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Gianetti Ruote, è in Brianza la prima impresa a chiudere dopo lo sblocco dei licenziamenti

Le reazioni del mondo sindacale e politico alla notizia arrivata via mail ai 152 lavoratori dello stabilimento. Presidio permanente e proteste

Gianetti Ruote presidio protesta

È in Brianza, a pochi passi da Saronno, la prima impresa a chiudere dopo lo sblocco dei licenziamenti.

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È la Gianetti Ruote, storica fabbrica di Ceriano Laghetto, acquisita da qualche anno fa un fondo americano: ha iniziato nel 1800 costruendo le ruote dei carri, oggi produce ruote per camion, tir, mezzi pesanti, ma anche per le Harley Davidson.

La comunicazione è arrivata via mail sabato 3 luglio, a fine turno: 152 lavoratori sono stati messi in ferie, per poi andare in permesso retribuito fino alla chiusura definitiva dello stabilimento.

Quello della Gianetti Ruote è il primo caso eclatante a livello nazionale di chiusura di un’azienda al termine del blocco dei licenziamenti.

È stata subito decisa la mobilitazione generale e sono state organizzati presidi già nella notte tra sabato e domenica “per evitare che la proprietà porti via i macchinari”. Una mobilitazione che continuerà nei prossimi giorni.

Gianetti Ruote presidio protesta

Sono tantissime le reazioni del mondo del sindacato e della politica locale, per una notizia che rischia di creare un precedente poco positivo in un momento già di per sè difficile:


Cisl Monza e Brianza

Gianetti Ruote, lavoratori in presidio dopo l’annuncio della chiusura dello stabilimento di Ceriano Laghetto. Fim, Fiom e Uilm: «Una notizia improvvisa che non era stata annunciata da alcun segnale. Non possiamo accettare che 152 famiglie siano lasciate sulla strada»


Pietro Occhiuto, Fiom

La barbarie è essere licenziati via mail.
È quello che è accaduto ai lavoratori della Gianetti di Ceriano Laghetto che si vedono, da un giorno all’altro, i cancelli della propria azienda sbarrati.
Mi chiedo una cosa: Confindustria, a cui Gianetti è associata, è in grado di garantire che le aziende a lei associate rispettino i patti siglati con il sindacato?
Noi ci batteremo per difendere i posti di lavoro, lo faremo ad ogni costo. Lo faremo per difendere la dignità di chi fino al 30 giugno era indispensabile e che invece dal primo luglio è diventato un orpello di cui liberarsene con una fredda mail.


Marco Tuozzo, Resp. Lavoro – Segreteria provinciale PD Varese 

La notizia del licenziamento a mezzo mail di 152 dipendenti alla “Gianetti ruote” di Ceriano Laghetto un secondo dopo lo sblocco dei licenziamenti ci lascia con l’amaro in bocca.
Come PD ci siamo spesi nelle scorse settimane affinché venisse prorogato il blocco dei licenziamenti, nonostante la contrarietà di Confindustria e di molte forze della maggioranza di Governo, Lega in primis. Infine abbiamo accolto con fiducia la mediazione di Draghi e Orlando che ha portato all’accordo raggiunto tra Governo e Sindacati solo pochi giorno fa per l’estensione della CIG sino alla riforma degli ammortizzatori sociali.
E’ evidente che ad alcuni imprenditori e managers non manca il pelo sullo stomaco e, dopo aver abbondantemente beneficiato del “paracadute” offerto dallo Stato durante la pandemia, non si fanno alcuno scrupolo di licenziare e lasciare nello sconforto ben 152 famiglie.
Ci uniamo ai lavoratori ed ai Sindacati nella richiesta di aprire immediatamente una tavolo di confronto tra tutte le parti per trovare una soluzione diversa dal licenziamento di massa.


Francesco Licata, Pd Saronno

LAVORO!
Questa purtroppo è una di quelle notizie che non vorresti mai sentire, una di quelle che ti arrivano come una doccia gelata, come un pugno nello stomaco.
Ma questa, della Gianetti Ruote, è purtroppo la triste verità e non sarà una verità isolata dopo la fine del blocco dei licenziamenti il 30 giugno.
“152” (persone licenziate) è un numero che fa gelare il sangue ma che è destinato a non esaurirsi vista l’ecatombe produttiva causata dal covid.
O si si sostiene adesso l’occupazione, con ogni mezzo, o si sostiene adesso il lavoro o quella a cui assisteremo sarà una disfatta sociale storica perché dietro ad un posto di lavoro che non c’è, c’è una famiglia che va in crisi e dei consumi che non ci sono più e che generano, a catena, produzione che cala.
Questo deve essere senza se e senza ma il primo punto nella agenda di ogni forza politica, di governo e non.


