Case di riposo, in provincia di Varese una retta da 2.548 euro al mese: più cara della media lombarda
I dati emergono dall'osservatorio di Fnp Cisl Lombardia. I numeri lombardi descrivono un settore enorme e in costante crescita di domanda con 738 RSA con 88.456 assistiti e una lista d'attesa con 121.830 domande
Una retta media di 2.312 euro al mese, 76,02 euro al giorno, 27.747 euro l’anno: oltre 460 euro in più rispetto al 2024. È quanto costa, in Lombardia, un posto letto in una delle 738 Residenze sanitarie assistenziali della regione, secondo il report annuale realizzato dalla Fnp Cisl Lombardia, il sindacato dei pensionati, sulla base dei dati forniti da Regione Lombardia, dalle Ats e dalle singole strutture.
E in provincia di Varese il conto è ancora più salato: la retta media giornaliera nelle 60 RSA del territorio si attesta sugli 83,81 euro, che si traducono in circa 2.548 euro al mese e oltre 30.500 euro l’anno. Più cara della media lombarda di quasi 8 euro al giorno.
Il quadro regionale: 88 mila assistiti, 122 mila in lista d’attesa
I numeri lombardi descrivono un settore enorme e in costante crescita di domanda. Le 738 RSA attive (9 in più rispetto al 2024 e 72 in più rispetto a dieci anni fa) sono al 95% private: 701 strutture, contro 37 pubbliche. Fra le realtà private 311 hanno la natura giuridica di fondazione, 104 di cooperativa sociale.
Gli assistiti totali nel 2025 sono stati 88.456, con un’età media all’ingresso di 85,5 anni. Il tasso di mortalità nei primi 30 giorni di ricovero è dell’8%. Il sistema delle RSA lombarde dà lavoro a 68.183 persone.
Sul fronte della domanda, le liste d’attesa hanno toccato quota 121.830 domande, ottomila in più del 2024 e cinquantamila in più nel triennio (va precisato che si può fare domanda in più strutture contemporaneamente). Il tasso di saturazione dei posti è del 98% e il tempo medio di attesa all’ingresso è di 116 giorni.
A spingere la pressione c’è la demografia: su oltre 10 milioni di abitanti lombardi, 2.392.510 sono over 65 e di questi più di mezzo milione – 562.218 – sono non autosufficienti.
Quanto costa davvero: il meccanismo della retta
«Il problema è sotto gli occhi di tutti – osserva il segretario generale della Fnp Cisl Lombardia Sergio Marcelli -: se consideriamo che il valore medio di una pensione varia tra 1.300 e 1.400 euro al mese, anche aggiungendo i 550 euro dell’indennità di accompagnamento si resta ben al di sotto dell’importo della retta. Bisogna quindi attingere ai risparmi o all’aiuto dei familiari. A partire dal periodo post pandemico la Regione ha erogato contributi per circa 220 milioni di euro annui agli enti gestori delle RSA, ma non è intervenuta per sostenere le famiglie che si trovano sempre più in difficoltà, in un contesto economico già complicato».
Marcelli annuncia un confronto in atto con l’assessorato al Welfare: «L’auspicio è che si possano concordare presto delle misure finalizzate a contenere le spese a carico degli utenti».
«Il mondo delle RSA è a tutti gli effetti un mercato – afferma la segretaria della Cisl Lombardia Roberta Vaia – ma viste le implicazioni sociali che lo riguardano non può essere gestito solo come tale. Oltre alle notevoli differenze di costi, ci sono diversità anche nei servizi: ci sono strutture che nella retta includono prestazioni importanti che altrove vengono fatte pagare. Sarebbe auspicabile giungere a una maggiore uniformità, definendo una tipologia di servizi che devono essere garantiti per tutti gli ospiti delle RSA accreditate. È anche una questione di equità e giustizia».
L’ATS INSUBRIA: 120 RSA tra Varese e Como, 13.950 in lista d’attesa
Il report della Cisl Pensionati scatta anche una fotografia dell’ATS Insubria, che comprende le province di Varese e Como, restituiendo un territorio con una forte presenza di strutture per anziani. Su un bacino di 1.464.157 abitanti distribuiti in 267 comuni, gli over 65 sono 362.907, pari al 24,78% della popolazione: quasi un residente su quattro.
Le RSA attive sul territorio Insubria sono 120: 116 private (44 onlus, 76 no onlus) e quattro pubbliche. I posti letto autorizzati sono 11.288, gli accreditati 10.517, di cui 9.419 contrattualizzati e 1.844 solventi.
Il dato che colloca l’Insubria sopra la media lombarda riguarda la dotazione: il 3,11% di posti letto ogni cento over 65, contro una media regionale del 2,85% e nazionale del 2,33%. Non basta però a smaltire la coda: le domande in lista d’attesa sono 13.950.
Sul fronte dei costi, secondo i dati Insubria la retta minima giornaliera media è di 79,64 euro, la massima di 89,14 euro, mentre per i posti solventi si sale a 101,60 euro al giorno. Sul territorio Insubria operano anche 30 Nuclei Alzheimer (718 posti letto), 7 hospice (77 posti), 36 Centri Diurni Integrati (882 posti) e 32 Comunità Sociosanitarie (300 posti). A questi si aggiungono 21 Centri Diurni Anziani, 15 Alloggi Protetti per Anziani e 7 Comunità Alloggio Sociali.
FOCUS / Le 60 RSA della provincia di Varese: da 60 a 200 euro al giorno
Restringendo il campo alla sola provincia di Varese, la tabella elaborata dall’ATS Insubria sui dati 2021-2025 conta 60 RSA, distribuite in modo capillare sul territorio. I comuni con la maggiore concentrazione di strutture sono Ispra, Varese e Gallarate, con quattro RSA ciascuno, seguiti da Busto Arsizio, Saronno e Laveno Mombello, con tre strutture a testa.
La retta media giornaliera 2025 nella provincia di Varese è di 83,81 euro: significa circa 2.548 euro al mese e poco più di 30.500 euro l’anno. Un valore superiore di quasi 8 euro al giorno rispetto alla media regionale lombarda (76,02 euro). Significa che, in media, una famiglia varesina spende quasi 240 euro in più al mese rispetto al benchmark lombardo per mantenere un proprio caro in RSA.
Il trend è in netta crescita. Confrontando le rette medie del 2021 con quelle del 2025 nelle stesse strutture, l’aumento è dell’11,4%: si è passati da una media di 73,54 a 81,90 euro al giorno. Otto euro in più ogni giorno, che a fine anno fanno circa 3.000 euro in più sul conto della famiglia.
Su 60 RSA censite in provincia, 39 hanno almeno una tariffa per posti solventi dichiarata nei dati 2025. La retta media per i posti solventi varesini è di 102,20 euro al giorno, in linea con il dato Insubria, ma con punte molto elevate. Su base mensile, scegliere un posto solvente nelle strutture più care della provincia significa una spesa che può superare i 5.700 euro al mese, oltre quattro volte la pensione media italiana.
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