In otto anni ricoveri dimezzati negli ospedali della provincia di Varese. Cresce l’attività di day hospital
Dal 2016 al 2024 i dati raccontano una rete sanitaria che cambia: i grandi poli tengono, i piccoli presidi si ridimensionano, le giornate di degenza calano e il day hospital cresce come alternativa strutturale
Nel 2024 nel territorio di Ats Insubria, Varesotto e parte del Comasco, sono stati effettuati 128.411 ricoveri, il 14% dell’attività regionale, e 36.906 ricoveri in Day Hospital. Otto anni prima, nel 2016, nello stesso territorio erano stati realizzati 145.822 ricoveri che rappresentavano la medesima quota percentuale in Lombardia; i ricoveri in Day Hospital raggiungevano i 29.480. Nel 2022, superata la crisi pandemica, il numero di ricoveri raggiunse i 122.561 a cui aggiungere i 32.779 in Day Hospital.
La lettura sull’evoluzione delle attività di ricovero degli ospedali pubblici del Varesotto emergono dall’Osservatorio epidemiologico di Regione Lombardia.
La rete ospedaliera varesina del 2016
Nel 2016 la rete ospedaliera varesina mostrava numeri consistenti. A guidare era l‘Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi di Varese con 25.286 ricoveri totali e 184.938 giornate di degenza. Alle spalle, Busto Arsizio con 17.399 ricoveri e 15.864 ordinari, e Gallarate con 14.265 ricoveri di cui 12.595 ordinari. Saronno registrava oltre 11.000 ricoveri e quasi 83.000 giornate di degenza, Tradate superava i 6.800.
I piccoli presidi svolgevano già un ruolo di prossimità: Angera contava 3.803 ricoveri con oltre 19.000 giornate di degenza, Luino 2.430 e Cittiglio 4.969, con una prevalenza netta di ricoveri ordinari in tutte e tre le strutture. Il day hospital era presente ma contenuto — 664 ricoveri ad Angera, 254 a Luino, 757 a Cittiglio — a indicare un sistema ancora fortemente orientato alla degenza tradizionale.
Il 2022: dopo il covid i primi segnali di cambiamento
Il 2022 fotografa un sistema in recupero dopo il Covid, ma già segnato da dinamiche nuove. Varese si conferma polo principale con 22.059 ricoveri e 168.448 giornate di degenza— in calo rispetto al 2016, ma con una tenuta sostanziale. Busto Arsizio registra un calo con 12.536 ricoveri e 92.737 giornate.
Gallarate dimezza i ricoveri
Il caso più significativo è Gallarate: dai 14.265 ricoveri del 2016 scende a 8.112, con le giornate di degenza che passano da un valore stimabile intorno alle 100.000 a 62.976. Una contrazione che non è solo effetto della pandemia, ma anticipa processi di riorganizzazione più profondi con la crisi del Sant’Antonio esplosa soprattutto nel 2023.
Tra i piccoli presidi, Angera scende a 1.928 ricoveri — quasi la metà rispetto al 2016 — mentre Luino, con 2.248 ricoveri, e Cittiglio con 4.851 mantengono l’attività. La contrazione dei ricoveri ordinari non trova una piena compensazione nel day hospital: a Luino e Cittiglio i numeri restano contenuti. La riduzione appare quindi strutturale, non semplicemente un trasferimento di attività da un canale all’altro.
Il day hospital cresce nei grandi ospedali: Varese sale a 4.917 ricoveri ( da 4837 del 2016) in questa modalità, Gallarate a 1.860 dai precedenti 1670. Busto Arsizio segna un cal0 arrivando a 1326 ricoveri in DH rispetto ai 1535 del 2016. Il segnale è chiaro: la medicina si stia spostando verso percorsi più brevi, riducendo le degenze prolungate.
Il 2024: consolidamento e nuovi equilibri
Nel 2024 le tendenze già emerse si consolidano. Varese mantiene 22.071 ricoveri ma le giornate di degenza scendono ulteriormente a 172.567, a conferma che i ricoveri durano mediamente meno rispetto al passato. Busto Arsizio è sostanzialmente stabile a 12.503 ricoveri e 94.824 giornate.
Gallarate si ferma a 7.082 ricoveri e 52.180 giornate: rispetto al 2016 ha perso la metà dei ricoveri e quasi la metà delle giornate di degenza. Il Sant’Antonio sconta ancora gli anni difficili post covid e la perdita progressiva di professionisti.
