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Basketviva: “Per noi non è il momento di tornare in campo”

Il presidente Giulio Corbella attende il 5 marzo prima di una decisione definitiva. "I rischi ci sono e i costi salgono". Più probabile che riparta l'attività della pallavolo

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Un asd a un passo dai trent’anni, costretta a prendersi una pausa per colpa della pandemia: è Basketviva, un sodalizio nato nel 1992 da un gruppo di appassionati di basket del tradatese che, nonostante la sede sia rimasta a Carbonate in provincia di Como, è da sempre affiliata al comitato varesino.

Ma quest’anno, con il Covid e i conseguenti decreti che hanno imposto la chiusura delle palestre, nonostante il tentativo di riapertura del campionato che la Struttura Pallacanestro sta portando avanti, anche una struttura con una storia solida come Basketviva fa fatica a tornare in campo. Le iscrizioni al campionato di basket Uisp sono ormai chiuse, ma Basketviva non è l’unica formazione che ha deciso di non aderire.

Le scelte da prendere sono difficili, in un quadro in continuo mutamento. «Siamo in attesa del 5 marzo, quando il “colore” della nostra regione potrebbe cambiare nuovamente, e di conseguenza le regole per tornare oppure no in palestra – dice il presidente e volto storico dell’asd, Giulio Corbella – con la pallavolo torneremo in campo, ma con il basket per ora no». All’originario nucleo di basket femminile e giovanile nato nel 1992, dopo pochi anni si è aggiunto anche il gruppo “Viva Volley”, che ha portato avanti la pallavolo, sempre a livello giovanile. Questa formazione forse tornerà in campo, perché le regole sono un po’ meno stringenti, ma anche qui, è il covid ad avere l’ultima parola, perché alcune giocatrici sono in quarantena fiduciaria, e i numeri per tornare in campo potrebbero non bastare.

Insomma, nonostante l’ottimismo per la campagna vaccinale che avanza e la Lombardia in “zona gialla”, lo sport per tutti ancora è in bilico. «Le nostre tre squadre giovanili non hanno ancora ricominciato gli allenamenti, e anche per il minibasket aspettiamo il 5 marzo per dare indicazioni alle famiglie – dice Corbella – i rischi, del resto, ci sono, e i costi per le realtà come la nostra salgono: le sanificazioni continue, i tamponi prima di ogni gara non possono essere ribaltati totalmente sulle spalle delle famiglie. Vogliamo continuare ad accogliere i nostri ragazzi e ragazze, ma vogliamo farlo in sicurezza e dando spazio a tutti, come facciamo dal 1992».

E così Basketviva, come molte altre formazioni e asd anche di altre discipline, resta in attesa dell’evolversi degli eventi e degli sviluppi della pandemia. Il gruppo resta, la “gestione familiare” dell’asd è solida, ma la situazione è ancora troppo incerta. Di sicuro, Basketviva attende di poter festeggiare i trent’anni di storia sotto canestro: come tutti, con il ricordo del Covid ormai alle spalle.

SPECIALE UISP – Tutti gli articoli su VareseNews

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Pubblicato il 17 Febbraio 2021
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