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Un anno da sindaco di Origgio per Evasio Regnicoli: “Periodo intenso. Per il futuro tanti progetti”

Evasio Regnicoli fu eletto sindaco il 22 settembre 2020, con il 41,57% dei voti espressi. Lo abbiamo intervistato a poco più di un anno dall'insediamento della Giunta comunale da lui presieduta

Generica 2020

È passato poco più di un anno dal 22 settembre 2020, quando con il 41,57% dei voti espressi Evasio Regnicoli è diventato il nuovo sindaco di Origgio.

1.740 gli origgesi che decisero di dare fiducia alla lista da lui guidata, supportata dalla Lega e da La Civica di Origgio, contro i 1.149 raccolti da Origgio Democratica, i 1.036 di Promuovere Origgio e i 261 di Origgio 2020.

Abbiamo intervistato il sindaco Regnicoli per capire qual è il punto della situazione ad un anno di insediamento della nuova Giunta comunale, progetti e programmi per il futuro.

Sindaco Regnicoli, in passato ha già svolto incarichi di governo all’interno del Comune di Origgio. È stato infatti vicesindaco per sei anni e assessore per dieci. Come definirebbe questi dodici mesi di amministrazione svolti in qualità di sindaco?

«Dal punto di vista di un amministratore pubblico, un anno è un tempo molto breve. Lo definirei come un periodo intenso, perché appena insediati siamo stati subito travolti dalla seconda ondata covid, che purtroppo per il Saronnese è stata molto pesante. Abbiamo dovuto agire in maniera drastica, con la chiusura degli uffici e lo smartworking. Oltre a dover gestire la seconda ondata covid, ci siamo trovati a far fronte ad un problema con l’organigramma del Comune. Quando ci siamo insediati c’erano alcune posizioni scoperte per motivi pensionistici di persone che avevano finito la propria carriera lavorativa. Origgio ha 7.942 abitanti e ha attualmente un personale pubblico di 22 dipendenti. Devo dire che sono molto contento  e soddisfatto del rapporto che ho con i dipendente pubblici del Comune, perché sono persone squisite e volenterose, che hanno affrontato nella maniera migliore le difficoltà che avevamo di fronte, però i dipendenti erano pochi e sono ancora pochi per le esigenze del Comune e questo è un aspetto sul quale stiamo lavorando.

L’impostazione che abbiamo voluto dare in questo anno è quella dell’uguaglianza, perché crediamo che ad Origgio per anni non ci sia stata nella relazione con i cittadini. Ho voluto da subito instaurare questo tipo di rapporto; per me sono tutti uguali e non ci sono differenze, anche se poi spesso ognuno è convinto che di non essere trattato nel modo adeguato.

Le problematiche legate al covid ci hanno portato ad intervenire poi dal punto di vista sociale: abbiamo incrementato leggermente il personale dell’ufficio Servizi sociali, che è passato da 3 a 4 persone, abbiamo attuato misure a sostegno del reddito per le famiglie e per le imprese, abbiamo detassato per alcune attività la Tari e recentemente siamo riusciti finalmente ad approvare in Consiglio comunale un buono famiglia unico: in passato esistevano tanti bonus per le famiglie, ad esempio per i libri, per i centri estivi, etc. noi abbiamo voluto creare un unico buono dedicato alle famiglie».

Cosa significa essere sindaco di una cittadina di quasi 8.000 abitanti come quella di Origgio?

