Da portiere a direttore sportivo: Davide Raineri a “Figli di un gol minore”
L'esperto dirigente racconta di come è diventato ds quasi per caso a Venegono, una scelta che lo ha portato a grandi imprese come quella di Inveruno e in piazze storiche come Lecco e Varese. "Il calcio è passione pura, non morirà mai"
Per una decina di anni “Figli di un gol minore” è stata una rubrica di VareseNews che ha raccontato le storie più belle e affascinanti del calcio dilettantistico (guarda qui). Ora è anche un podcast con le voci dei protagonisti oppure potete ascoltarlo ogni giorno alle 12 su www.radiomateria.it.
Dai grandi ex calciatori prestati alle categorie inferiori alle grandi-piccole imprese nate sui campi di provincia, fino ad avventure in giro per il mondo, anche a Vanuatu. Oggi, grazie alla nascita di Radio Materia – la webradio di VareseNews, questa rubrica si evolve e diventa podcast. Una serie di interviste con i protagonisti del calcio “pane e salame”. La nuova puntata puoi ascoltarla ogni mercoledì alle 12 su www.radiomateria.it e su tutte le piattaforme di streaming audio.
Davide Raineri è un uomo che ha attraversato ogni livello del calcio, dai pali della porta alla scrivania di direttore sportivo, portando con sé grande concretezza. La sua storia inizia tra gli oratori di Cinisello e le giovanili del Como, arrivando fino alla soglia della Serie B, prima di stabilirsi a Chiasso, proprio davanti a quello stadio che per 42 anni è stato il suo orizzonte quotidiano tra lavoro e campo. Il passaggio dalla gestione dei portieri a quella dirigenziale è avvenuto quasi per caso, a Venegono, guidato da una visione organizzativa naturale che lo ha portato a ricostruire piazze storiche in momenti di crisi, come a Lecco o durante la complessa estate 2023 del ripescaggio a Varese, dove ha saputo navigare tra l’incertezza delle categorie e la necessità di costruire squadre competitive in pochi giorni.
Il capolavoro di Raineri resta però il ciclo di otto anni a Inveruno, un’epoca d’oro costruita su un patto di ferro con il patron Simonini: budget chiari e autonomia totale nelle scelte. In quel microcosmo, Raineri ha assemblato una squadra “fuori di testa”, capace di espugnare Piacenza con cinque gol e di vantare talenti come Broggini e Chessa, giocatori che secondo il direttore avrebbero potuto calcare i campi di Serie A se solo avessero avuto la mentalità dei professionisti. Tra aneddoti su ritiri in montagna e colpi di mercato nati da telefonate transoceaniche, la filosofia di Raineri emerge intatta: serietà, ruoli definiti e la capacità di scovare il riscatto in giocatori che altri avevano sottovalutato, il tutto condito da quel pragmatismo che lo rende una delle figure più rispettate del calcio varesotto.
Anche questo, un esempio perfetto di cosa vuole dire essere “Figli di un gol minore”.
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