Riparte il censimento “I Luoghi del Cuore”: 600mila euro dal FAI per difendere il patrimonio italiano
Al via la tredicesima edizione del censimento promosso dal Fondo per l’Ambiente Italiano e Intesa Sanpaolo per salvare i beni artistici e naturali dimenticati
Un’opportunità concreta per dare voce ai territori, proteggere i beni culturali e ambientali a rischio e innescare percorsi di rigenerazione locale. Ha preso ufficialmente il via la XIII edizione de “I Luoghi del Cuore”, il grande censimento nazionale promosso dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano in collaborazione con Intesa Sanpaolo. Da oggi, 12 maggio, e fino al prossimo 15 dicembre 2026, cittadini, associazioni e comitati locali potranno segnalare e votare i siti che più amano e che meritano di essere salvati dall’incuria, dall’abbandono o dagli effetti del cambiamento climatico.
La partecipazione è aperta a tutti e avviene attraverso il sito ufficiale www.iluoghidelcuore.it o tramite i moduli cartacei dedicati. I luoghi votati, spesso estranei ai circuiti turistici di massa e situati nelle aree interne del Paese, rappresentano un capitale culturale, sociale ed economico che le comunità locali cercano di sottrarre al degrado e all’oblio.
I finanziamenti e le novità del 2026
Per l’edizione 2026, il programma mette a disposizione un montepremi complessivo di 600.000 euro per il finanziamento di progetti di restauro e valorizzazione. La ripartizione dei fondi per i primi tre classificati a livello nazionale prevede: 1° classificato: 70.000 euro, 2° classificato: 60.000 euro, 3° classificato: 50.000 euro.
In seguito all’annuncio dei risultati (previsto nel 2027), verrà aperto il tradizionale bando per la selezione dei progetti integrativi. Quest’anno la soglia minima per accedere ai contributi (fino a 50.000 euro a progetto) sale da 2.500 a 3.000 voti, una scelta volta a stimolare una mobilitazione ancora più coesa da parte dei comitati locali. Tra le altre novità, si segnalano meccanismi semplificati per il coinvolgimento delle scuole e il lancio del primo video podcast del FAI, “I luoghi che leggiamo”, condotto da Marta Stella, in cui dieci scrittori contemporanei raccontano gli spazi che hanno ispirato le loro opere.
La testimonianza di Mia Ceran: da Villa Panza a Petacciato
Al coro di voci a sostegno della campagna si unisce anche quella della giornalista e conduttrice televisiva Mia Ceran, che sottolinea l’importanza dell’impegno quotidiano della fondazione nella gestione del patrimonio storico e artistico del Paese.
«Il lavoro preziosissimo che fa il FAI va sostenuto veramente con grande entusiasmo – spiega Mia Ceran –. Vi basta andare in uno dei tanti posti di cui si prendono cura. È bello e facile dire che abbiamo il patrimonio culturale più ricco al mondo, però è molto impegnativo mantenerlo, e il FAI lo fa per noi attivamente».
Tra i beni gestiti dalla fondazione, il pensiero della conduttrice si rivolge subito al territorio varesino: «Uno dei miei luoghi del cuore in assoluto è Villa Panza, a Varese, dove vado ogni volta che posso e dove si ha la prova tangibile di che cosa fa il FAI con il sostegno che siamo in grado di dare».
Un sostegno che, attraverso il censimento, può accendere i riflettori anche su realtà colpite da fragilità territoriali e poi finite nell’ombra: «Ci sono posti che sarebbe bello poter adottare, poter salvare. Mi viene in mente, uno su tutti, Petacciato: un borgo molisano che è stato protagonista per qualche giorno delle cronache quando è stato vittima di una violentissima frana e poi è stato un pochino dimenticato. Se il FAI provasse a sostenerlo con il vostro aiuto, sarebbe forse un posto da restituire a tutti quanti noi cittadini».