«Un rapporto così interpersonale ha aspetti positivi e negativi. L’aspetto positivo è conoscere bene il territorio e la cittadinanza: è positivo perché sai come poter affrontare le problematiche dei cittadini e allo stesso tempo è negativo perché tanti sono convinti che il sindaco sia la figura che può risolve tutti i problemi che hanno, da quelli relativi alla salute, all’occupazione giovanile, dal tombino che è saltato, all’asfaltatura che non viene eseguita. Per fare un esempio, banale ma che rende bene l’idea, tanti sono convinti che sia il sindaco a decidere se asfaltare una via anziché un’altra, però non funziona così. Si fa un’analisi del territorio, si considerano quante sono le vie che necessitano di un’asfaltatura nuova, di nuovi servizi e sotto servizi. Successivamente la parte amministrativa decide di impegnare una determinata cifra per asfaltare le strade, poi però non è il sindaco che decide se asfaltare via Vivaldi piuttosto che via Dante, è l’ufficio tecnico, con il responsabile che segue la procedura, che fa delle valutazioni e stabilisce le priorità. È un esempio, ma vale per tanti altri argomenti».

Com’è stato fin qui gestire un paese in una situazione così complessa e delicata come quella determinata da una pandemia mondiale?

«Non è stato facile per due ordini di motivi. Il primo è che un conto è lavorare presso il palazzo comunale e sul territorio, completamente diverso è lavorare da casa. Il nostro Comune non era attrezzato per lo smartworking, si sarebbe dovuto attrezzare in maniera adeguata molto prima. Sono stato positivo al covid e per 15 giorni ho lavorato da casa, ho dovuto fare videoconferenze con il mio smartphone e con gli strumenti che avevo a disposizione e posso assicurare che non è stato semplice.

Una cosa che più mi è dispiaciuta riguarda il discorso della socialità, che è proprio uno dei punti del nostro programma elettorale, rendere Origgio un paese più vivibile e sociale. Il covid ci ha un po’ tarpato le ali da questo punto di vista, si poteva lavorare meglio. Molte iniziative che avevamo in programma, le abbiamo dovute traslare; ora che la situazione è in via di miglioramento speriamo di poter mettere in campo le nostre proposte.

Origgio è sempre stato molto ricettivo dal punto di vista residenziale, in pochi anni è passato da 5.000 abitanti a quasi 8.000 abitanti. Il fatto però è che coloro che sono venuti ad abitare ad Origgio non vivono il paese o lo vivono poco, non hanno idea di quante associazioni esistano, ne abbiamo tantissime e sono molto attive, non hanno idea delle iniziative culturali o di alcune possibilità che ci sono. Per fare un esempio, con l’assessore Cislaghi e l’associazione culturale Hesperia, all’interno di Villa Borletti abbiamo messo a disposizione dei cittadini degli spazi per lo smartworking, purtroppo abbiamo avuto pochissime adesione, ed è spiacevole perché poteva essere una bella opportunità per vivere una villa storica e usufruire di uno spazio che ha tutti i comfort necessari per poter lavorare in tranquillità. Un altro esempio è sulle giornate dedicate ai neo 18enni: in Consiglio comunale siamo andati a regolamentare una nuova consulta giovanile. Con loro avevamo organizzato due giornate dedicate ai neo 18enni e al loro inserimento nella vita sociale e civile del paese, con la consegna della tessera elettorale e una copia della Costituzione italiana in chiavetta USB. La prima l’avevamo fissata per il 17 marzo, data storica di nascita dello Stato Italiano. Abbiamo dovuto traslarle al 2 giugno e alla festa patronale.

Quindi già la socialità in paese era un aspetto da migliorare, il covid ha peggiorato la situazione e ha fatto che sì che tutte le iniziative parte del nostro programma con cui erano pronti a partire venissero spostate. In questo periodo, qualche piccola iniziativa in più ce la siamo permessa, ad esempio abbiamo partecipato al circuito di Ville Aperte in Brianza con Villa Borletti e l’associazione Hesperia che ringrazio moltissimo».

In questi ultimi mesi si è parlato molto della convenzione in vigore sul Servizio di Polizia locale con il Comune di Uboldo. A che punto siamo? Tra le sue deleghe c’è quella alla Sicurezza, quali sono i progetti in cantiere? 

