Davide Bellotto (Fillea Cgil): “Ancora un morto sul lavoro. Non possiamo limitarci a contare le vittime”
Il segretario generale del sindacato edili di Varese dopo la tragedia in cantiere a Origgio: "Non conosciamo ancora i dettagli, ma nei cantieri oltre a prevenzione e controlli servirebbe introdurre il reato di omicidio sul lavoro"
«Purtroppo dobbiamo contare l’ennesimo morto sul lavoro». Davide Bellotto, segretario generale della Fillea Cgil di Varese, commenta con amarezza la tragedia avvenuta questa mattina in un cantiere edile di Origgio, dove un uomo di 55 anni ha perso la vita in un infortunio la cui dinamica è ancora al vaglio degli inquirenti.
Bellotto invita innanzitutto alla prudenza, perché «non conosciamo ancora i dettagli dell’accaduto». Saranno gli accertamenti di carabinieri, Ats e degli altri organismi intervenuti a chiarire che cosa sia successo e quali siano state le cause dell’incidente.
Ma, al di là della singola vicenda, per il sindacato resta il tema più ampio della sicurezza nei cantieri. «Noi continuiamo ad andiamo nei cantieri per sensibilizzare aziende e lavoratori ma evidentemente non basta», dice Bellotto, sottolineando come sul fronte della prevenzione sia necessario continuare a investire.
Maggiori controlli dell’Ispettorato di Varese
Negli ultimi anni, osserva il segretario della Fillea Cgil, anche i controlli hanno registrato un incremento. «L’Ispettorato del lavoro l’anno scorso è riuscito a fare più controlli, ma ancora non basta». Per il sindacato, infatti, il contrasto agli infortuni deve passare da una presenza più capillare degli organismi di vigilanza, ma anche da una maggiore attenzione alla cultura della prevenzione.
Il nodo dei subappalti
Tra i temi che Bellotto indica come particolarmente delicati nell’edilizia c’è quello della catena dei subappalti. Il segretario della Fillea precisa ancora una volta che non è possibile stabilire, allo stato attuale, se questo elemento abbia avuto un ruolo nell’incidente avvenuto oggi.
«Statisticamente queste tragedie sono spesso legate alla questione dei subappalti», osserva. Il problema, secondo il sindacato, riguarda soprattutto la pressione economica che può ricadere sulle imprese chiamate a svolgere i lavori in subappalto.
«Il fattore sicurezza spesso è penalizzato dal minor margine delle ditte che hanno il subappalto», spiega Bellotto. In una situazione di margini ridotti, il rischio è che si finisca per spendere meno «o in materiali o in sicurezza».
Un ragionamento generale, dunque, che il sindacalista tiene distinto dalla tragedia di oggi: «Ripeto, non sappiamo se questo è il caso dell’incidente di oggi, non abbiamo ancora tutte le informazioni».
«Serve una Procura nazionale per gli infortuni mortali»
La domanda che resta, davanti all’ennesima morte sul lavoro, è però inevitabile: che cosa si può fare di più per contrastare questo drammatico problema?
La proposta della Fillea Cgil è innanzitutto quella di rafforzare il sistema dei controlli e della prevenzione, ma Bellotto rilancia: «Come sindacato riflettiamo da tempo sulla necessità di una Procura nazionale che si occupi degli infortuni mortali e introdurre nell’ordinamento una fattispecie specifica di “omicidio sul lavoro”, sulla scia di quanto avvenuto con l’omicidio stradale».
Per Bellotto, però, non si tratta soltanto di intervenire sul piano giudiziario. «Servono maggiori risorse economiche da dedicare a questo tema – sottolinea – sia per quanto riguarda i controlli sia per la cultura della prevenzione».
Perché la sicurezza, conclude Bellotto, non può essere considerata un costo accessorio o una voce su cui risparmiare. Nei cantieri, prima ancora delle statistiche e delle responsabilità da accertare, ci sono persone che ogni giorno entrano al lavoro e devono poter tornare a casa.
Infortunio sul lavoro in un cantiere a Origgio, muore un uomo di 55 anni
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