Rino Cataneo, Pd Saronno

Apprendiamo con dolore la notizia che la “Gianetti ruote”di Ceriano Laghetto con tempismo impressionante, allo scadere del blocco dei licenziamenti del 30 giugno, comunica via mail ai 152 suoi dipendenti che cessa la propria attività gettando nella disperazione più assoluta interi nuclei familiari.

È inaccettabile che aziende che hanno sottoscritto accordi sindacali solo qualche giorno fa ,usufruendo dei sostegni messi a disposizione dal Governo, non ritengono di prolungare ancora per qualche mese la cassa integrazione interamente pagata dallo Stato in attesa di una ripresa industriale che ne potrebbe almeno in parte riassorbire le maestranze.

Come PD ci siamo battuti all’interno del governo con il ministro Orlando, perché nessun posto di lavoro vada perso, e faremo sentire anche in questa occasione il nostro sostegno agli operai in lotta.


Novella Ciceroni, Obiettivo Saronno

Dispiace constatare come la dismissione di storiche aziende del territorio avanzi inesorabilmente.
Quando capitò a noi di Nokia Siemens non fu affatto facile e per me molto doloroso da accettare, ma almeno il processo durò sei lunghi anni. Qui si licenziano 152 lavoratori da un momento all’altro con una mail. Difficile se non impossibile sarà per queste famiglie trovare una nuova collocazione e fonte di reddito. Solidarietà anche per i lavoratori di Henkel a Lomazzo. Le politiche che deve mettere in atto il Governo sono nella direzione di tutela dei lavoratori, del patrimonio e know how delle aziende italiane e della creazione di nuovi posti di lavoro anche ma non solo per i nostri giovani. Anche a questo dovrà servire il PNRR.


Roberto Crippa, sindaco di Ceriano Laghetto

Una procedura non accettabile,recapitare una lettera di licenziamento a 152 persone, uomini e donne in questo modo, senza preavviso e senza rispetto delle normative sindacali non può essere accettata.
Oggi mi sono precipitato all’ingresso dell’azienda per ascoltare i lavoratori ed i loro rappresentanti sindacali,
e nei prossimi giorni sarò a loro disposizione per sostenere in tutte le sedi le loro istanze per salvare i posti di lavoro del nostro territorio.


Dante Cattaneo, vicesindaco di Ceriano Laghetto

UN FULMINE A CIEL SERENO!
I tedeschi vogliono chiudere lo storico stabilimento cerianese della Gianetti Ruote. Una decisione grave che apre un’altra ferita sul nostro territorio dopo la drammatica chiusura della multinazionale francese Rhodia tra 2007 e 2009. Per lo meno in quel caso i responsabili dello stabilimento si preoccuparono di avvisare l’ente locale, in questo caso il fondo tedesco proprietario di Gianetti Ruote non ha nemmeno ritenuto opportuno comunicare questa decisione pesantissima al Comune di Ceriano Laghetto. Questa lettera di licenziamento inviata a tutti i 152 LAVORATORI, in un caldo sabato pomeriggio di luglio, è uno schiaffo a centinaia di famiglie già provate da questo anno e mezzo di pandemia. Siamo e saremo al fianco dei lavoratori, sono sbalordito dell’atteggiamento dei tedeschi ma spero che ci si possa sedere intorno ad un tavolo per salvare una azienda storica del territorio!


Pd Ceriano Laghetto

“Con la presente si informano tutti i dipendenti addetti allo stabilimento di Ceriano Laghetto che con effetto dalla data odierna lo stabilimento rimarrà chiuso. Con lettera di pari data della presente è stato dato avvio alla procedura di licenziamento collettivo.”

La storia di un’azienda secolare e la vita di centinaia di famiglie annullate con queste sette righe. Una decisione improvvisa che ha raggiunto con una mail, questo sabato, i 152 lavoratori della Gianetti Ruote e che lascia esterrefatti soprattutto per le modalità, barbare, con cui si è calpestata la dignità delle donne e degli uomini coinvolti.
Si tratta del primo licenziamento dopo lo sblocco dei licenziamenti per le grandi imprese nel nostro Paese ed è stato messo in atto senza nessun confronto con le rappresentanze sindacali.

Siamo a fianco dei lavoratori, a cui va la nostra solidarietà e il nostro supporto, fin dal presidio di domattina. Come PD porteremo la questione sui tavoli di competenza e ci faremo fautori di ogni azione si renda necessaria per il raggiungimento di una soluzione che in primis restituisca ai lavoratori rispetto e la dignità negati.