«Quello della convenzione è un punto dolente non tanto per Origgio, quanto per Uboldo. Il problema è che la convenzione in essere, che scadrà il 31 maggio 2022, non funziona. Secondo noi è stata fatta molto male, per tanti motivi: per come sono stati suddivisi i costi del personale, per problemi legati alla dimensione territoriale e numerica degli abitanti dei due paesi e ad alcune particolarità che Uboldo ha e Origgio no. Per fare un esempio: ad Origgio, per motivi diversi tra i quali una viabilità particolare, c’è sempre un monte di sanzioni molto alto, che Uboldo non ha; ecco, nel momento in cui fai la convenzione, anche questo aspetto si divide a metà. Il fatto è che Origgio è troppo trainante, senza avere da Uboldo una copertura finanziaria adeguata, questo è il motivo del contendere. Nel nostro programma amministrativo c’era e c’è la volontà di collaborare con gli altri Comuni, però le convenzioni tra Comuni devono essere fatte per risolvere determinati problemi, non create per motivi politici. Con Uboldo i rapporti sono buoni, stiamo cercando di trovare una soluzione. Ad essere onesto però non sono molto ottimista, perché ne stiamo parlando già da diverso tempo senza arrivare ad un accordo, quindi inizio ad essere abbastanza scettico.

Sulla sicurezza poi, è in programma una nuova estensione del sistema di video-sorveglianza per alcune vie al momento scoperte e recentemente abbiamo avviato una manifestazione di interesse per ricevere un contributo per finanziare iniziative di prevenzione e contrasto della vendita e dello spaccio di sostanze stupefacenti. Vorremmo ampliare le ore di servizio serali della Polizia locale, monitorando in particolare modo l’area del Plis. Devo dire che da quando ci siamo insediati, grazie ai contributi di Regione Lombardia sono stati adeguati i percorsi interni del parco, che sta diventando quello che ci si augurava quando costituimmo il PLIS, cioè una zona vivibile per le persone. Il fatto che un parco sia vivibile e frequentato, permette anche di supportare il contrasto alle attività di spaccio. È evidente però che questo non basta, quindi abbiamo aderito a questa manifestazione di interesse per poter incrementare le ronde e dare più sicurezza».

Quali gli interventi principali predisposti sulla viabilità? 

«Inviterò i residenti di via Ottolini e di via Leonardo Da Vinci in Comune. Sono due strade che hanno due viali alberati, che presentano notevoli rischi dal punto di vista della sicurezza e hanno necessità di manutenzione. Interverremo a breve su quelle due vie. L’intervento riguarderà sia la manutenzione straordinaria, sia la viabilità, perché l’idea è quella di rendere le due vie a senso unico per una migliore fruibilità. Si andranno a creare delle piste ciclopedonali che saranno collegate con quelle in fase di realizzazione.

Per la frazione Broggio abbiamo approvato il progetto relativo alla nuova rotatoria. Era già prevista una rotatoria per alleggerire il traffico ed evitare il traffico pesante, abbiamo però pensato che sarebbe stato necessario traslarla. L’abbiamo quindi spostata al posto dell’impianto semaforico che è all’inizio della via Broggio arrivando da Cerro Maggiore. Ci sarà inoltre un ampliamento della via per Cerro, dove è prevista anche una pista ciclopedonale, che si ricongiungerà con la pista esistente e che permetterà di arrivare in bicicletta alle porte di Cerro e di raggiungere il Plis».

Le precipitazioni torrenziali di questi ultimi anni stanno mettendo a dura prova la rete fognaria di tutta la provincia di Varese. Anche ad Origgio non sono mancati episodi di allagamenti di strade e sottopassi. Con Alfa srl, il gestore del servizio idrico integrato della Provincia di Varese, avete in ballo un importante intervento di riqualificazione della rete fognaria. A che punto siamo? 

«Proprio quando ci siamo insediati c’è stato il passaggio al sistema idrico integrato di Alfa, è quindi un discorso complesso che coinvolge tutta la provincia di Varese. Ad Origgio c’è la necessità di sistemare la rete fognaria della parte centrale del paese, che presenta due strozzature a nord e a sud e alcuni problemi specifici. Quando ci sono queste bombe d’acqua, che ultimamente sono sempre più frequenti, in poche ore cade la pioggia che normalmente scende in un anno; la fognatura non regge e la via Dante, che è la via principale di Origgio, si è spesso allagata, creando non pochi disagi ai cittadini, che si sono trovati l’acqua in casa.

