La Lega di Saronno chiede chiarimenti sul futuro dell’Istituzione Zerbi: “Il Comune dica se sono previste riduzioni”
La questione sull'ipotesi di una riduzione di alcune sezioni delle scuole dell'infanzia si è ulteriormente accesa dopo la decisione di non inserire all'ordine del giorno del consiglio comunale dell'8 giugno una mozione depositata dalla Lega il 29 maggio
La Lega Lombarda di Saronno torna a sollecitare l’amministrazione comunale sul futuro dell’Istituzione Zerbi, l’ente che gestisce i servizi educativi comunali e che segue oltre 500 bambini e le loro famiglie. Al centro della polemica vi è l’ipotesi di una riduzione di alcune sezioni delle scuole dell’infanzia e la mancata discussione, nel consiglio comunale in programma questa sera, di una mozione presentata dal Carroccio sul tema.
“Quali sono le intenzioni dell’Amministrazione?”
Secondo la Lega, la sindaca Ilaria Pagani dovrebbe chiarire in modo definitivo quali siano le intenzioni dell’amministrazione rispetto al futuro della Zerbi. Il partito sostiene che dagli uffici comunali siano allo studio diversi scenari organizzativi, nonostante il parere contrario espresso dal Consiglio di amministrazione dell’istituzione.
«Se l’obiettivo è ridurre i costi dell’Istituzione Zerbi, lo si dica apertamente ai cittadini e soprattutto ai genitori», afferma la segreteria cittadina della Lega, che chiede all’amministrazione di spiegare quali potrebbero essere le conseguenze di eventuali riduzioni delle sezioni sulla qualità del servizio educativo.
La sezione cittadina della Lega sottolinea come in passato alcune riduzioni fossero state determinate dal rispetto di vincoli normativi legati al numero minimo di iscritti, mentre oggi le ipotesi in discussione sembrerebbero derivare da valutazioni di carattere economico e politico.
Si teme che una diminuzione delle sezioni possa tradursi in un aumento del numero di bambini per classe, con possibili ricadute sulla qualità della didattica e dell’attenzione educativa. Da qui la richiesta di una strategia più ampia sul futuro dell’istituzione, che includa una revisione del modello organizzativo e possibili sinergie con altri uffici comunali.
La mozione esclusa dall’ordine del giorno
La questione si è ulteriormente accesa dopo la decisione di non inserire all’ordine del giorno del consiglio comunale dell’8 giugno una mozione depositata dalla Lega il 29 maggio.
Il documento chiedeva al sindaco e alla giunta di chiarire ufficialmente, prima dell’avvio del prossimo anno scolastico, le intenzioni dell’amministrazione riguardo all’Istituzione Zerbi e all’eventuale riduzione delle sezioni delle scuole dell’infanzia. La mozione impegnava inoltre l’esecutivo a garantire il mantenimento della qualità e dell’accessibilità dei servizi educativi e a predisporre un piano strategico complessivo per il futuro dell’ente.
Secondo la Lega, il testo avrebbe dovuto essere discusso già nella seduta in programma questa sera, lunedì 8 giugno, poiché depositato prima della riunione dell’Ufficio di Presidenza del 1° giugno.
Lo scontro sul regolamento
La mancata iscrizione della mozione all’ordine del giorno ha provocato una dura reazione del gruppo consiliare leghista, che accusa la maggioranza di voler rinviare il confronto politico.
«La mozione è stata presentata nei tempi utili e da sempre quelle depositate prima della riunione dell’Ufficio di Presidenza vengono inserite nel primo consiglio comunale utile», sostengono gli esponenti del Carroccio.
Nel mirino finisce anche il presidente del Consiglio comunale, Francesco Licata, accusato di adottare un’interpretazione “restrittiva” del regolamento. Secondo la Lega, Licata ritiene che le mozioni debbano essere presentate prima dell’invio della convocazione dell’Ufficio di Presidenza e non semplicemente prima della sua riunione.
Per il partito si tratta di una lettura che limita le prerogative dei consiglieri comunali e che, di fatto, consentirebbe all’amministrazione di rinviare la discussione di temi considerati urgenti.
«È irrispettoso verso i cittadini non voler dare risposte alla mozione», afferma la Lega, secondo cui l’esclusione del documento dall’ordine del giorno comporterà un ulteriore slittamento dei tempi per ottenere chiarimenti sul futuro della Zerbi.
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