Andrea Monti, consigliere regionale Lega

È un brutto sabato per il nostro territorio. Con una comunicazione alle ore 16, un fulmine a ciel sereno, la Gianetti Wheels ha comunicato ai suoi 152 dipendenti la chiusura immediata dello stabilimento di Ceriano Laghetto. La deicisione di porre tutti i lavoratori in ferie forzate, dall’oggi al domani è inusuale e inspiegabile. Ho immediatamente avvisato l’Assessore al lavoro Melania Rizzoli, che convocherà lunedì l’azienda e il Presidente della IV Commissione GianMarco Senna che provvederà a organizzare una audizione urgente. Siamo vicini ai lavoratori e alle loro famiglie, molti sono miei amici, in queste ore di apprensione. Regione Lombardia non farà mancare il suo supporto in questa difficile trattativa.


Nilde Moretti, sindaco di Solaro

Ritengo inaccettabile il comportamento dei vertici aziendali di Gianetti, che arrivano a decretare un licenziamento collettivo in piena estate, da un giorno all’altro, senza alcun genere di preavviso, senza motivazioni e senza avvisare le Amministrazioni Comunali del territorio in cui si rischiano di avere le devastanti ricadute di questa situazione, dopo un periodo di un anno e mezzo in cui il sostentamento personale e famigliare è già stato messo a dura prova dall’emergenza sanitaria.

Nel pomeriggio di ieri sono stata contattata direttamente da diversi lavoratori residenti a Solaro, si tratta di persone che fanno affidamento sul loro lavoro alla fabbrica per andare avanti, uomini e donne con mutuo, famiglie con figli e soprattutto con tantissima dignità che è stata calpestata in modo barbaro. Voglio esprimere la mia solidarietà, a nome di tutta l’Amministrazione Comunale, nei confronti di tutti i dipendenti coinvolti.

Confermo sin d’ora che la nostra Amministrazione Comunale sarà impegnata al fianco dell’Amministrazione Comunale di Ceriano Laghetto e di Regione Lombardia in questa battaglia per garantire i diritti dei lavoratori e difendere l’occupazione sul nostro territorio. Sono assolutamente da chiarire al più presto le motivazioni di questa scelta ed aprire immediatamente un tavolo di confronto nel quale verificare i margini di trattativa e soprattutto valutare con serietà il futuro di questi lavoratori


Insieme per Misinto

Solidarietà ai lavoratori della Gianetti e alle loro famiglie per la situazione in cui si trovano a seguito della notizia del licenziamento. Una notizia improvvisa che lascia perplessi e amareggiati anche per le modalità utilizzate dall’azienda. Senza nessun preavviso e senza nessun confronto con le rappresentanze sindacali, i lavoratori sono stati raggiunti da una comunicazione via mail che annunciava il licenziamento in blocco, senza nemmeno la previsione di un ricorso alla cassa integrazione.

Siamo a fianco dei lavoratori e della loro mobilitazione. Chiediamo alle istituzioni locali di attivarsi per poter supportare concretamente all’interno di un tavolo di confronto la battaglia dei nostri concittadini. Sosterremo ogni azione in tal senso, auspicando possa ristabilirsi una situazione accettabile.


Maria Chiara Gadda, deputata e coordinatrice regionale lombarda di Italia Viva

Lascia sgomenti la notizia della chiusura della Gianetti Ruote di Ceriano e il conseguente licenziamento collettivo di oltre 150 dipendenti deciso unilateralmente dall’azienda. E quello che sconcerta maggiormente è la modalità, inaccettabile che un atto così grave per il futuro dei lavoratori avvenga con una fredda mail dopo il turno del sabato, senza che la proprietà abbia mai attivato un tavolo con le parti sociali e la Regione per ricorrere agli ammortizzatori sociali, disponibili e previsti dalle norme, e informato i sindaci della situazione sociale critica che si stava determinando.

Mi sono già mossa contattando il ministero del Lavoro, e sto formalizzando anche una interrogazione parlamentare affinché ci si possa tutti fare carico dell’esito di questa vertenza con senso di responsabilità. Dalla vicenda emergono diversi profili di incompatibilità con la normativa sui licenziamenti collettivi. Per altro, già a novembre 2020, le parti sociali chiedevano alla proprietà trasparenza rispetto al piano industriale, senza alcun riscontro. Occorre quindi convocare un tavolo urgente con l’azienda e i sindacati per attivare tutte le misure a salvaguardia dei lavoratori e chiarire finalmente in modo trasparente gli intendimenti dell’azienda rispetto al piano industriale per gli stabilimenti di Ceriano Laghetto e Carpenedolo. In un periodo così complesso e delicato non si possono mettere in ginocchio, da un giorno all’altro, centinaia di famiglie e un intero territorio.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 Luglio 2021
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