L’intervento di risanamento che abbiamo in programma prevede un importo di spesa abbastanza elevato, circa 1 milione e 700 mila euro, che supera quello che negli anni è stato messo da parte per sistemare l’impianto del sistema fognario, che è circa 900 mila euro. Quindi 900 mila euro li metterà il Comune di Origgio, l’intervento sarà però realizzato da Alfa, che ha sia la professionalità che un intervento di questo tipo richiede sia la copertura finanziaria necessaria. Il progetto è praticamente definito, le tempistiche dipendono dal piano degli interventi di Alfa, che va dal 2021 al 2025». 

Quali i progetti per i prossimi mesi?

«Vogliamo intervenire sul personale comunale. Recentemente abbiamo approvato una proposta che prevede un nuovo regolamento per il concorso pubblico, perché crediamo fortemente sia necessario un investimento e una pianificazione sul personale, che negli anni purtroppo è stato abbandonato sia dal punto di vista giuridico che economico. Senza un personale adeguato sia numericamente che qualitativamente, non si possono fornire dei servizi di un certo tipo alla cittadinanza.

Un altro filone importante, che però non riguarda una competenza specifica dell’amministrazione comunale, è quello della tutela della salute. Grazie alla disponibilità dei medici di base, abbiamo organizzato con loro degli incontri periodici nel palazzo municipale, per confrontarci su tutte le problematiche che riguardano la salute degli origgesi. Con loro abbiamo anche organizzato la campagna vaccinale antinfluenzale nel centro anziani di via Manzoni.

Dal punto di vista degli investimenti pubblici, un importante progetto riguarda la creazione di un’unica struttura ricettiva in grado di riunire tutti i medici di base di Origgio, che al momento sono quattro. Avendo la possibilità di colloquiare con Ats, ci siamo infatti accordi che il nostro paese non è molto attraente per i medici, posto che c’è un problema di carenza di medici generale e che non riguarda solo Origgio. Il fatto però che ogni medico abbia il proprio ambulatorio, di non avere quindi un’unica struttura ricettiva che possa accogliere i medici di base, con un unico ufficio amministrativo, rende ancora più complicata la situazione. L’idea è quindi quella di realizzare un’unica struttura ricettiva e collocare tutti i medici di base nell’edifico pubblico in via circonvallazione, proprio alle spalle del Municipio. Abbiamo già presentato il progetto di circa 800 mila euro, che abbiamo inserito nel piano triennale delle opere pubbliche; c’è la possibilità che venga finanziato almeno per il 50% dalla legge per il recupero del risanamento energetico. Attendiamo una risposta sia per il finanziamento sia da parte di Ats, noi contiamo di iniziare i lavori nel 2022.

Propedeuticamente a questo tipo di intervento abbiamo aperto il parcheggio di via Circonvallazione, che una volta era riservato solo ai dipendenti pubblici, ora invece è fruibile da tutti i cittadini con fasce orarie specifiche.

Noi saremmo pronti anche per organizzarci per una Casa della Comunità qui ad Origgio. Il discorso è ancora in evoluzione, ma sembrerebbe che la Casa della Comunità di Saronno coinvolgerà Saronno e Caronno Pertusella; rimarrebbe quindi la possibilità di un’altra Casa di Comunità per Origgio, Uboldo, Gerenzano e Cislago. Siamo ancora nella fase evolutiva quindi non c’è nulla di certo, noi per intanto una valutazione l’abbiamo fatta e visto che già vogliamo investire in una struttura ricettiva per i medici di base, vorremmo mettere a disposizione la stessa struttura per una eventuale Casa di Comunità».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 Ottobre 2021
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