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Erba (M5S): “Henkel, serve allacciare una trattativa con la casa madre in Germania”

Questa mattina (martedì 16 febbraio), alla presenza di sindacati e rappresentanti delle istituzioni, i dipendenti hanno scioperato davanti alla sede di viale Como. Presente anche il consigliere regionale del M5S

Henkel di Lomazzo, sciopero davanti all'azienda

La Henkel, multinazionale tedesca operante nella produzione di detersivi per i piatti e per il bucato, ha annunciato la chiusura di tutte le sedi italiane a giugno 2021.

Nello stabilimento di Lomazzo, attivo dal 1933, rischiano di perdere il posto di lavoro 150 lavoratori.

Questa mattina (martedì 16 febbraio), alla presenza di sindacati e rappresentanti delle istituzioni, i dipendenti hanno scioperato davanti alla sede di viale Como. Presente a Lomazzo il consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle Raffaele Erba: «Stamattina ho partecipato al presidio di protesta alla Henkel di Lomazzo per portare il mio messaggio di solidarietà ai lavoratori che stanno vivendo giorni drammatici. La Henkel è una realtà storica che non può e non deve essere delocalizzata o smantellata perché da decenni è parte integrante del nostro territorio produttivo», ha detto Erba. 

«Certamente, il tavolo di confronto con i vertici aziendali che abbiamo chiesto con urgenza al Presidente della IV Commissione di Regione Lombardia può essere un primo passo molto importante per cercare di aprire le interlocuzioni con la direzione generale tedesca che si trova a Dusseldorf – prosegue il consigliere regionale grillino -. Il tavolo regionale può essere impiegato come strumento per allacciare una trattativa con la casa madre in Germania. Questo è il primo obiettivo che ci dobbiamo porre. Sempre in questa sede, sarà utile comprendere le reali motivazioni di questa scelta perché da quanto sta emergendo i conti dell’azienda non sarebbero in sofferenza. Se i motivi della chiusura degli stabilimenti italiani, compreso quello di Lomazzo, fossero solo l’aumento della marginalità e dei dividendi la scelta aziendale non sarebbe accettabile perché questa operazione verrebbe compiuta sulla pelle dei lavoratori».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 Febbraio 2021
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