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Sanità lombarda sotto accusa: sistema informatico in tilt, medici introvabili e bagarre per il convegno NoVax

Durante il question time in consiglio regionale si è parlato dei disservizi informatici e della carenza di medici di base. In Lombardia oltre 200.000 cittadini non hanno il medico di base

baragge in consiglio per la richiesta di dimissioni di monti

Importanti temi sanitari sono stati affrontati nella seduta di martedì 15 settembre del Consiglio regionale della Lombardia. Tra le interrogazioni i disservizi del sistema informativo sanitario che nel weekend hanno coinvolto anche il pronto soccorso di Varese, la carenza cronica di medici di medicina generale e lo scontro politico esploso sul convegno No Vax organizzato a Palazzo Pirelli.

SISS, disservizi continui: coinvolto anche il pronto soccorso di Varese

A finire sotto la lente è stato ancora una volta il Sistema Informativo Socio Sanitario (SISS), la piattaforma gestita dalla società regionale ARIA, che nel weekend ha registrato un nuovo blocco che ha colpito anche il pronto soccorso di Circolo a Varese. Nel question time a firma di Michela Palestra (Patto Civico) è stato chiesto alla Giunta quali soluzioni correttive e modelli gestionali alternativi siano stati concretamente avviati per garantire la stabilità di un’infrastruttura così importante per i servizi ai cittadini lombardi.

I numeri diffusi dalla Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, citati nell’interrogazione, fotografano una situazione critica tra il 2024 e il 2025: 382 incidenti complessivi tra blocchi totali, rallentamenti e malfunzionamenti parziali, per un totale di 5.051 ore di disservizio, equivalenti a quasi un giorno lavorativo su due. I guasti hanno colpito 177 volte gli ospedali, 118 i medici di medicina generale, 74 le farmacie e 88 volte direttamente i cittadini.

A rispondere è stato il sottosegretario ai Rapporti con il Consiglio, Mauro Piazza, che ha distinto il piano infrastrutturale da quello organizzativo e gestionale: «Dal punto di vista tecnologico, l’infrastruttura regionale è stata progressivamente potenziata» ha spiegato, annunciando il trasferimento del sistema al Polo Strategico Nazionale a partire dal 27 settembre, con l’obiettivo di ridurre numero, durata e gravità dei disservizi attraverso monitoraggio continuo e una maggiore capacità di intervento. «Regione Lombardia monitorerà con attenzione questa fase di transizione e giudicherà il nuovo assetto dai risultati che verranno» ha concluso Piazza.

Medici di base, oltre 1.500 mancanti in Lombardia

Sul fronte della medicina generale, l’interpellanza presentata da Luca Paladini (Patto Civico) ha chiesto alla Giunta un quadro aggiornato del fabbisogno regionale di medici di base e del numero di cittadini privi di un riferimento, oltre alle misure strutturali previste per garantire la continuità dell’assistenza primaria.

«La carenza di medici di medicina generale in Lombardia è ormai una criticità strutturale insostenibile» ha denunciato Paladini.

I dati citati nell’interpellanza parlano di oltre 160mila cittadini lombardi senza medico di base nel corso del 2025, mentre la Fondazione GIMBE stima una carenza di circa 1.540 medici di medicina generale, calcolata sul parametro di un medico ogni 1.200 assistiti.

La Direzione Welfare, a febbraio 2026, aveva invece quantificato la carenza in 626 unità rispetto alla media nazionale, segnalando che solo in 92 Case di Comunità su tutto il territorio regionale è garantita la presenza del medico secondo gli standard previsti.

Il sottosegretario Piazza ha ricondotto il problema a una dimensione nazionale, non solo lombarda, evidenziando che gli assistiti attualmente in carico agli ambulatori medici temporanei sono complessivamente oltre 205mila. «L’obiettivo rimane quello di ricondurre progressivamente gli assistiti, oggi gestiti attraverso forme temporanee di continuità assistenziale, al rapporto ordinario con un medico di medicina generale titolare» ha precisato.

Bagarre in Aula per il convegno No Vax, il Pd chiede le dimissioni di Monti

La seduta ha registrato anche uno scontro acceso legato al convegno “Camminare nella luce”, organizzato venerdì scorso a Palazzo Pirelli con il patrocinio del presidente della commissione Sostenibilità sociale, il leghista Emanuele Monti, anche consigliere di amministrazione di Aifa.

Intervenendo in Aula, Pierfrancesco Majorino (Pd) ha chiesto le dimissioni di Monti, accusando il convegno di aver dato spazio a posizioni «apertamente contrarie al mondo scientifico». A sostegno della sua richiesta, Majorino ha letto alcune delle frasi pronunciate dai relatori durante l’incontro, tra cui l’accusa di 190mila morti legate ai protocolli sanitari e un appello a non sottoporsi alla vaccinazione antinfluenzale, oltre a un riferimento a una denuncia presentata contro il presidente della Regione Attilio Fontana.

Dopo la replica di Monti, è intervenuto il collega leghista Davide Caparini, il cui intervento ha fatto esplodere la tensione in Aula: la seduta è stata sospesa per riportare la calma, in quella che si è trasformata nella bagarre più accesa della giornata.

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Redazione Saronnonews
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Pubblicato il 15 Settembre 2026
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