Tenta di strangolare la moglie, scatta il codice rosso: allontanato da casa a Vedano Olona
Il provvedimento nei confronti di un 36enne. La vittima è una donna di 28 anni, con la quale era in corso una fase di separazione già da tempo segnata da forti tensioni
Un quadro familiare progressivamente degenerato, culminato in gravi episodi di violenza, ha portato all’adozione di numerose misure cautelari nei confronti di un uomo di 36 anni residente a Vedano Olona. La persona offesa è la moglie, una donna di 28 anni, con la quale era in corso una fase di separazione già da tempo segnata da forti tensioni.
Secondo quanto emerso, nel corso degli ultimi anni l’uomo avrebbe mantenuto un atteggiamento costantemente aggressivo e vessatorio nei confronti della coniuge, sfociato recentemente in episodi di particolare gravità (ma nel 2024 dopo un litigio con calci la donna perse il bambino che aveva in grembo).
In particolare, si segnalano due tentativi di strangolamento: il primo avvenuto nel mese di marzo, il secondo ad aprile, circostanze che hanno aggravato ulteriormente la posizione dell’indagato. Alla luce della situazione, nella giornata di venerdì 17 aprile si è tenuta l’udienza davanti all’autorità giudiziaria e oggi, sabato, il Gip ha convalidato le misure a carico dell’uomo. Si tratta dell’allontanamento dalla casa famigliare, il divieto di avvicinamento e il braccialetto elettronico, misure scattate grazie all’applicazione del cosiddetto “codice rosso”, previsto per i casi di violenza domestica e di genere.
Il provvedimento stabilisce l’allontanamento dell’uomo dalla casa familiare, accompagnato dal divieto di avvicinamento alla moglie. A rafforzare la misura, è stata inoltre applicata la sorveglianza tramite braccialetto elettronico, strumento volto a garantire il rispetto delle prescrizioni e a tutelare la sicurezza della vittima. La donna, parte offesa, è assistita dall’avvocato Davide Sfulcini, mentre la difesa dell’uomo è affidata all’avvocato Raffaella Servidio.
È probabile che sul piano processuale si profili un rito immediato, cioè la richiesta del pubblico ministero di celebrare subito il giudizio, alla luce degli elementi di prova in suo possesso così da saltare l’udienza preliminare.
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