“I luoghi che leggiamo”: le voci degli scrittori
Abbinato alla partenza del censimento, il nuovo video podcast del FAI esplora il legame profondo tra l’ispirazione letteraria e l’identità geografica attraverso i racconti di dieci firme della letteratura italiana contemporanea:
Donatella Di Pietrantonio: per la scrittrice (Premio Strega 2024), i luoghi nei libri diventano veri e propri coprotagonisti. Il suo luogo del cuore è a Penne, l’abruzzese Chiesa di Sant’Agostino con l’annessa cappella della Madonna della Cintura: “Due chiese che non possono morire così, all’interno ci sono affreschi pregevoli oggi degradati dal guano dei piccioni. Vorrei salvarle”.
Melania Mazzucco: la scrittrice romana (Premio Strega 2003) segnala l’isola veneziana di Poveglia, le catacombe romane di Santa Felicita e dei Giordani lungo la via Salaria e, in particolare, il Monastero di San Liberatore in Valnerina (MC), custode degli affreschi quattrocenteschi di Paolo da Visso, restaurato con fatica e poi crollato con il sisma del 2016: “Una civiltà dell’Appennino colpevolmente ancora abbandonata”.
Viola Ardone: legata a una Napoli definita “una Pompei che non è stata sepolta”, l’autrice individua il proprio fulcro in Piazza Bellini, sospesa tra cosmopolitismo e anima popolare. Conserva inoltre il ricordo d’infanzia legato al borgo abruzzese di Alfedena.
Marco Missiroli: lo scrittore (Premio Strega Giovani 2019) analizza il contrasto tra la Rimini natale (vissuta nella quiete del fuori stagione) e la Milano adottiva. Il suo luogo della memoria è il vicolo riminese di via Magellano, dove sorgeva il cinema Apollo, oggi demolito.
Bianca Pitzorno: per la celebre autrice sarda il concetto di luogo del cuore si lega alla memoria, rifiutando la trasformazione turistica di Stintino e ritrovando la magia negli orizzonti sfumati e incontaminati della campagna dell’entroterra isolano.
Maria Grazia Calandrone: poetessa e scrittrice, indica Nuova Ostia come spazio d’affezione profonda, descrivendola come una realtà ricca di energie giovanili e di riscatto sociale, tra lo skatepark, i teatri locali e il mare.
Antonio Franchini: lo scrittore napoletano dichiara la propria appartenenza d’elezione alla Valsesia, terra d’acque e di fiumi in cui riconoscersi, mantenendo un legame complesso di ritorno e distacco con la propria città natale.
Giulia Caminito: dividendo i propri punti di riferimento tra il molo di Anguillara Sabazia sul lago di Bracciano e le Marche della famiglia materna, cita Serra dei Conti, Pesaro e Fano, dove la scoperta di un archivio anarchico ha rappresentato un momento centrale di documentazione e ispirazione.
Marta Barone: la scrittrice torinese rievoca i significati storici e personali di Piazza Vittorio a Torino, le campagne d’infanzia a Villafranca Piemonte e il legame con Monte Sant’Angelo (FG), paese d’origine del padre.
L’esperienza del distacco: l’anteprima del podcast ospita inoltre riflessioni sul trauma della perdita dei luoghi, legata agli eventi sismici in Emilia, capaci di generare un “rinnamoramento” collettivo per città come Ferrara o una riscoperta delle proprie radici nel paesaggio naturale del Delta del Po e delle Valli di Comacchio.
I numeri principali del programma
In oltre vent’anni di attività, la campagna biennale del FAI si è consolidata come uno dei principali strumenti di democrazia diretta applicati alla tutela del territorio. Di seguito i dati salienti che riassumono la storia del progetto dal 2003 a oggi:
23 anni di storia: Il progetto copre un arco temporale che va dal 2003 al 2026, alternando la fase di censimento (negli anni pari) a quella del bando per i contributi (negli anni dispari).
13.500.000 voti totali: È la quota complessiva di segnalazioni raccolte nelle 12 edizioni concluse. Solo nel 2024 sono stati registrati 2.316.984 voti.
41.738 luoghi votati: I beni segnalati dai cittadini appartengono a oltre 6.500 Comuni italiani, cifra che corrisponde all’83% dei municipi totali del Paese.
