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Maltratta e minaccia per anni la convivente, 41enne arrestato dai carabinieri

La donna è andata dai carabinieri e ha denunciato quanto accaduto, descrivendo i più gravi episodi di violenza subiti nel corso degli anni e fino a quel momento mai denunciati

Generica 2020

Botte e minacce nei confronti della convivente, arrestato un 41enne. I carabinieri di Trezzano sul Naviglio hanno arrestato un italiano accusato di maltrattamento psicologico e fisico e di aver procurato lesioni gravi alla compagna, un’italiana 38enne, con cui convive dal 2017.

Il provvedimento è scaturito dopo una lunga indagine che ha permesso di accertare e documentare i reiterati comportamenti violenti dell’uomo, per questioni economiche e per gelosia, tra aggressioni fisiche, urla, schiaffi, pugni e spintoni, fino a quando, in un’occasione, ha impugnato un coltello da cucina ricattandola e minacciandola per impedirle di lasciarlo.

Non solo botte e violenza, ma anche pressioni psicologiche, che hanno portato all’annullamento della dignità e della stima personale della donna, che da circa un anno era stata costretta a cambiare le proprie abitudini di vita, come dormire sul divano per paura di venire uccisa nel sonno.

Il 41enne, fin dall’inizio della loro convivenza, ha pedinato costantemente e tenuto sotto controllo la donna, fino ad appostarsi di fronte ai luoghi dove lavora, anche con la pretesa di ricevere da lei i soldi guadagnati.

In più occasioni ha, inoltre, provocato lesioni personali alla convivente, che ha dovuto far ricorso a cure mediche; l’ultimo episodio è avvenuto il 21 febbraio quando l’uomo è andato su tutte le furie poiché la madre e il fratello della donna sono andati nell’abitazione dove i due convivono, lei è scesa in strada per salutarli e rassicurarli, ma una volta rientrata in casa, è stata insultata e spinta contro lo spigolo della parete colpendolo con la fronte; dopodiché l’uomo le ha puntato un coltello alla gola, minacciando la convivente che se fosse accaduto ancora che qualcuno l’avesse cercata a casa, lui l’avrebbe uccisa. 

La donna è andata dai carabinieri e ha denunciato quanto accaduto, descrivendo i più gravi episodi di violenza subiti nel corso degli anni e fino a quel momento mai denunciati per timore di ritorsioni ancora più violente. Poi si è recata all’Ospedale San Carlo Borromeo per le lesioni al volto ed è stata dimessa con 21 giorni di prognosi.

Il comportamento tenuto dall’uomo nel corso degli anni ha portato la donna ad isolarsi, dai propri amici ed anche dalla propria famiglia d’origine, tanto che il figlio 17enne di lei si è trasferito a casa della nonna materna.

L’uomo è stato arrestato e portato in carcere a San Vittore. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 Marzo 2021
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