno dei punti più delicati e trafficati della città.

Da anni si sente parlare di sicurezza, controllo del territorio, prevenzione e tutela dei cittadini. Eppure la realtà quotidiana racconta tutt’altro. La stazione ferroviaria di Saronno continua a essere percepita come un luogo vulnerabile, degradato e sempre meno sicuro, specialmente nei sottopassaggi e nelle aree di accesso ai binari.

La domanda è semplice: com’è possibile che in un nodo ferroviario così frequentato non vi siano controlli costanti, presidi visibili e sistemi di videosorveglianza realmente efficaci e moderni? Com’è possibile che proprio le scale mobili e i sottopassaggi — punti evidentemente ideali per imboscate, intimidazioni e furti — siano lasciati in condizioni tali da permettere episodi del genere?

È difficile continuare ad ascoltare dichiarazioni rassicuranti sulla sicurezza cittadina quando i fatti dimostrano esattamente il contrario. E soprattutto è difficile accettare che i cittadini debbano sentirsi costantemente costretti a guardarsi le spalle semplicemente per prendere un treno.

Il mio compagno provvederà nelle prossime ore a formalizzare un esposto presso le forze dell’ordine, purtroppo con la consapevolezza — ormai diffusa tra molti cittadini — che troppo spesso questi episodi finiscono archiviati nell’indifferenza generale.

Forse sarebbe il momento di smettere di parlare genericamente di “prevenzione” e iniziare finalmente a dimostrare con fatti concreti che la sicurezza dei cittadini rappresenta davvero una priorità per questa amministrazione.

La risposta della sindaca Ilaria Pagani

Gentile concittadina,
ho letto con grande attenzione la lettera da Lei scritta e desidero innanzitutto esprimerLe la mia sincera vicinanza e il mio rammarico per quanto accaduto al Suo compagno presso la stazione ferroviaria di Saronno.

Comprendo profondamente il disagio, la preoccupazione e il senso di amarezza che emergono dalle Sue parole, così come il desiderio di essere ascoltati e riconosciuti dalle istituzioni.

Mi preme anche scusarmi per il mancato riscontro immediato alla Sua lettera. Il silenzio che Lei ha percepito non voleva in alcun modo rappresentare disinteresse o distanza. In un tema delicato come quello della sicurezza, soprattutto quando nasce da un’esperienza diretta e dolorosa, una risposta è doverosa, prima ancora che sul piano amministrativo, su quello umano e istituzionale.

L’area della stazione ferroviaria è da tempo al centro dell’attenzione dell’Amministrazione comunale. Proprio per questo, è attiva una costante interlocuzione con Ferrovie Nord sul tema del controllo degli accessi e sul monitoraggio dei comportamenti degli utenti, che rappresentano elementi fondamentali per migliorare la sicurezza e la percezione di sicurezza degli utenti.

Parallelamente, l’Amministrazione ha più volte e formalmente sollecitato la Prefettura affinché venga accelerato l’iter per l’istituzione di un presidio permanente della Polizia Ferroviaria, presidio ormai confermato, ma ancora atteso, ritenuto da noi uno strumento indispensabile per affrontare in modo strutturale le criticità dell’area.

Per quanto riguarda le aree del fronte e del retro stazione, sono state avanzate specifiche richieste alle Forze dell’Ordine per un rafforzamento del presidio e dei controlli. Allo stesso tempo, per ciò che rientra nella diretta responsabilità comunale, la Polizia Locale ha intensificato il pattugliamento di quelle zone, nell’ambito di un complessivo potenziamento dell’attività di deterrenza e controllo del territorio della Polizia Locale.

Inoltre, il Comune ha aderito al progetto “Stazioni Sicure”, promosso dalla Prefettura, proprio con l’obiettivo di rafforzare il coordinamento tra i diversi livelli istituzionali e migliorare le condizioni di sicurezza negli ambiti ferroviari e nelle aree limitrofe.

Rimane poi la richiesta politica alla Regione e al governo centrale di dotare i comuni e le forze dell’ordine di maggiori risorse e strumenti da destinare alla sicurezza dei cittadini.

Sono consapevole che tutto questo non cancella quanto accaduto né elimina, da un giorno all’altro, una problematica complessa e radicata. Tuttavia, ritengo importante ribadire che le segnalazioni dei cittadini – quando espresse con senso civico e responsabilità, come nel Suo caso – non vengono ignorate e rappresentano uno stimolo fondamentale per orientare e rafforzare l’azione amministrativa.
Il sindaco e la giunta hanno il dovere di ascoltare, anche quando non dispongono di soluzioni immediate o di competenze esclusive. Su questo punto concordo pienamente con Lei: il dialogo e il riconoscimento sono parte essenziale del rapporto di fiducia tra cittadini e amministrazione.

La ringrazio quindi per aver trovato il coraggio di raccontare pubblicamente quanto vissuto e per aver contribuito ad accendere un confronto necessario su un tema che riguarda l’intera comunità.

Via Confalonieri, 5

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Pubblicato il 02 Giugno 2026
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