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Maltempo sul Lago di Como, dopo frane e allagamenti la Regione chiede più risorse per i territori colpiti

La mozione approvata dal Consiglio regionale punta su risorse per i territori colpiti dal maltempo e maggiore autonomia in materia di Protezione Civile

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Le conseguenze del maltempo dell’estate 2026 tornano al centro del dibattito in Consiglio regionale, con particolare attenzione anche ai territori dell’Alto Lario e del Medio Lago, colpiti da frane, smottamenti e allagamenti.

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato la mozione illustrata dalla consigliera dell’Alto Lago Gigliola Spelzini, prima firmataria del provvedimento, dedicata al sostegno dei territori interessati dagli eventi meteo dell’estate e all’attuazione dell’autonomia regionale in materia di Protezione Civile.

Il maltempo ha interessato numerose aree della Lombardia, dalla Pianura Mantovana alle valli Bergamasche, Bresciane e Sondriesi, dalla Brianza all’Alto Milanese, fino alle province di Pavia e Cremona. Nel Comasco, tra le zone indicate come maggiormente colpite, ci sono l’Alto Lario e alcune aree del Medio Lago, dove frane, smottamenti e allagamenti hanno messo ancora una volta in evidenza la fragilità della viabilità.

Tra gli episodi richiamati anche la temporanea chiusura della Statale 340 Regina, che ha riportato in primo piano il rischio di isolamento per diverse comunità lariane. Secondo Spelzini, l’interruzione di una strada in queste aree ha conseguenze immediate su cittadini, attività economiche e servizi.

La mozione approvata dal Consiglio regionale si muove su due direttrici. La prima riguarda la gestione delle conseguenze del maltempo, con la richiesta di completare rapidamente e in modo omogeneo la ricognizione dei danni, istituire un tavolo permanente di coordinamento con gli enti locali e sostenere presso il Governo il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale, già formalizzato da Regione Lombardia il 24 agosto.

L’obiettivo indicato è quello di far arrivare le risorse necessarie ai territori colpiti e consentire il ristoro dei danni subiti.

La seconda parte del provvedimento riguarda invece la richiesta di accelerare il percorso di autonomia differenziata in materia di Protezione Civile. Tra le misure indicate ci sono la possibilità per la Regione di esercitare poteri di ordinanza in deroga nelle crisi regionali e il riconoscimento automatico del presidente della Regione come commissario delegato nelle emergenze nazionali.

«Maggiore autonomia significa soprattutto poter decidere e intervenire più velocemente» ha spiegato Spelzini, sottolineando la necessità di mettere a disposizione di chi opera sul territorio strumenti, personale e mezzi adeguati, riducendo i passaggi burocratici che possono rallentare la risposta alle emergenze.

La consigliera ha infine ringraziato i Vigili del Fuoco Volontari di Dongo, la Protezione Civile della Comunità Montana Valli del Lario e del Ceresio, le Forze dell’Ordine, il personale di Anas, i sindaci e gli amministratori locali impegnati nella gestione delle emergenze.

(Foto d’archivio)

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Pubblicato il 15 Settembre 2026
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