Saronno scende a 5.794 ricoveri e 43.674 giornate, rispetto agli oltre 11.000 ricoveri e 82.973 giornate del 2016: in otto anni dimezza sia i ricoveri che le giornate di degenza, senza che emerga una compensazione rilevante attraverso il day hospital, che si attesta a 1.116 ricoveri.
Tra i piccoli presidi, il quadro si fa ancora più netto. Angera nel 2024 conta 2.126 ricoveri totali, di cui ben 1.025 in day hospital — quasi la metà dell’intera attività. Questo dato è significativo: rispetto al 2016, i ricoveri ordinari si sono più che dimezzati, ma il day hospital è cresciuto in modo consistente, fino a diventare la modalità prevalente. Ad Angera, quindi, la compensazione tra degenza ordinaria e day hospital è la più evidente dell’intera provincia, con le giornate di degenza che si fermano a 10.671 — meno della metà rispetto al 2016.
Luino registra 2.535 ricoveri nel 2024, in lieve crescita rispetto al 2022, con 923 in day hospital su 2.535 totali e 13.675 giornate di degenza. Anche qui il peso del day hospital è rilevante, pari a oltre un terzo dell’attività complessiva.
Somma Lombardo, con l’ospedale Bellini, rappresenta il caso opposto: 1.433 ricoveri totali nel 2024, tutti ordinari, senza alcuna attività di day hospital. Una scelta che orienta il presidio verso la degenza tradizionale e la riabilitazione, dove conta 494 ricoveri.
Le giornate di degenza: la tendenza generale
Il dato forse più eloquente dell’intero arco temporale è la riduzione progressiva delle giornate di degenza in quasi tutte le strutture. Varese passa da 184.938 giornate nel 2016 a 172.567 nel 2024. Busto Arsizio da circa 120.000 stimate nel 2016 a 94.824. Gallarate da oltre 100.000 a 52.180. Saronno da 82.973 a 43.674.
La tendenza è uniforme e strutturale: i ricoveri durano meno, la degenza media si accorcia, e una quota crescente di attività si sposta verso il day hospital o verso percorsi ambulatoriali complessi. Non si tratta solo di un effetto della pandemia, ma di una trasformazione culturale e organizzativa della medicina ospedaliera, che privilegia la rapidità del percorso diagnostico-terapeutico rispetto alla degenza prolungata.
Il trend degli ultimi anni
Guardando alla serie storica recente, emerge un andamento non lineare. Nel 2021, ancora segnato dalla pandemia, i ricoveri ordinari erano poco sopra gli 11 mila, mentre nel 2022 si è registrata una prima ripresa.
Il 2023 rappresenta un picco, con quasi 14 mila ricoveri ordinari e oltre 8.500 in day hospital. Nel 2024 si osserva invece una lieve flessione dei ricoveri ordinari, compensata però da un ulteriore aumento delle prestazioni in day hospital.
Un segnale chiaro di come la sanità stia progressivamente spostando parte dell’attività verso modalità meno invasive e più rapide.
Il ruolo del day hospital
Il day hospital continua infatti a crescere, passando da circa 7.100 prestazioni nel 2021 a oltre 8.300 nel 2024, fino a superare quota 9.200 nelle proiezioni più recenti.
Questo dato riflette una trasformazione organizzativa: sempre più prestazioni vengono gestite senza ricovero prolungato, riducendo i tempi di degenza e favorendo percorsi più snelli per i pazienti.
Riabilitazione e continuità assistenziale
Un altro elemento significativo riguarda la riabilitazione. Dopo un calo nel 2022, i ricoveri in questo ambito tornano a crescere, stabilizzandosi attorno ai 2.400-2.500 casi annui.
Si tratta di un indicatore importante, perché legato alla presa in carico post-acuzie e al recupero funzionale dei pazienti, spesso dopo interventi o eventi clinici rilevanti.
Le tendenze di fondo
Otto anni di dati restituiscono un’immagine coerente: la rete si riorganizza attorno a pochi poli di alta complessità, i presidi intermedi si ridimensionano in modo marcato senza una compensazione piena attraverso il day hospital, mentre i piccoli ospedali — Angera e Luino in particolare — trovano nel day hospital una funzione nuova e prevalente, diversa da quella originaria. Le giornate di degenza calano ovunque, i ricoveri si accorciano, e il confine tra ospedale e territorio si fa sempre più sottile.
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