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Filt Cgil: “Per Amazon i lavoratori contano solo nelle pubblicità”

Da oggi si apre lo stato d’agitazione di tutti i lavoratori di Amazon in Lombardia che si aggiunge all’agitazione sindacale in essere tra i corrieri in appalto

Sciopero dei driver davanti al magazzino Amazon di Origgio

Mercoledì 11 novembre 2020, si è svolto l’incontro tra FILT CGIL Lombardia ed Amazon Italia Transport/Logistica.

L’incontro richiesto dalla struttura sindacale contestualmente ai delegati sindacali dei dipendenti Amazon e a seguito delle assemblee svolte con i lavoratori di Milano, aveva l’obiettivo di portare all’azienda le legittime richieste dei dipendenti.

Com’è noto, infatti, la pandemia che sta caratterizzando questo 2020, ha accelerato drasticamente l’espansione dell’E-Commerce del quale Amazon è principale (a tratti unico) esponente.

In previsione del “picco natalizio” riscontriamo che il sistema di logistica e delle consegne, oltre al consueto aumento dei volumi previsto ogni anno, quest’anno sarà ancora maggiore visti gli effetti che la pandemia ha sul commercio on-line (almeno il 30% in più dei volumi rispetto al 2019) e le chiusure dei negozi disposte dai DPCM; per questo la FILT CGIL ha voluto accendere un faro sui lavoratori della logistica partendo proprio da chi ha beneficiato più di tutti della pandemia per allargare il giro d’affari e i fatturati: Amazon.
Sotto il sorriso solo “NO” da parte dell’azienda che ritiene di aver esaurito le disponibilità per riconoscere ristori economici ai propri dipendenti che contribuiscono quotidianamente al mantenimento della leadership di Amazon nel Settore.

«Abbiamo chiesto un aumento dei buoni pasto elettronici per far fronte alle spese ed un riconoscimento premiale per questo periodo di picco intenso di Attività. Abbiamo inoltre avanzato la proposta di un Premio di Produzione annuale che vada ad integrare lo sforzo produttivo delle maestranze durante i vari periodi dell’anno, come già accade nella maggior parte delle Aziende Multinazionali del Settore», riferisce Emanuele Barosselli a seguito della trattativa di questa mattina.

«Amazon negli scorsi mesi ha riconosciuto alcuni incrementi salariali una tantum per assicurarsi la presenza del personale quando faceva comodo, durante il Lockdown e nel mese di maggio. Adesso che il periodo prevede l’attivazione di centinaia di contratti interinali e precari, i lavoratori non sono più indispensabili come ad aprile?», continua il segretario FILT CGIL.

L’azienda ha inoltre deciso, in accordo con l’Ispettorato nazionale, di implementare un sistema di controllo del distanziamento e ha voluto introdurre ulteriori processi che garantiscano la sicurezza nel magazzino.

«Nonostante la nostra apertura a definire una strategia comune di gestione dei protocolli di sicurezza e la possibilità di trovare Accordi che garantiscano i lavoratori e le lavoratrici, anche facendo screening di tracciamento Covid nei magazzini, l’Azienda resta barricata sulle proprie posizioni, sottraendosi al confronto e confermando la propria strategia di disintermediazione, che porta alla frammentazione dell’unità dei lavoratori, per poter esercitare il proprio dominio – riferisce Alessio Gallotta funzionario FILT e prosegue -: le nostre RSA negli impianti cercano di avere un approccio costruttivo nella dialettica con l’Azienda. Purtroppo riscontriamo che la stessa non ha interesse a confrontarsi per creare opportunità di miglioramento strutturale a beneficio dei lavoratori che siano direttamente proporzionali alla crescita aziendale. Troppo avida per restituire ai propri dipendenti una parte degli immensi guadagni. Leader nel Settore ma ancora indietro anni luce rispetto al sistema di relazioni sindacali in essere in questo Paese. Una disponibilità al dialogo con le Parti Sociali solo di facciata ma che non porta mai a risultati concreti, utile solo ad evitare accuse di comportamento antisindacale».

Luca Stanzione, segretario generale FILT CGIL Lombardia: «Ho appena visto una pubblicità di Amazon in cui un lavoratore racconta di come l’azienda ha cambiato in meglio la sua vita. È evidente che abbiamo un’azienda che racconta una storia e poi si dimentica di riconoscere ai suoi dipendenti diretti il lavoro che hanno svolto in questi mesi e quanto stanno ancora facendo. Le vicende di oggi raccontano una verità che è l’esatto opposto della pubblicità che sta circolando. Toccherà ancora una volta al sindacato raccontare la verità».

La FILT CGIL Lombardia invita ad una riflessione che divenga centrale per il settore: siamo sicuri che in cambio di quantità di posti di lavoro dobbiamo lasciare indietro la qualità degli stessi?
Possiamo permettere che divengano talmente essenziali da diventare un servizio pubblico essenziale, com’è successo durante la prima fase della pandemia e non chiedere indietro delle condizioni migliori su orari, riposi, salario e qualità della vita?
Possiamo lasciare al caso una strategia industriale che dovrebbe vincolare questi Colossi a contribuire allo sviluppo economico e non a creare competizione abbassando i diritti di chi lavora e portando gli utili dove si pagano meno tasse?

Da oggi si apre lo stato d’agitazione di tutti i lavoratori di Amazon in Lombardia che si aggiunge all’agitazione sindacale in essere tra i corrieri in appalto: «Che serva a spronare l’azienda a trovare soluzioni e che stimoli l’interesse dell’opinione Pubblica circa le condizioni di lavoro in quest’Azienda e nella sua filiera della distribuzione. Cambi l’atteggiamento o sarà mobilitazione!», conclude il sindacato FILT CGIL.

Redazione Saronnonews
saronnonews@gmail.com
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Pubblicato il 12 Novembre 2020
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