L’Osservatorio Data Center Saronnese: “Nessuna nuova autorizzazione prima di avere leggi chiare”
Grande partecipazione all'incontro pubblico con l'esperto Enrico Duranti organizzato dall'Osservatorio Data Center Saronnese. Sabato a Milano la manifestazione nazionale per chiedere una moratoria
Auditorium Aldo Moro gremito lunedì sera a Saronno per l’incontro pubblico con Enrico Duranti organizzato dall’Osservatorio Data Center Saronnese, nonostante due eventi serali concomitanti come la proiezione di un film per la Palestina e la partita della nazionale di calcio.
Questo il dato quantitativo di una serata di grande spessore, in cui il neonato Osservatorio ha offerto l’occasione per informarsi su quella che rischia di diventare un’emergenza, soprattutto in Lombardia.
Serve una pianificazione
«Manca un piano nazionale – ha ricordato Duranti in un’ora di intervento ricchissima di datiscientifici a supporto dell’inopportunità e nocività di queste strutture – Non sappiamo quanto fabbisogno ci sia di questi data center nel Paese e nella nostra regione, come si può pensare di procedere alla cieca, senza pianificazione statale e poi regionale?».
La disamina dei trenta interventi (su 290 ad oggi proposti in Lombardia) finora in stato più avanzato di procedura autorizzativa parla chiaro: «Solo con questi si genererebbe un surplus di richiesta di energia elettrica pari a quella di ulteriori sei milioni di famiglie che si dovessero installare in Lombardia. Dove si andrebbe a prendere tutta questa energia? Dal fossile, evidentemente. Andando a compromettere ulteriormente la situazione dell’inquinamento atmosferico per cui in Lombardia già si pagano e si pagheranno sempre più penali all’Unione Europea, oltre ai costi già altissimi per la salute delle persone».
Inquinamento e democrazia
Il tutto, ha ricordato Duranti, si andrebbe a sommare all’inquinamento elettromagnetico e acustico, all’aumento di temperatura provocato, al prelievo massiccio di acqua di falda nelle stagioni più calde, all’importante consumo di suolo in territori già ampiamente cementificati. «Un aspetto su cui Regione Lombardia, pressata dalle proteste popolari cominciate ovunque in questi mesi, dichiara di voler mettere mano, andando a modificare una legge votata solo pochi mesi fa dal Pirellone».
Ultimo ma non ultimo, il tema della democrazia: di questi progetti i cittadini sanno pochissimo dai loro amministratori pubblici, invitati più volte, anche direttamente nel corso dell’incontro, a maggiore trasparenza e al coinvolgimento della cittadinanza su scelte così impattanti sui loro territori.
La manifestazione del 10 ottobre
Duranti in conclusione ha invitato tutti i presenti a partecipare alla manifestazione nazionale di sabato 10 ottobre alle ore 15 in piazza della Scala a Milano.
Un evento in cui i convenuti, che si prevedono numerosissimi da molti territori lombardi e non solo, chiederanno una moratoria nazionale sui data center: ovvero il blocco di tutte le procedure autorizzative in corso per la costruzione di nuovi data center fino a che non ci sarà un quadro normativo chiaro a livello nazionale e locale».
Prossimo incontro a Saronno il 15 ottobre
Il prossimo appuntamento, post-manifestazione milanese, dell’Osservatorio è in programma giovedì 15 ottobre alle 21 alla Casa delle Associazioni di Saronno, alla ex scuola Pizzigoni in via Parini, 54.
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