+9.474% di crescita: È l’incremento del volume di voti registrato dalla prima edizione del 2003 (quando le segnalazioni furono 24.200) rispetto all’ultimo censimento del 2024.
Il record del 2024: L’ultima edizione si è distinse come la migliore per quanto riguarda le soglie di consenso locale, con 38 luoghi che hanno superato i 10.000 voti e 221 che hanno superato i 2.500 voti.
Comunità e stakeholder: Più di 1.500 “comunità di patrimonio” hanno aderito all’iniziativa dalla sua nascita, mobilitando oltre 5.000 stakeholder sul territorio nazionale.
Il ruolo delle scuole: All’edizione 2024 hanno preso parte attiva 538 istituti scolastici.
180 progetti sostenuti: Gli interventi di recupero e valorizzazione finanziati direttamente da FAI e Intesa Sanpaolo hanno interessato finora tutte le 20 regioni italiane.
Il focus sui beni ecclesiastici e l’impatto sul territorio
Un’attenzione particolare viene rivolta alle piccole chiese di provincia e agli edifici di culto, elementi cardine del panorama italiano ma spesso soggetti a spopolamento e degrado.
«I Luoghi del Cuore battono dove il dente duole – spiega Marco Magnifico, Presidente del FAI –. Le stime parlano oggi di circa 800 monasteri o chiese abbandonate, ma è certamente una stima in grande difetto. Il dato positivo ci viene proprio dal censimento: su 41.000 luoghi votati nelle dodici passate edizioni, ben un quarto sono chiese e monasteri».
Il valore del censimento si traduce anche in riscontri economici e turistici per le aree marginali, capaci di attrarre ulteriori stanziamenti pubblici sulla scia della visibilità ottenuta, come già accaduto in passato per la scalinata di Monesteroli in Liguria, la Chiesetta di San Pietro dei Samari a Gallipoli o la storica Via Vandelli tra Emilia-Romagna e Toscana.
L’iniziativa, che vede confermato il sostegno di Intesa Sanpaolo fin dal 2004, si svolge sotto il Patrocinio del Ministero della Cultura e si avvale della media partnership di Rai per la Sostenibilità ESG.
Scheda informativa: cos’è e come opera il FAI
Fondato nel 1975, il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS è una fondazione senza scopo di lucro che opera per tutelare, conservare e valorizzare il patrimonio italiano di storia, arte e natura. Ispirato al National Trust britannico e affiliato all’INTO (International National Trusts Organization), il FAI agisce nello spirito dell’articolo 9 della Costituzione e secondo il principio di sussidiarietà, gestendo beni ricevuti in donazione o in concessione per restituirli alla collettività.
I numeri della Fondazione
Iscritti attivi: Oltre 320.000 (dati al 31 dicembre 2025).
Aziende sostenitrici: Più di 700 su tutto il territorio nazionale.
Rete territoriale: 19 Direzioni Regionali, 134 Delegazioni, 113 Gruppi FAI, 94 Gruppi FAI Giovani e 18 Gruppi FAI Ponte tra culture.
Volontari: Oltre 18.000 persone attive in Italia.
I Beni del FAI: 75 beni istituzionali (60 aperti al pubblico, 15 in fase di restauro) e 2 beni patrocinati.
Evento principale: Le Giornate FAI di Primavera, che in 34 edizioni (dal 1993 al 2026) hanno permesso l’apertura di 17.820 luoghi, visitati da oltre 14 milioni di persone.
Come sostenere le attività del FAI
È possibile contribuire alla tutela del patrimonio italiano attraverso diverse modalità:
Iscrizione o donazione: Tramite carta di credito sul sito ufficiale o al numero telefonico 02/467615259.
Bonifico bancario: Presso l’IBAN IT 02 E 03069 09606 10000 013785.
Bollettino postale: Sul conto corrente postale 11711207 intestato a Fondo per l’Ambiente Italiano.
5×1000: Inserendo il codice fiscale 80102030154 nella dichiarazione dei redditi.
Altre forme di aiuto: Diventando volontari, visitando i beni aperti, adottando un bene o disponendo un lascito testamentario.
Tutte le informazioni di dettaglio sono consultabili sul portale www.fondoambiente.it.
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