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Giò e Giulia, i falchi pellegrini star della città: salgono a 34 i pulli nati dal 2014 sul tetto del Pirellone

Con le tre schiuse avvenute dopo Pasqua cresce ancora la famiglia dei falchi pellegrini che nidificano sul grattacielo Pirelli diventati un simbolo sempre più seguito dai cittadini. Tutti in attesa dell'apertura del quarto uovo, in diretta sulla webcam di Regione Lombardia

Falchetti del Pirellone 2026

Con la schiusa di tre uova sulle quattro deposte in questa covata 2026, si arricchisce la “famiglia” di Giò e Giulia, i falchi pellegrini che da oltre dieci anni nidificano a 125 metri d’altezza, diventando un simbolo della natura in città. Genitori ormai espertissimi, i due falchi pellegrini dal 2014 ad oggi hanno raggiunto la quota di 34 pulli che hanno visto la luce sul tetto del grattacielo Pirelli di Milano.

La coppia, che deve il proprio nome all’architetto Gio Ponti e a sua moglie Giulia Vimercati, è seguita ogni anno da migliaia di persone anche grazie alle webcam installate sul “Pirellone”. E la stagione non è ancora conclusa: nelle prossime ore è attesa la nascita del quarto e ultimo piccolo.

Un simbolo della natura urbana

La presenza dei falchi pellegrini sul grattacielo Pirelli è stata notata per la prima volta 12 anni fa durante alcuni lavori di manutenzione. Da allora, tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, la coppia torna puntualmente a nidificare, trovando nell’edificio un habitat ideale.

«Da anni i falchi pellegrini stazionano sul tetto del Pirellone e la loro cova e i loro pulli sono diventati motivo d’attrazione – spiega l’assessore al Territorio e Sistemi verdi di Regione Lombardia, Gianluca Comazzi –. È incredibile l’affetto dei cittadini che seguono in migliaia la loro storia. È un evento straordinario che dimostra come gli animali sappiano adattarsi anche a contesti fortemente urbanizzati. La nascita dei pulli è ogni anno un simbolo di speranza e di vita».

Come crescono i piccoli

A spiegare le dinamiche della nidificazione è Guido Pinoli, ornitologo del progetto “Selvatica Milano”. «Giò e Giulia stanno molto bene sul grattacielo Pirelli – dive Pinoli – tanto che anche nel 2026 hanno scelto di deporre e covare qui le uova. Giulia è una femmina esperta e sa come accudire i piccoli».

Nei primi giorni di vita i pulli sono particolarmente vulnerabili. «La fase iniziale è fondamentale per la termoregolazione – aggiunge l’ornitologo – I piccoli non sarebbero in grado di sopravvivere da soli, per questo la madre li scalda e li protegge, mentre il maschio procura il cibo. In circa 42-45 giorni sviluppano il piumaggio necessario per il volo».

Il monitoraggio e l’inanellamento

Uno degli aspetti più importanti dello studio dei falchi del Pirellone è l’inanellamento. Ogni esemplare giovane viene infatti dotato di un anello di alluminio marcato con un codice specifico che potrà essere utile nel momento in cui un falco viene ritrovato. Grazie a questo tipo di marcatura fissa indelebile, è possibile capire anche la sua vita e dove si è spostato.

«Grazie a questo sistema possiamo capire dove vanno e come si muovono – conclude Pinoli – I dati in nostro possesso ci dicono che i falchi tendono, nel primo periodo, a muoversi parecchio da Milano, fino a cercare un loro territorio. Solo dopo un po’ di anni, quando si sono adeguatamente abituati alla vita selvatica, torneranno nei dintorni di Milano che resta decisamente attrattiva perché offre anche una quantità di prede prelibate».

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mariangela.gerletti@varesenews.it
Giorno dopo giorno ho il privilegio di raccontare insieme ai miei colleghi un territorio che offre bellezza, ingegno e umanità. Insieme a te lo faremo sempre meglio.
Pubblicato il 09 Aprile 2026
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