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Nove i sindaci eletti: Pellicini a Luino, Bresciani a Laveno, Somma e Legnano al ballottaggio. Quorum raggiunto a Gemonio e Gorla

Una giornata segnata da un'affluenza in netto calo, nei dieci comuni della provincia di Varese si è fermata al 47,21%, oltre dodici punti in meno rispetto al 59,38% del 2020

Sindaci 2026

Si chiude con nove sindaci eletti al primo turno e due ballottaggi la tornata amministrativa 2026 nei dieci comuni del Varesotto e nei due dell’Altomilanese chiamati alle urne il 24 e 25 maggio. Una giornata segnata da un’affluenza in netto calo, nei dieci comuni della provincia di Varese si è fermata al 47,21%, oltre dodici punti in meno rispetto al 59,38% del 2020, ma anche da risultati politicamente significativi, con alcune conferme nette, due ribaltoni e un quadro che vede ridisegnata la geografia politica del territorio.

Il ribaltone di Luino: torna Pellicini

La notizia politicamente più rilevante della giornata arriva da Luino, dove Andrea Pellicini torna sulla poltrona di primo cittadino dopo gli anni dell’amministrazione di Enrico Bianchi. Numeri inequivocabili: secondo i risultati ufficiosi, Pellicini avrebbe ottenuto 1.573 preferenze, contro le 1.021 del sindaco uscente. Più staccati Marco Massarenti (610 voti), Furio Artoni (326) e il diciannovenne Paolo Nicastri (233). Una vittoria costruita attraverso la coalizione civica “Vento del Verbano”, in una città dove l’affluenza si è fermata al 44,22%, la più bassa tra i dieci comuni del Varesotto.

Laveno Mombello: vince Bresciani

A Laveno Mombello la sfida a quattro si è chiusa con la vittoria di Bruno Bresciani, candidato di “Fare Comune”, in un testa a testa risolto solo nelle ultime sezioni. Il nuovo sindaco l’ha infatti spuntata per pochi punti percentuali (35,8% contro il 32,2%) sul primo cittadino uscente, Luca Santagostino, della lista “Civitas”; terzo posto (con il 29,4% delle preferenze) per Giovanni Castelli che con la lista “Patto Comune” è orientato verso il centrodestra. Un risultato in parte inatteso visto che le voci della vigilia vedevano senza dubbio Castelli – un agronomo molto conosciuto e con esperienze passate importanti in politica – come il principale favorito. Lontanissimo invece Diego Carmenati, vicino ai 5 Stelle e a capo della lista “Futuro Ideale”, che ha raccolto solo le briciole (2,6% e 99 voti).

Le conferme nette e le novità nei piccoli comuni

A Casorate Sempione conferma per il sindaco uscente di centrodestra Dimitri Cassani, eletto per il terzo mandato con il 57,69%, contro il 42,31% dello sfidante Tiziano Marson. A Lonate Ceppino conferma anche per Clara Dalla Pozza, che con 1.304 voti pari al 59,41% stacca nettamente Maurizio Caimi (891 voti, 40,59%).

A Origgio vince il sindaco uscente Evasio Regnicoli, riconfermato con il 45,82% in una corsa a tre dove Mario Ceriani si è fermato al 28,21% e Francesco Venturini al 25,97%. A Masciago Primo stravince Marco Magrini, presidente della Provincia di Varese, che ottiene il 76% dei voti contro il 24% di Enrica Peragalli.

A Golasecca, dopo una giornata di scrutinio in equilibrio assoluto, l’ha spuntata Andrea Tovaglieri su Madì Reggio per appena una decina di voti. Mancano ancora le percentuali definitive ma il risultato è acquisito.

Gemonio e Gorla Maggiore: quorum raggiunto, sindaci confermati

Nei due comuni che si erano presentati al voto con una sola lista, la partita era contro l’astensionismo: la soglia del 40% di affluenza è stata superata in entrambi i casi, scongiurando l’ipotesi del commissariamento prefettizio. Samuel Lucchini è dunque ufficialmente confermato a Gemonio con 1.016 voti per la sua lista “Impegno Civico”; Pietro Zappamiglio ottiene il mandato a Gorla Maggiore con un’affluenza del 45,69% e 1591 voti validi su 1800 votanti.

I due ballottaggi: Somma Lombardo e Legnano

Nei due comuni più grandi della tornata, entrambi sopra la soglia dei 15mila abitanti, nessun candidato ha raggiunto la maggioranza assoluta al primo turno. Si tornerà alle urne il 7 e 8 giugno.

A Somma Lombardo, unico comune del Varesotto al ballottaggio, lo scontro al secondo turno sarà tra Stefano Aliprandini (centrosinistra) al 45,52% e il forzista Silvio Pezzotta (centrodestra unito) al 43,39%, in un risultato che si è chiuso con appena due punti di distacco. Tagliati fuori dal ballottaggio Dario Pulli (Azione) al 4,86% e Alberto Nervo (Somma Sì) al 3,53%. La partita del secondo turno si annuncia apertissima: lo spostamento dei voti dei due candidati esclusi può risultare decisivo.

A Legnano, dopo una giornata segnata da una corsa a quattro fortemente frammentata, si scontreranno al secondo turno il sindaco uscente di centrosinistra Lorenzo Radice e Mario Almici, candidato del centrodestra ufficiale (Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega). Eliminate al primo turno Carolina Toia, capogruppo della Lega in consiglio comunale che aveva scelto la corsa in solitaria, e Federico Amadei, sostenuto da Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra e Rifondazione.

Elezioni a Legnano, sicuro il ballottaggio tra Radice e Almici

A Parabiago vince il centrosinistra

L’unico comune sopra i 15mila abitanti che si è chiuso al primo turno è Parabiago, dove Giacomo Sartori, candidato del centrosinistra, ha vinto la sfida diretta con Marica Slavazza. I dati parziali davano Sartori a 930 voti contro i 562 della sfidante: uno scarto netto che ha sancito il cambio di colore politico alla guida della città.

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Pubblicato il 25 Maggio 2026
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