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Cislago, la maggioranza va sotto. Giunta Cartabia ai titoli di coda

Senza la “stampella” di Luciano Lista e dei suoi colleghi di Fratelli d’Italia Cristiano Fagioli ed Elisa Bianco, l’amministrazione di Cislago a guida leghista non ha più i numeri per andare avanti

cislago - sindaco gianluigi cartabia

Aria di crisi a Cislago. Non passa la variazione al Bilancio 2020/2022 con sette voti contrari e un astenuto, con solo la Lega a sostegno del sindaco Gianluigi Cartabia, che a questo punto rischia di non avere più i numeri per andare avanti ad amministrare il Comune.

Dopo mesi difficili fatti di addii alla maggioranza e continue crisi rattoppate da accordi politici che hanno coinvolto le segreterie politiche a livello provinciale, siamo forse alla fine dell’amministrazione Cartabia.

All’opposizione di ViviCisalgo si sono uniti i voti contrari del gruppo di Fratelli d’Italia e di Giorgio Pagani di Un’Idea per Cislago, mentre si è astenuta l’ex assessore ed ex vicesindaco Chiara Broli.

Senza la “stampella” di Luciano Lista e dei suoi colleghi di Fratelli d’Italia Cristiano Fagioli ed Elisa Bianco, l’amministrazione di Cislago a guida leghista non ha più i numeri per proseguire il proprio cammino.

All’origine del voto contrario alla variazione di Bilancio le risposte vaghe su alcuni passaggi fornite dall’amministrazione comunale, denunciate dai rappresentanti di ViviCislago: «Si sono arrampicati sugli specchi dando versioni piene di errori e contraddizioni. Che il sindaco si assuma una volta per tutte le sue responsabilità: la colpa è solo sua e di quei pochi che, rimasti al suo fianco, non hanno saputo governare come avrebbero dovuto e che, oggi, certamente, non hanno più i numeri per farlo», commentano i consiglieri del Gruppo Vivi Cislago Deborah Pacchioni, Romina Codignoni e Claudio Franco.

A confermare la crisi ormai irreversibile è Luciano Lista: «Ho scoperto alcune scorrettezze politiche ed etiche, oltre a delle allocazioni di somme incomprensibili, nel totale silenzio interrotto solo da arrampicate sugli specchi che non mi hanno convinto, anzi mi hanno costretto a prendere posizione nei confronti dei tanti cittadini che hanno aspettative in questo momento difficile – spiega a caldo il capogruppo di Fdi – Ho chiesto al sindaco di assumersi la responsabilità fino in fondo e non ho ritenuto di avallare tale comportamento e alcune scelte. In politica l’unica cosa che conta è la coerenza. E la mia storia lo dimostra. Il sindaco ha peccato nel mancato coinvolgimento, ha peccato nell’aver contravvenuto a una mozione di FDI che lui stesso ha votato (in verità fu votata all’unanimità), ha peccato nell’aver allocato risorse su un capitolo dal quale le ha tolte in quanto le famiglie non hanno risposto al bando, ha peccato perché ha allocato 6000 euro per un incarico professionale di cui non ha saputo dire nulla. Ha peccato per la sua incapacità politica e amministrativa. Direi che siamo ai titoli di coda».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 Novembre 2020
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