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“A Varese una donna ogni 48 ore chiede aiuto”: l’impegno di Eos contro la violenza e la discriminazione

Dall'eredità delle fondatrici Gabriella Sberviglieri e Camilla Zanzi fino alla gestione di appartamenti per l'autonomia, l'avvocata Marzia Giovannini racconta la missione quotidiana di Eos a Varese

La Materia del Giorno - Marzia Giovannini Eos

In occasione della Giornata Internazionale della Donna, la trasmissione “La Materia del Giorno” ha ospitato un approfondimento dedicato alla condizione femminile e al contrasto della violenza di genere con Marzia Giovannini, avvocata e presidente di Eos, il centro di ascolto donna che da quasi trent’anni opera a Varese per sostenere chi è vittima di violenze domestiche e maltrattamenti. I numeri emersi durante l’intervista delineano un fenomeno ancora drammaticamente attuale: solo nel 2025, il centro ha preso in carico 207 donne, con una media di una nuova richiesta di aiuto ogni due giorni.

Una storia di consapevolezza e femminismo

La nascita di Eos affonda le sue radici nella storia del femminismo varesino. Nato dall’intuizione di Gabriella Sberviglieri e Camilla Zanzi, il centro è stato una prima risposta sul territorio varesino alle problematiche delle donne vittime di violenza ma anche un centro propulsore per la riflessione e i cambiamenti che hanno accompagnato le donne in questi 30 anni. «Di Gabriella e Camilla resta il ricordo sicuramente ma anche  la volontà e la pervicacia con cui hanno voluto creare questo centro – ha ricordato Marzia Giovannini, sottolineando come la struttura sia diventata nel tempo un punto di riferimento non solo per l’assistenza ma anche per la crescita della consapevolezza delle donne varesine. Oggi il centro conta su una fitta rete di volontarie altamente formate e di professioniste — avvocate, psicologhe ed educatrici — che accompagnano le donne in percorsi di fuoriuscita dalla violenza spesso lunghi e complessi.

Autonomia: lavoro e casa per ricominciare

«Il percorso di rinascita non si ferma all’ascolto e al supporto in percorsi che consentono alle donne di uscire da relazioni violente – ha spiegato la presidente di Eos – Si punta all’indipendenza economica e abitativa, pilastri fondamentali per evitare di ricadere in dinamiche di abuso. Grazie a bandi nazionali e collaborazioni con Aler e Regione Lombardia, oggi gestiamo tre appartamenti dove sono state inserite donne con bambini che hanno concluso il percorso di emergenza e stanno avviando una propria autonomia. Fondamentale è anche il supporto alla ricerca del lavoro, dalla stesura del curriculum fino all’inserimento professionale, per colmare quel gap che spesso rende le donne vulnerabili ai ricatti economici».

L’8 marzo: celebrazione, non festa

Riflettendo sulla ricorrenza dell’8 marzo, la presidente di Eos ha ribadito l’importanza di chiamarla “celebrazione” piuttosto che “festa”. «È e deve essere soprattutto un’occasione per ribadire concetti ancora necessari, dalle molestie sul lavoro al gap salariale», ha spiegato Marzia Giovannini, evidenziando come la violenza domestica sia solo la punta di un iceberg fatto di discriminazioni quotidiane – Il messaggio dell’8 marzo è rivolto sia alle donne, affinché non arretrino sui diritti conquistati, sia agli uomini, invitati a una maggiore consapevolezza e attenzione a uqesti temi».

 Come chiedere aiuto

Per chiunque si trovi in una situazione di difficoltà o voglia segnalare un caso sospetto, Eos è operativa a Varese in via Robbioni. Il centro è contattabile attraverso un numero telefonico attivo h24, via mail o tramite il sito web ufficiale, garantendo sempre la massima riservatezza e accoglienza.

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Pubblicato il 06 Marzo 2026
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